Freno alle case vacanze, l’affondo di Abbac a Palafrizzoni: “Ripercussioni devastanti”
In città nuovi requisiti per le strutture ricettive extra alberghiere. L’associazione di categoria attacca: “Strangolato un settore in espansione, servono normative nazionali”
Bergamo. Seguendo le linee guida dettate da altri grandi centri della penisola, Napoli e Roma su tutti, anche la Città dei Mille si è dotata di un libretto di istruzioni per regolamentare gli affitti turistici non alberghieri. Dodici articoli, già approvati dalla Giunta Carnevali, che mirano a garantire standard minimi di qualità, sicurezza e accessibilità per case vacanze, alloggi in locazione per affitti turistici brevi e foresterie.
A meno di una settimana dalla presentazione del nuovo regolamento è arrivato l’affondo dell’Abbac, l’associazione che rappresenta le strutture ricettive extra‑alberghiere (B&B, affittacamere, case e appartamenti vacanza). Una presa di posizione critica, in netto contrasto con la decisione dell’amministraizone comunale.
“La scelta di Bergamo di inasprire le regole rischia di avere ripercussioni devastanti – afferma il presidente nazionale, Agostino Ingenito -. Queste misure si basano su una percezione errata dei livelli di densità turistica, calcolati con parametri inadeguati: le conseguenze potrebbero compromettere gravemente il mercato immobiliare urbano e generare squilibri a livello provinciale”.
Oltre a quelli già previsti nel regolamento regionale, sono tre i principali nuovi requisiti per le strutture extra alberghiere. La visitabilità, con l’obbligo di accesso da parte di una persona su sedia a rotelle alla zona soggiorno e ad almeno un bagno. I parcheggi, con la garanzia di un posto auto per unità abitativa fino a 50 metri quadrati e di due posti auto per case e appartamenti per vacanze oltre i 50 metri quadrati. Infine, l’agibilità: le nuove strutture dovranno avere il Certificato di agibilità o la Sca, la segnalazione certificata di agibilità con la dichiarazione di conformità di tutti gli impianti.
Ingenito sottolinea l’importanza di un dialogo nazionale che superi le ideologie legate al fenomeno dell’overtourism. “Invece di adottare misure restrittive che penalizzano gli operatori del settore – sostiene – è necessario lavorare su normative nazionali che regolamentino in modo equilibrato le locazioni turistiche. Solo un approccio cooperativo può garantire un turismo gestito in modo responsabile”.
Dal 2014 al 2024 il turismo a Bergamo è cresciuto esponenzialmente, con un aumento del 152% negli arrivi e del 170% nelle presenze. “A questo sviluppo vogliamo affiancare strumenti adeguati per garantire l’equilibrio tra residenzialità e accoglienza, in particolare nei contesti più delicati come il centro storico e i borghi”, spiegava pochi giorni fa la sindaca Elena Carnevali.
Il regolamento si applica infatti a Città Alta e ai borghi storici del capoluogo: Borgo Canale, Pignolo, Santa Caterina, Sant’Alessandro, San Leonardo e Borgo Palazzo. “Invece di strangolare un settore in espansione – l’attacco a Palafrizzoni di Ingenito -, il Comune dovrebbe incentivare l’adozione di standard qualitativi che possano migliorare l’offerta senza compromettere l’identità dei quartieri storici”.




