A Bergamo avanti con le zone rosse: confermati i controlli potenziati fino a febbraio
Nuovo provvedimento per prolungare altri tre mesi la “vigilanza rafforzata” nelle vie intorno alla stazione e alla Malpensata. Il Prefetto: “Persistono circostanze non fronteggiabili con gli strumenti ordinari”
Bergamo. Il primo provvedimento con le misure speciali di “vigilanza rafforzata” in città era entrato in vigore in fase sperimentale lo scorso 27 febbraio. Al termine dell’ultima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nelle strade considerate a rischio tutte le misure sono state prolungate fino al 15 febbraio 2026 dal prefetto Luca Rotondi.
Le vie “sensibili” interessate rimangono le stesse. Nella lista figurano alcune strade nell’area della stazione ferroviaria: via Paglia fino all’intersezione con via Paleocapa, via Bonomelli e via Novelli fino alla piazzetta Don Spada. Ma anche tratti del quartiere Malpensata con via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica sino all’intersezione con via Luzzati.
Insisterà dunque ancora per almeno tre mesi il divieto di “stazionare in queste vie ai soggetti che assumano comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, – scrive la Prefettura – determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree”.
Un’ulteriore estensione che arriva dopo le valutazioni espresse dal Questore, dai comandanti delle forze dell’ordine e dall’amministrazione comunale. Tutti gli attori hanno concordato sulla necessità di dare continuità alle misure di vigilanza perchè, nelle vie interessate, “rimangono attuali circostanze non fronteggiabili con i soli strumenti ordinari”.
L’obiettivo della stretta rimane quello di “garantire adeguati livelli di sicurezza urbana e migliorare la fruizione da parte della cittadinanza”. Le forze dell’ordine potranno continuare ad allontanare chi si renderà responsabile di questo genere di comportamenti.
Le cosiddette “zone rosse” sono state introdotte con una direttiva diramata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo scorso 17 dicembre. Molte città italiane, metropoli come Milano e Roma ma anche città più piccole come Udine e Reggio Emilia, hanno scelto di adottare in diverse forme le zone a vigilanza rafforzata.



