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Il carrello della spesa: il coccodrillo che erode i salari e le pensioni

La lotta per il recupero del potere d’acquisto deve essere una priorità assoluta

Nonostante l’inflazione sembri rallentare, il carrello della spesa continua a crescere, mettendo a dura prova i salari e aggravando l’impoverimento di milioni di italiani. È ora di intervenire con urgenza.

Tutti sappiamo che il carrello della spesa si comporta come un coccodrillo affamato e giorno dopo giorno si mangia in maniere progressiva i salari e le pensioni , con un impatto devastante sui lavoratori e pensionati, soprattutto quelli a reddito basso. Se non si agisce subito, questo processo rischia di diventare irreversibile, provocando oltre che un complessivo abbassamento del tenore di vita delle famiglie e delle persone un rallentamento dell’economia e inibisce la crescita.

1. L’Inizio della Crisi (2021-2022)
Nel periodo 2021-2025, i prezzi degli alimentari sono aumentati del 24,9%, mentre l’inflazione complessiva si è fermata al 17,3%. Questo scarto è frutto di un forte shock inflattivo, amplificato dal caro energia e materie prime, che ha messo sotto pressione i beni essenziali. Nonostante il rallentamento dell’inflazione generale, il divario tra salari e costi continua a crescere.

2. Il Paradosso 2023–2025: Inflazione Bassa, Prezzi alti
Nel 2024, l’inflazione media è stata solo dell’1%, ma i prezzi dei beni essenziali, come cibo e utenze, sono aumentati del 2%. Nel 2025, questo aumento è proseguito (+2,8%), con rincari pesanti su prodotti come burro (+19,7%) e caffè (+24,8%). In sintesi, seppur i dati sull’inflazione complessiva siano positivi, i salari non riescono a tenere il passo con l’aumento dei costi essenziali.

3. Salari Reali: Il Fallimento dei Rinnovi Contrattuali
Nel 2024, l’aumento delle retribuzioni orarie è stato solo del 3,1%, ma i salari reali sono ancora inferiori a quelli pre-pandemia, con una perdita media del 7,5%. I rinnovi contrattuali, come quello per il pubblico impiego, sono stati insufficienti a colmare il gap creato dall’inflazione. A questo ritmo, il recupero del potere d’acquisto resta lontano.

4. L’Impoverimento Concreto: Il Peso sui Bilanci Familiari
Secondo Federconsumatori, una famiglia media spenderà 504 euro in più nel 2025, di cui 190 euro solo per il carrello alimentare. Questi aumenti riducono lo spazio per altre spese, come risparmi o tempo libero, e aggravano le disuguaglianze sociali. Le famiglie più vulnerabili sono costrette a rinunciare anche a beni essenziali, aumentando il rischio di povertà.

5. Le Soluzioni: Misure Concrete e Urgenti
Il solo rinnovo dei contratti di lavoro non basta. Serve un intervento diretto sui salari:
• Rinnovi contrattuali adeguati: Gli aumenti devono superare l’inflazione, con una particolare attenzione ai beni essenziali.
• Indicizzazione dei salari e pensioni ai beni essenziali: I salari devono essere legati all’aumento dei prezzi di cibo, trasporti e utenze, proprio come avviene per mutui e servizi.
• Monitoraggio delle perdite di potere d’acquisto: È necessario un sistema di monitoraggio per misurare l’effettivo impatto dell’inflazione sui redditi.
• Mobilitazione sindacale: È fondamentale rafforzare la mobilitazione per chiedere interventi concreti, anche sperimentando forme di protesta, come la sospensione dell’acquisto di determinati
prodotti.

Agire Subito
Il carrello della spesa non può continuare a erodere il potere d’acquisto delle famiglie italiane. È il momento di agire con decisione, per garantire che i salari possano finalmente colmare il divario con i prezzi, evitando che milioni di persone debbano scegliere tra beni essenziali. La lotta per il recupero del potere d’acquisto deve essere una priorità assoluta.


Savino Pezzotta, bergamasco, sindacalista e politico italiano, è stato segretario nazionale della Cisl.