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“Mai più violenza. Il dialogo è la vera forza”: mille donne in corteo a Bergamo

In circa un migliaio martedì sera, nel centro di Bergamo, hanno sfilato per dire basta alla violenza sulle donne e sulle cosiddette identità “non conformi”, come persone omosessuali, queer, transgender. Perché la violenza ha tanti volti, ma una sola origine: il patriarcato

“Genocidio e guerra stanno cambiando il volto di economia e welfare: è urgente ribadire che la Palestina ci riguarda, che lottare per l’autodeterminazione dei popoli significa farlo per l’autodeterminazione dei nostri corpi e vite”.

A gridare nel microfono è una giovanissima, mentre ancora in piazzale Marconi arrivano persone per la manifestazione del 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Non poteva mancare la Palestina, se è vero che da decenni i movimenti femministi, oggi anche “transfemministi”, spiegano che la guerra è la degenerazione estrema della violenza patriarcale.

In circa un migliaio martedì sera, nel centro di Bergamo, hanno sfilato per dire basta alla violenza sulle donne e sulle cosiddette identità “non conformi”, come persone omosessuali, queer, transgender. Perché la violenza ha tanti volti ma una sola origine: il patriarcato.

A organizzare il collettivo Non una di meno, a rispondere tante sigle: Unione degli Studenti, Rete contro la violenza di genere, Pride, Pacì Paciana, gruppo Oltre, Pugno chiuso e tanti altri. E a fare parte del percorso, che ha raggiunto Porta nuova per girare in via Zambonate e chiudersi in piazza Pontida, anche la sindaca Elena Carnevali, con l’assessora Marzia Marchesi e la presidente del Consiglio comunale Romina Russo.

“Mai più violenza. Il dialogo è la vera forza” recitava un cartello fucsia, “Non starò mai zitta” e “Voglio essere libera, non coraggiosa” riportavano altri, retti da due ragazze sorridenti. È forse questo il segreto delle piazze femministe: tra parole che raccontano di femminicidi, guerre e dolore, c’è sempre spazio per i sorrisi, quelli che affermano la vita. Perché le donne, oltre che vive, si vogliono libere. Non a caso quando il corteo è passato da via Tiraboschi è risuonata la voce di Ornella Vanoni, scomparsa a 91 anni più libera che mai. E ieri non c’erano solo giovani, così come non c’erano solo donne: tanti anche gli uomini e tante le fasce d’età.

“Dobbiamo essere unite e uniti per combattere la violenza”, è stato l’appello accorato di Sara Modora, del Centro antiviolenza Aiuto Donna, che ha ricordato l’importanza dei Centri non solo nel supporto alle donne ma anche nel fare prevenzione. Secondo l’osservatorio nazionale Non una di meno, sono stati 77 i femminicidi quest’anno in Italia, mentre la Rete contro la violenza di genere dice che ogni mese arrivano ai Centri antiviolenza bergamaschi tra 80 e 100 nuove richieste di aiuto.

“Numeri che raccontano un sistema che continua a funzionare esattamente per come è stato progettato – ha detto al microfono Marta, del gruppo Oltre -. La violenza di genere non è un’emergenza, è un sistema. E mentre i numeri crescono, la politica arranca”.

Poi un messaggio di Sara Verzeni, cugina di Sharon, uccisa l’anno scorso a Terno d’Isola. “Lei non c’è più perché una sera ha deciso di fare due passi, io per mesi ho avuto il terrore di uscire di casa ma non voglio vivere così. Voglio prendere un mezzo pubblico senza temere molestie, vestirmi come mi pare senza sentirmi un pezzo di carne succulento, lasciare una persona senza paura che possa farmi del male. Voglio vivere, non avere paura di essere donna”.

Non è mancata qualche polemica, quando dal microfono sono arrivate critiche alla sindaca Carnevali, per la concessione della biblioteca Caversazzi all’Associazione di amicizia Italia Israele e al deputato PD Emanuele Fiano, assai poco critico sull’operato di Israele.

Ma il 25 novembre di Bergamo è stato sereno, oltre che deciso, sebbene non numeroso come nei due anni scorsi. Un solo rammarico: non aver messo in comunicazione il corteo con la fiaccolata di Strozza in ricordo di Pamela Genini, ammazzata a coltellate dal suo ex poco più di un mese fa.