Vidalengo torna a “respirare”: via libera alle due rotatorie lungo la Provinciale
Lungo questa arteria transitano giornalmente circa 15 mila veicoli in entrambe le direzioni
Caravaggio. Quindicimila veicoli al giorno, in entrambe le direzioni. È la situazione del traffico lungo via Donizetti, l’arteria che corre a ovest della frazione caravaggina di Vidalengo: una criticità che il Comune punta a risolvere con l’inserimento di nuove rotatorie approvate nella seduta del consiglio comunale di mercoledì 26 novembre.
Via libera, dunque, alla modifica del Piano dei Servizi volta all’inserimento nella cartografia comunale della nuova rotatoria a 5 bracci prevista lungo la Strada Provinciale 132, in corrispondenza con via Bolagnos. Progettazione e avvio dei lavori sono fissati per il 2026 e saranno interamente a carico della Saint-Gobain Isover, che metterà sul piatto un milione e 150mila euro.
Nella stessa seduta è stata inoltre approvata anche una variazione di bilancio da 200mila euro, necessaria per realizzare – con il contributo della Provincia di Bergamo, pari a 450mila euro – un’altra rotatoria che, poco più a nord, andrà a sostituire l’attuale incrocio semaforico.
Due opere che il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, reputa “fondamentali per la messa in sicurezza e il miglioramento della viabilità”. Il primo cittadino, poi, annuncia che, questo, è “l’inizio della soluzione del problema di via Donizetti, dove il traffico ormai è diventato insostenibile: le rotatorie, infatti, consentiranno la connessione della viabilità provinciale esistente con la bretella prevista nel Pgt il cui costo è stato stimato dai tecnici in 2milioni di euro e per la cui realizzazione – conclude – sono in corso interlocuzione sia con la Provincia di Bergamo che con Regione Lombardia”.
In sede di votazione si sono astenuti 5 ex componenti della maggioranza (3 in quota Pd e 2 civici). Un dato che non è sfuggito a Bolandrini il quale, rivendicando la bontà del progetto (condiviso anche da parte delle minoranze, tra cui il consigliere leghista Giuseppe Prevedini), punta il dito contro “l’ideologia miope e visionaria” di chi, invece, non avrebbe colto l’essenza dell’iniziativa.


