Scamacca: “Palladino ha portato idee chiare e positività, ho rivisto una squadra unita”
L’attaccante alla vigilia dell’Eintracht: “Rincorro la Champions da due anni, stare fuori così a lungo è stata una lezione di vita. Un momento difficile lavorativo si supera compattandosi ancora di più”
Francoforte (Germania). Il gol a Napoli per una ripartenza. Tre mesi dopo il primo e unico centro stagionale, Gianluca Scamacca sabato sera al Maradona è tornato a trovare la via della rete. E ora ha un solo obiettivo: non perdersi sulla via della discontinuità, nel suo caso fisica prima che tecnica.
Alla vigilia della sfida con l’Eintracht Francoforte, il numero 9 nerazzurro ha raccontato le sue sensazioni: “Rincorro questa Champions da due anni ed è bellissimo poterci essere”, ha affermato, “sarà una partita intensa e difficile, sappiamo quello che dobbiamo fare, faremo di tutto per vincere”.
Le parole di Scamacca
Le differenze tra campionato e Champions – “Nessuno entra in campo pensando che una competizione pesi di più dell’altra, noi in ogni partita diamo il 100% e vogliamo ottenere il meglio in ogni partita. Abbiamo dati diversi, è vero, ma cercheremo di portare i numeri a favore anche in campionato”.
Ritrovare la forma – “Più giochi e più hai continuità, ma fortunatamente abbiamo tante partite e c’è spazio anche per avere un minutaggio che ti consenta di entrare più in condizione”.
L’impatto contro il Napoli – “Al Maradona sono entrato carico, ma la cosa che di me stesso e della squadra mi è piaciuta tanto è stata il fatto di giocare insieme: io ho fatto gol, ma poteva fare gol chiunque. Ho rivisto una squadra unita, questa è la cosa più importante e va oltre chi gioca e chi non gioca”.
Rialzarsi dopo gli infortuni – “Non avevo mai avuto un’esperienza del genere, la cosa che ha fatto più male è stare lontano dalla squadra, a me piace andare in trasferta con loro, è stata questa la cosa più difficile, mentalmente sono stato carico e determinato, avevo un obiettivo: quello di essere qui in conferenza stampa (ride, ndr). È stata una lezione di vita, è stato un periodo tosto ma mi è servito molto”.
“L’ho voluto io qui a fianco a me, perché ha sofferto tanto – interrompe mister Palladino al suo fianco – sabato mi è piaciuto il suo spirito, credo molto in lui, come credo in tutti gli attaccanti. Ne abbiamo 7, tutti forti: ho un parco vasto e devo sfruttare al massimo il potenziale che ho”.
Cosa è cambiato col nuovo tecnico – “Solo una cosa? Il mister ci ha portato tanta positività e idee chiare, decise sin dal primo giorno che è arrivato, secondo me è stata questa la cosa più importante”.
Ripartire psicologicamente – “Ho capito che ci sono cose più catastrofiche nella vita, un momento difficile lavorativo si supera stando ancora più ore al lavoro, compattandosi di più con le persone con cui lavori, perché tanto il periodo negativo non dura per sempre, ma questo percorso si può accelerare. Col tempo starò sempre meglio”.





