I Radici rilanciano il monte Pora: “È il momento del fare. Mancano alberghi, così è difficile attrarre turisti”
Stagione invernale al via venerdì 5 dicembre, già prodotti 50 mila metri cubi di neve artificiale: le tariffe invariate rispetto allo scorso anno. L’ad Seletti: “Dai Radici un’opera di mecenatismo, ma i bilanci dopo il Covid chiudono sempre in attivo”
Bergamo. Un continuo intreccio tra storia e futuro. Un simbolico passaggio di consegne tra la tradizione imprenditoriale bergamasca, improntata sulla manifattura e sull’industria, e la visione che vede invece nel turismo l’opportunità per risollevare il destino, demografico e non solo, delle valli bergamasche.
Per presentare la nuova stagione invernale della stazione sciistica del monte Pora la famiglia Radici ha scelto di rimanere in città e ammirare lo skyline di Città Alta dal Roof Garden dell’Hotel San Marco. I tetti del borgo e le Mura venete hanno certamente il loro fascino, ma nella sala si è forse avvertita un po’ di nostalgia di quel ‘panettone’ imbiancato dopo le nevicate degli ultimi giorni.
A fare gli onori di casa Angelo Radici, proprietario e azionista di maggioranza di Irta Spa, la società che gestisce gli impianti da anni in larga parte controllata dalla storica famiglia del tessile della Val Gandino. “L’approccio alla montagna è cambiato, le persone non sono più disposte a fare sacrifici – sostiene Radici -. Al Pora stiamo cercando di offrire qualità e servizi per facilitarne l’accesso. Oggi sentiamo la necessità di ingrandire i parcheggi, ma un giorno sogno di vedere un’infrastruttura di collegamento diretto dal paese agli impianti che eviterebbe di portare le auto in quota”.
La vera anima dietro alla rinascita della stazione è sua figlia, Cristina, dal 2021 presidente della società. “Le nostre montagne sono meravigliose, ma hanno un potenziale enorme ancora inespresso – osserva -. Soffriamo la mancanza di alberghi, fatichiamo ad accogliere sciatori che vengono da fuori Bergamo”. Nei mesi della off season la presidente ha viaggiato molto, anche all’estero, per conoscere realtà di primo piano del panorama sciistico europeo e trarne ispirazione.
La grande difficoltà della stazione, una falla strutturale, è la sua mancata integrazione con il sistema. La ricettività è carente, i collegamenti stradali non sono adatti ad accogliere i flussi turistici che rendono complicata la viabilità impattando sulla vita dei residenti. “Un incubo per i pendolari – ribadisce Cristina Radici -. Da un punto di vista territoriale siamo rimasti fermi troppo a lungo: ora è arrivato il momento del fare”.
Il primo giorno di apertura degli impianti sarà venerdì 5 dicembre, ma la stazione entrerà a pieno regime solamente il giorno successivo (sabato 6, ndr). “Negli ultimi giorni siamo stati aiutati dal cielo (sono caduti circa 30 centrimetri sulle piste, ndr), ma abbiamo già prodotto 50 mila metri cubi di neve – spiega Maurizio Seletti, amministratore delegato di Irta Spa -. Le tariffe sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno. Dopo il Covid i bilanci si sono chiusi sempre in utile, anche dalla nuova stagione ci aspettiamo buoni risultati”.
Questo nonostante negli ultimi anni la falce della crisi del settore sciistico ha continuato a mietere vittime, con interi comprensori costretti a chiudere e vecchie cabinovie ferme sferzate dall’aria gelida delle vette. “Quella della famiglia Radici si avvicina più ad un’opera di mecenatismo che a un investimento con un ritorno economico – sentenzia Seletti -. La valle deve cogliere il turismo come una grande opportunità, agli amministratori chiediamo uno sforzo per compiere un cambiamento culturale”.
L’obiettivo è allungare il tempo di permanenza dei turisti in alta valle, muovendosi “verso la settimana bianca – sottolinea la presidente -. Serve un salto di qualità per raggiungere un turismo che sia davvero integrato”. Nel 2025 il 21,6% degli arrivi internazionali in Bergamasca si è diretto sulle Orobie. “Una crescita di quasi 7 punti rispetto al 2019 – annota Christophe Sanchez, ad di VisitBergamo -. Il capoluogo deve rinforzare la dialettica con il territorio, solo con l’aumento dei giorni di permanenza il turismo potrà diventare sempre più sostenibile”. Secondo il consigliere regionale Michele Schiavi, “il prossimo futuro segnerà il momento del monte Pora e la politica dovrà fare la sua parte per sostenere lo sviluppo della stazione”.
Durante l’estate sono stati effettuati investimenti per 3,5 milioni di euro. Sostituito lo skilift del Magnolini, la pista del Termen sarà illuminata con un nuovo impianto di illuminazione a Led per lo sci in notturna. In fase di completamento due nuove caffetterie, alla partenza del Cima Pora e al Pian del Termen. Sul fronte tecnologie, nel bacino di innevamento è stato installato il cosiddetto sistema “Oloide”, che movimenta l’acqua per evitarne il congelamento garantendo così consumi energetici inferiori.
“Continueremo ad alimentare la crescita del comprensorio – conclude Angelo Radici -. Serve essere prudenti per non accedere troppo al debito. Gli investimenti sono stati fatti con finanziamenti famigliari, tutto l’attivo viene reinvestito. La chiave per trovare continuità è mantenere il controllo della parte finanziaria, la società deve essere in grado di andare avanti con le proprie gambe”.



