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Incetta di Bollini Rosa in Bergamasca: il riconoscimento biennale di Fondazione Onda premia ospedali attenti alla salute delle donne

Premiate le eccellenze ospedaliere per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, e per la promozione di percorsi ottimizzati in ottica di genere

Gli ospedali bergamaschi fanno il pieno di Bollini Rosa: si tratta di riconoscimenti assegnati per il biennio 2026‑2027 che confermano l’impegno della rete sanitaria locale nella tutela della salute femminile e nella medicina di genere.

Il Bollino Rosa è un riconoscimento istituito da Fondazione Onda ETS per gli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, realizzando percorsi ottimizzati per il genere. Il network comprende attualmente 361 ospedali in tutta Italia e rappresenta un circolo virtuoso, con valore distintivo a livello nazionale e patrocinio di 31 società scientifiche. Far parte di questa rete consente agli ospedali di migliorare la reputazione, condividere esperienze con altre strutture e offrire percorsi personalizzati anche a pazienti provenienti da altre aree geografiche.

In Bergamasca, l’Asst Bergamo Est ottiene quattro Bollini Rosa: due all’ospedale Bolognini di Seriate, uno all’ospedale Pesenti‑Fenaroli di Alzano Lombardo e uno all’ospedale M.O. Antonio Locatelli di Piario. L’Asst Papa Giovanni XXIII riceve per la decima volta consecutiva il massimo riconoscimento di tre Bollini Rosa, mentre il Policlinico San Pietro e il Policlinico San Marco confermano i due Bollini già ottenuti. L’Asst Bergamo Ovest ottiene due Bollini al presidio di Treviglio‑Caravaggio, mentre altri cinque bollini sono distribuiti tra presidi minori e strutture territoriali della provincia.

“Tre Presidi Ospedalieri dell’Asst Bergamo Est sono stati premiati con i Bollini Rosa che attestano l’attenzione delle nostre strutture verso le patologie specifiche del mondo femminile – spiega Marco Passaretta, direttore generale dell’Asst Bergamo Est -. Continueremo a lavorare per migliorare ulteriormente la qualità dei servizi offerti. I quattro Bollini assegnati testimoniano, a livello nazionale, la solidità di un lavoro condiviso su tutto il territorio”.

“Siamo molto orgogliosi di vedere confermato il massimo riconoscimento da Fondazione Onda come Ospedale attento alla salute della donna – dichiara Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. È il frutto di un impegno quotidiano di tutto il nostro personale. Offriamo percorsi di cura globali, dall’ambito pediatrico a quello materno‑infantile, ginecologico, oncologico ed endocrinologico, fino alla menopausa e all’età avanzata, includendo anche assistenza psicologica e mediazione culturale”.

Secondo Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda Ets, “il Bollino Rosa rinnova l’attenzione verso la salute orientata al genere femminile, stimolando gli ospedali a sviluppare percorsi personalizzati e incoraggiando le donne ad accedere a prevenzione, diagnosi e cure dedicate”.

“Desidero ringraziare tutte le professioniste e i professionisti della nostra Asst per la riconferma dei due Bollini Rosa – dichiara Rosetta Gagliardo, neo commissario straordinario dell’Asst Bergamo Ovest -. La qualità delle iniziative sul territorio dimostra la nostra volontà di essere un punto di riferimento per la comunità”.

bollini rosa

Antonella Villa, referente Bollini Rosa per l’Asst Bergamo Ovest, aggiunge che il riconoscimento “rafforza il nostro ruolo come Asst attenta ai bisogni di salute della popolazione femminile, grazie a iniziative come Open Week sulla salute della donna, prevenzione cardiovascolare e percorsi dedicati alla menopausa e all’emicrania”.

Flori Degrassi, membro Advisory Board Bollino Rosa, sottolinea, invece, come il Bollino “certifichi la qualità delle strutture e l’impegno degli operatori nel rimodulare e riorganizzare l’offerta in un’ottica di genere, creando percorsi multidisciplinari e affrontando tematiche complesse come la violenza di genere”.

 “Il Bollino Rosa – conclude Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe – valorizza le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto alle pazienti e rappresentando un presidio di prossimità e diritto alla salute in un servizio sanitario nazionale sempre più frammentato”.