Zona Blu promuove la prevenzione: donazioni alla Casa di Cura San Francesco
Donati un ecografo portatile e due postazioni informatiche alla Casa di Cura San Francesco di Bergamo. Per Fondazione BCC Milano è il primo progetto portato a compimento nella sua nuova missione filantropica
Bergamo. È stata una serata di forte partecipazione e grande emozione la cena di gala organizzata sabato 22 novembre al [Settecento] Ristorante & Hotel a Presezzo, a sostegno del progetto “Prevenzione è Cura” promosso da Zona Blu, gruppo di donne imprenditrici e libere professioniste (Michela Patrini, Savina Baschenis, Anita Pezzotta, Alessandra Gotti e Laura Castoldi) che opera sul territorio bergamasco per diffondere la cultura della prevenzione e degli stili di vita sani, ispirandosi alle “Blue Zones”, ovvero le cinque zone del mondo (di cui una in Sardegna) ad alta concentrazione di longevi attivi.
Il progetto ha permesso di donare un ecografo portatile e due postazioni informatiche alla Casa di Cura San Francesco di Bergamo.
Il Racconto: testimonianze, sport, scienza e comunità. Storie che parlano al cuore
La serata si è aperta alle 18.30 con “Il Racconto”, un momento dedicato a storie, visioni e competenze, che hanno dato voce ai valori del progetto. A guidare gli ospiti dentro il senso profondo di Zona Blu è stata Michela Patrini, co-founder del progetto. Con parole luminose ha ricordato quanto la fiducia, le relazioni e la prevenzione siano valori capaci di generare impatto quando diventano azioni condivise. “Grazie per essere qui stasera e aver accettato il nostro invito sulla fiducia che nutrite nei nostri confronti. La fiducia è già una forma di cura” – ha affermato Patrini, che ha proseguito: “Abbiamo scelto la Casa di Cura San Francesco quale destinataria della donazione per l’umanità nei confronti del paziente, posto al centro del suo percorso terapeutico così come delle attività di prevenzione, e per l’eticità che caratterizza il suo operato”.
Zona Blu, però, è anche un insieme di racconti che possono ispirare chiunque e così è stata la testimonianza di Simone Trussardi, triatleta che ha raccontato la sua esperienza di vita: nel 2019, all’apice della performance sportiva, la diagnosi di tumore metastatico. “Non ho mai dubitato del fatto che sarei guarito. Nel corso delle terapie ho dovuto ridimensionare il mio impegno sportivo, ma non ho mai smesso di allenarmi, nemmeno per un giorno – ha affermato Trussardi – , e proprio lo sport è stato il carburante che mi ha dato la motivazione per andare avanti, facendomi sentire vivo. La malattia mi ha fatto capire cosa significa voler fare qualcosa quando lo desideri veramente. I limiti sono solo nella nostra mente”.
La storia di Simone Trussardi rappresenta un esempio di forza e resilienza. Se prima praticava lo sport come lavoro, oggi, dopo una laurea in ingegneria, si è messo al servizio degli altri, avviando un’attività di coaching e mettendo a disposizione del prossimo la sua esperienza sportiva e personale.
A seguire è intervenuta Savina Baschenis, co-founder di Zona Blu, che ha offerto una riflessione sul valore della prevenzione integrata nella vita quotidiana. “La malattia porta in una nuova condizione esistenziale, che trasforma in missione l’importanza di testimoniare la prevenzione – ha affermato Baschenis-. I fattori chiave di una longevità sana e attiva, per me, dopo la malattia, consistono in tre zone blu: la progettualità, le relazioni affettive e l’esercizio fisico” ha aggiunto.
Ha poi intervistato Francesco Nicotra, velocista bergamasco che ha iniziato a vincere in età adulta, portando un messaggio di costanza, speranza e determinazione. “A 37 anni ho vinto il mio primo titolo italiano e da lì sono cominciati i miei successi. Un’età già considerata matura per uno sportivo” ha affermato Nicotra. “La staffetta svedese (ndr. la disciplina da lui praticata) mi ha insegnato il gioco di squadra, ossia arrivare a un risultato grazie al contributo di tutti. Le sconfitte non mi hanno mai abbattuto, anzi, sono state la leva motivazionale per spingermi a migliorarmi” ha poi concluso.

Quando la scienza incontra la comunità
Il testimone, quindi, è passato ai medici della Casa di Cura San Francesco di Bergamo, al centro della missione del progetto “Prevenzione è Cura”. Il dott. Francesco Pattarino, cardiologo esperto in cardioncologia e cardiologia dello sport, ha spiegato come l’attività fisica sia uno dei più potenti strumenti di prevenzione delle malattie cardiovascolari. “L’esercizio fisico è uno degli otto parametri essenziali per la salute cardiovascolare, soprattutto con la messa a punto di programmi su misura – ha affermato -, anche nei pazienti affetti da patologie oncologiche si rivela uno strumento essenziale”.
Il dott. Elio Maria Staffiere, responsabile della Cardiologia, ha fatto un interessante excursus sull’evoluzione della medicina negli ultimi decenni, ponendo l’accento sul cambio dell’aspettativa e degli stili di vita. “La medicina moderna deve saper analizzare e interpretare tre transizioni: demografica, epidemiologica e sociale – ha affermato -. L’invecchiamento demografico è indicatore del nostro benessere e, sicuramente, in ciò giova la prevenzione, che va fatta ancora prima della nascita”.

Il sostegno della filantropia: Fondazione BCC Milano
A portare il ringraziamento a chi ha reso possibile questo importante risultato è stata Anita Pezzotta, una delle cinque organizzatrici di Zona Blu. Le sue parole hanno introdotto il ruolo fondamentale della Fondazione BCC Milano, Main Supporter del progetto “Prevenzione è Cura”, rappresentata dal vice presidente Francesco Percassi, accolto con grande calore dal pubblico. “La nostra Banca sta registrando risultati molto positivi su tutto il territorio lombardo – da Milano a Monza e Brianza a Bergamo – e gli utili generati si traducono in nuove risorse per la nostra Fondazione. Questo ci consente di sostenere progetti assistenziali e iniziative benefiche sempre più rilevanti, con un forte impatto sul territorio e la comunità – ha affermato Percassi -. In questo contesto siamo orgogliosi di aver sostenuto l’iniziativa di Zona Blu, un progetto che si è imposto ai nostri occhi per originalità ed efficacia. Partecipare all’acquisto di macchinari destinati alla cardiologia e all’oncologia della Casa di Cura San Francesco significa essere concretamente vicini ai bisogni del territorio, che resta il cuore della nostra missione” ha proseguito.
“Prevenzione è Cura” è il primo progetto che la Fondazione BCC Milano porta a compimento nella sua nuova missione filantropica. Un segnale significativo del valore riconosciuto all’iniziativa e del legame con il territorio bergamasco.

L’ufficializzazione della donazione e la celebrazione del territorio
Poco prima della cena di gala si è tenuta l’ufficializzazione della donazione dell’ecografo portatile e delle due postazioni informatiche alla Casa di Cura San Francesco. Un passaggio simbolico e concreto insieme, che ha coinvolto Francesco Percassi, Vice Presidente della Fondazione BCC Milano, e il Prof. Antonello Zangrandi, Direttore Generale della Casa di Cura San Francesco. A dimostrazione che quando realtà operanti in settori diversi uniscono visioni e intenti, possono dare vita a progetti concreti, che lasciano il segno e fanno bene alla comunità. La serata è proseguita con la cena di gala, resa ancora più coinvolgente dall’intrattenimento di Omar Fantini, che, con la sua verve, ha accompagnato i vari momenti con ironia e comicità.
Un gesto che guarda al futuro
“Prevenzione è Cura” rappresenta un’importante iniziativa per Zona Blu, progetto civico fondato sulla collaborazione tra donne, medici, strutture sanitarie, aziende e cittadini, con un unico obiettivo comune: promuovere la prevenzione come scelta di vita e portare un beneficio concreto alla comunità bergamasca.
L’edizione 2025 si è appena conclusa, ma gli sforzi e la visione sono già sul 2026.


