Con 42, 40 e 38 anni nella stessa azienda, ricevono il riconoscimento Elena Testa, Flavio Innocenti e Antonio Caseri
Alla sua 63ª edizione, anche quest’anno la Camera di Commercio di Bergamo ha assegnato il Premio Fedeltà al Lavoro a coloro che hanno contribuito con impegno costante alla crescita
dell’economia locale nei diversi settori economici.
Il concorso prevede, come da tradizione, il riconoscimento alle imprese con più di 30 anni di ininterrotta attività e ai dipendenti del settore privato con almeno 30 anni di servizio presso la
stessa impresa.
Per l’edizione 2025, sul podio dei dipendenti con maggiore anzianità di servizio sono saliti Elena Testa (42 anni presso Daina Centro Odontostomatologico spa di Nembro), Flavio Innocenti (40
anni presso la Neodecortech spa di Filago) e Antonio Caseri (38 anni alle dipendenze della Mazzoleni Trafilerie Bergamasche spa).
Elena Testa (Centro Daina), Assistente alla poltrona per 42 anni
Il Centro Daina, fondato nel 1978 da Enzo Daina, è una struttura privata altamente specializzata nella cura della salute orale. Elena Testa ha cominciato a lavorare lì a 15 anni come assistente alla
poltrona: “Mi è sempre piaciuto il contatto con le persone. L’assistente alla poltrona prepara il paziente, spiega il tipo di intervento che verrà fatto e resta accanto alla persona anche dopo,
quando l’operazione è ultimata”. In 42 anni ha conosciuto le tre generazioni dei Daina, riuscendo a superare anche momenti difficili come quello della pandemia: “Ci sono milioni di batteri nella nostra bocca, era un po’ come stare in prima linea. Intervenivamo solo per le urgenze, il classico mal di denti, e ci presentavamo ai pazienti con il doppio camice, la doppia mascherina… Lavoravamo su tre postazioni diverse, in modo da far sì che tra un accesso e l’altro passassero almeno due ore di sterilizzazione dello studio dentistico”. In pensione dal novembre del 2024, Testa esprime grande soddisfazione per il premio, che dedica al marito e alla figlia: “Chi lavora nel settore della salute, sa che è impossibile garantire orari fissi alla propria famiglia, perché occorre prendersi cura del paziente. Li ringrazio, perché non mi hanno mai fatto pesare questa scelta”.
Flavio Innocenti (Neodecortech Spa): a un anno e mezzo dalla pensione, il lavoro è sempre stimolante
Flavio Innocenti è responsabile del reparto Materiali plastici (10 dipendenti) della Neodecortech spa di Filago, azienda specializzata nella produzione di carte decorative per pannelli nobilitati e
film polimerici per superfici decorative e per la pavimentazione. “Il mio ruolo in azienda è sempre stimolante, perché è molto legato alla continua ricerca della qualità. Oggi i mobili sono molto di più di qualcosa di funzionale. Le superfici devono avere una gradevolezza al tatto e sono richiesti materiali che, al tocco, non lascino l’impronta”.
Neodecortech ha una collezione di oltre 900 tipologie di decori: la carta decorativa può riprodurre le venature del legno e la porosità della pietra, la setosità del tessuto e il lustro del metallo. Il 70% della produzione è tutto per il Nordest italiano, d’altronde “da sempre il nostro Paese si distingue nel mondo per l’industria del mobile e dell’arredo”. Perché la casa non è più soltanto il luogo in cui
viviamo, ma è un ambiente che racconta qualcosa di noi agli altri. A un anno e mezzo della pensione, con un percorso iniziato a 20 anni, Innocenti riceve con soddisfazione il riconoscimento
della Camera di Commercio di Bergamo o, meglio, “la medaglia, come mia moglie e mia figlia dicono, scherzando”.
Antonio Caseri (Mazzoleni Trafilerie Bergamasche spa): “Un premio che dedico a me stesso”
Antonio Caseri da 38 anni (“tra meno di due mesi, 39”, precisa) lavora alle dipendenze della Mazzoleni Trafilerie Bergamasche spa come operaio. “Un’azienda che ho visto cambiare nei decenni, migliorarsi continuamente, sempre proiettata in avanti, anche per la tecnologia”, racconta.
Un ambiente che è diventata anche una “seconda famiglia, visto che ci conosciamo tutti”. Forse per questo c’è anche un po’ di emozione nel ricevere un premio che Caseri dedica sì a sé stesso,
per tutti i sacrifici fatti in tanti anni di lavoro, ma sottolineando la profonda riconoscenza verso il suo titolare, l’ingegner Carlo Mazzoleni. “Quando ho cominciato, avevo 21 anni. Non ho mai pensato di andare altrove, perché sono sempre stato bene in questa azienda. Quando è capitato, mi ha fatto piacere insegnare a colleghi più giovani: si cerca sempre di trasmettere la propria esperienza. Non come una volta, quando i colleghi più anziani erano un po’ gelosi delle competenze che avevano acquisito sul lavoro ed erano restii a condividerle con altri”.