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Dal 2 all’8 dicembre le creazioni del laboratorio, e di altre realtà del carcere, saranno disponibili al Donizetti studio nella Bottega dell’Economia carceraria organizzata da UNLOCK

Ricucire uno strappo si può, soprattutto se qualcuno ti porge un ago e un filo. Ed è esattamente ciò che da tre anni accade all’interno della casa circondariale don Fausto Resmini di Bergamo, dove il laboratorio tessile “Ricucendo tex lab”, gestito da Alice Bresciani formatrice di Abf, accoglie ogni anno 12 persone detenute, proponendosi di essere uno spazio di dialogo, cambiamento e relazione tra l’istituto e il territorio, tra i detenuti e la comunità.

Il laboratorio ospita 13 postazioni con cinque macchine da cucire, due taglia e cuci, due postazioni di stiro, una macchina ricamatrice e tre tavoli da taglio.  Qui vengono prodotti astucci, borse, pochette e animaletti in stoffa, realizzati tramite la tecnica di upcycling, riutilizzando i tessuti donati da aziende del territorio.

2052 preziose ore di lavoro che hanno portato alla realizzazione di questi preziosi manufatti, con l’obiettivo di contribuire al percorso riabilitativo e trasmettere competenze spendibili nella vita dopo la pena. Una vita che è nella maggior parte dei casi ha visto l’abbandono, l’emarginazione e violenze, e per questo il laboratorio è una possibilità di trovare un ruolo, una responsabilità, una prospettiva.

Tre le collezioni prodotte.
“Raccontami una storia”: pupazzi che narrano emozioni. In abbinamento ai singoli pupazzi attraverso il QR Code apposto sull’etichetta, dalla collaborazione tra Alice Bresciani e i detenuti sono nati i silent book. Sono l’evoluzione digitale animata di storie e pensieri inizialmente confezionati su supporto tessile. ”
“Come si cambia”: borse che sanno essere diverse per passare dall’ufficio al tempo libero
“Si viaggiare”: pratiche buste per scegliere cosa salvare dal disordine quando si viaggia.

Dal 2 all’8 dicembre, il Donizetti Studio ospiterà “La bottega dell’economica carceraria” iniziativa invernale di UNLOCK, esponendo i prodotti del laboratorio per farli conoscere alla città e ai suoi cittadini. Saranno venduti anche prodotti di altre realtà che operano in carcere, tra cui biscotti, taralli e panettoni di “Forno al fresco” e piccole “rigenerate” del progetto “Nova Vita” della cooperativa Aretè.