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BergamoScienza cambia passo: nuovo Comitato Scientifico, nuovi linguaggi, stesso rigore
Da sinistra: Martino, Moltrasio, Ravasio, Tonelli, Carnevali, Pievani e Bettonagli (ph. Renato Liguori)

Confermata la volontà e l’impegno di coinvolgere un pubblico più ampio attraverso la produzione di contenuti divulgativi originali, exhibit scientifici itineranti e un programma di eventi potenziato

Aprire una crepa sul futuro per vedere il presente”: BergamoScienza 23 anni fa è nata per questo, e questo è ciò che continuerà a fare. Nelle parole di Telmo Pievani, presidente del Comitato Scientifico, si concentra il senso della serata dedicata al nuovo Orizzonte futuro del primo festival italiano della scienza, andata in scena venerdì 28 novembre all’auditorium CULT! di piazza della Libertà.

A guidare il cambio di passo è il presidente della Fondazione BergamoScienza, Andrea Moltrasio, che sintetizza la visione in tre parole chiave: continuità, futuro, verità. Continuità nei valori “scolpiti nello Statuto”: gratuità degli eventi, indipendenza culturale, autorevolezza, centralità delle scuole e dei giovani, promozione del volontariato. Futuro, da costruire “facendo evolvere i linguaggi e le attività, in un mondo che cambia”. E infine verità: “BergamoScienza ribadisce la sua missione di divulgare la scienza a tutti, senza perdere rigore, promuovendo conoscenza e apertura mentale”.

Nel 2025 BergamoScienza è diventata una Fondazione di partecipazione, “aperta a tutti, perché vuole sempre più fare ed essere comunità”, ricorda Moltrasio. “Per costruire insieme una visione forte di conoscenza e responsabilità. Solo così possiamo affrontare in positivo i grandi cambiamenti che ci attendono”.

Il tema della comunità ritorna anche nelle parole della sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, socia della fondazione fin dalle origini, che apre la serata definendo l’evoluzione di BergamoScienza “un atto di responsabilità, di fiducia e di generosità”. Una trasformazione che conferma il ruolo strategico che il Festival ha avuto nel far crescere la città e i suoi cittadini.


BergamoScienza cambia per restare fedele a sé stessa

Il nuovo corso punta a un linguaggio capace di avvicinare un pubblico più ampio, giovane e digitale: nell’ultima edizione si sono registrate 400 mila partecipazioni in streaming, oltre a 90 mila presenze, ricorda Moltrasio. Una direzione condivisa dal gruppo storico dei soci fondatori – Gianvito Martino, Raffaella Ravasio, Umberto Corrado, Alessandro Bettonagli e Mario Salvi – uniti nel presentare la visione che guiderà i prossimi anni.

La prima grande novità è il nuovo Comitato Scientifico, che amplia competenze e prospettive abbracciando tutti i campi del sapere: medicina, esplorazione spaziale, fisica, chimica, matematica, archeologia, economia, demografia, neuroscienze. Tra i nuovi ingressi spiccano il neuroetologo Giorgio Vallortigara, l’esperto di spazio Paolo Ferri, la climatologa Annalisa Bracco, l’archeologa Marcella Frangipane, l’economista Guido Alfani, la sociolinguista Vera Gheno, e l’information designer Federica Fragapane.

Un Comitato Scientifico i cui componenti hanno tutti un’attenzione verso la comunicazione della scienza”, sottolinea Pievani. Una qualità fondamentale quando si parla di divulgazione. “La nuova squadra – continua – raccoglie un testimone importante: proseguiremo guidati dai valori di indipendenza, autorevolezza ed eccellenza che rendono il festival unico nel panorama italiano”.

E proprio la forza della divulgazione prende vita sul palco con Federica Fragapane, che presenta un assaggio del suo lavoro: un talento nel far parlare i numeri, nel trasformare dati spesso legati a temi complessi – guerre, disuguaglianze, povertà – in narrazioni visive chiare e potenti. Le sue infografiche sono opere d’arte: una di esse è stata acquisita dal MoMA di New York. “La bellezza è un invito alla lettura”, afferma, rivendicando l’importanza dell’estetica nella rappresentazione dei dati.


Le nuove linee d’azione

A entrare nel merito delle nuove linee d’azione è Nicola Quadri, direttore della Fondazione, che illustra un percorso più ampio e articolato, pensato per accompagnare BergamoScienza nei prossimi anni. La prima direzione è quella di superare i confini cittadini, rendendo il Festival un punto di riferimento nazionale e internazionale. L’idea è di produrre contenuti originali – digitali e non – da condividere sul web, sui social e con altri eventi di divulgazione, anche valorizzando il contributo degli scienziati che negli anni hanno partecipato a BergamoScienza e con cui si è creato un rapporto di stima, amicizia e collaborazione.

La seconda direttrice riguarda l’ampliamento dell’offerta: non solo le due settimane del Festival di ottobre, ma un programma di eventi che accompagni la città lungo tutto l’anno. Un calendario che coinvolga le eccellenze culturali di Bergamo, favorendo una contaminazione sempre più ricca tra arti, scienze e linguaggi diversi.

Infine, BergamoScienza vuole consolidarsi come una vera finestra sul futuro, affrontando i grandi temi dell’attualità e del domani insieme ai protagonisti del cambiamento, e generando valore anche per le imprese partner che sostengono il progetto. Gli spazi del Bergamo Science Center rappresentano il punto di partenza di questo nuovo corso; più avanti, sarà il CULT! a diventare la casa di BergamoScienza. “A dicembre riveleremo la parola chiave dell’edizione 2026”, anticipa Quadri, segnando idealmente l’inizio di questa nuova fase.


La scuola resta protagonista

Quando prende la parola Raffaella Ravasio, presidente del Comitato Scuole di BergamoScienza, la sala percepisce l’emozione di chi ha costruito uno dei pilastri del Festival. Ricorda che investire nelle scuole “è una scelta strategica, non un costo”. In un contesto in cui molte professioni stanno nascendo ora e le competenze richieste si fanno sempre più complesse, BergamoScienza “cerca di avvicinare bambini e ragazzi a un futuro che non è così lontano”.
Nel 2025 le scuole hanno registrato 35 mila presenze: numeri importanti. “Continuate a sostenerci”, è il suo invito finale.


Guido Tonelli: “Gli scienziati devono coltivare il dubbio”

La serata si chiude con una conversazione tra il neuroscienziato Gianvito Martino, past president e ora membro del Comitato Scientifico, e il fisico Guido Tonelli, presidente onorario. Un dialogo sul valore, il ruolo e i meccanismi di valutazione della scienza e degli scienziati, oggi spesso vittime – e un po’ anche carnefici, seguendo il ragionamento di Martino, di sistemi che premiano quantità più che qualità, tra ritrattazioni, pubblicazioni a pagamento e logiche di mercato.

Come valutare davvero la qualità della scienza? Tonelli risponde con una riflessione che risuona in sala: “Gli scienziati devono coltivare il dubbio, non rispondere in modo arrogante con quella sicurezza che spesso non c’è. Tenere la porta aperta al dubbio. Usare cautela, per generare fiducia e non spegnere l’entusiasmo verso la scienza. La scienza pervade la vita degli uomini: gli scienziati hanno un enorme potere. Chi non ha accesso alla scienza ne vede l’onnipotenza, gli scienziati devono essere umili, hanno una grande responsabilità”.

E conclude: “Questo è il secolo della conoscenza. BergamoScienza lo ha intuito quando ancora non era così chiaro. La conoscenza ridisegna le gerarchie del mondo: chi produce conoscenza guida i sogni del mondo”.


Fondazione BergamoScienza: tutti i nomi del Comitato Scientifico 2025

Guido Alfani (Università Bocconi), Marcella Bonchio (Università di Padova), Paola Bonfante (Università di Torino), Annalisa Bracco (CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), Clara Caverzasi (giornalista e comunicatrice scientifica), Maurizio Casiraghi (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Silvana Condemi (Université Aix-Marseille), Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino), Paolo Ferri (esperto di operazioni spaziali), Federica Fragapane (information designer), Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma), Gianvito Martino (Università Vita-Salute San Raffaele – Past President), Vera Gheno (Università di Firenze), Renato Ostuni (Università Vita-Salute San Raffaele), Silvia Pascoli (Università di Bologna), Telmo Pievani (Università degli Studi di Padova – Presidente), Massimo Polidoro (giornalista, autore e comunicatore scientifico), Mario Salvi (Policlinico di Milano – Past President), Elisabetta Tola (comunicatrice scientifica e data journalist), Guido Tonelli (Università di Pisa, CERN, INFN – Presidente Onorario), Giorgio Vallortigara (Università degli Studi di Trento) e Paolo Zellini (Università di Roma Tor Vergata).