Più grande, tecnologico, al servizio del passeggero: Orio si ritaglia un futuro da “aerotropoli”
Con l’inaugurazione della nuova area dedicata ai controlli di sicurezza, al primo piano e con 14 postazioni dotate di macchinari radiogeni di ultima generazione, si completa il nuovo terminal partenze e si fa largo un nuovo modo di concepire il luogo
Orio al Serio. Un aeroporto con un ruolo nevralgico per tutto il territorio, attorno al quale si sviluppano spazi fieristici, collegamenti ferroviari e autostradali, strutture commerciali, fortemente connesso con aree urbane, università e centri di ricerca: caratteristiche che gli esperti racchiudono nel termine “aerotropoli”, modello verso il quale lo scalo di Orio al Serio ha fatto un nuovo, decisivo passo.
Non solo per l’inaugurazione del nuovo terminal partenze (Bergamonews aveva dato un’anticipazione dell’area controlli qui), col taglio del nastro di martedì 25 novembre alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, del presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo e del presidente di Enac Pierluigi Di Palma, ma anche per l’indirizzo e il traino che è stato in grado di rappresentare negli ultimi anni, impreziositi da investimenti pari a circa 300 milioni dal 2020 a oggi.
Cinquantacinque di questi sono serviti per ampliare l’aerostazione verso Est, 41 per la componente infrastrutturale e 14 per l’acquisto di macchine radiogene di ultima generazione a rulliera automatizzata.
Per continuare a parlare di numeri: ci sono voluti 622 giorni di lavoro, con cento imprese coinvolte e oltre una sessantina di operai impegnati quotidianamente, sotto la direzione dell’ingegner Donato Musci e la spinta della Ati composta dalla Impresa Milesi Sergio, Effeci Tecnoimpianti e City Green Light, per garantire un rigoroso rispetto del cronoprogramma.
La nuova area, che si estende su una superficie di 7.500 metri quadrati al primo piano dell’aerostazione e il cui accesso è regolato da 9 gate per la lettura delle carte d’imbarco, ospita 14 linee per i controlli di sicurezza dotate delle soluzioni tecnologiche più avanzate, che consentono di mantenere all’interno del bagaglio a mano liquidi fino a 2 litri per ogni contenitore e dispositivi elettronici. In questa nuova organizzazione, la prima postazione è riservata ai passeggeri a ridotta mobilità, alle famiglie con bambini piccoli e al fast-track.
Quale futuro per l’ormai vecchia area dedicata ai controlli di sicurezza? Lo spazio è ampio e in parte verrà occupato dal pronto intervento di scalo. Sulla restante superficie sono ancora in corso valutazioni, con diversi progetti che si sono candidati a presidiare una zona molto in vista dell’aerostazione, che si trova esattamente al centro della stessa.
Si completa così un terminal che comprende un’area di 4.300 metri quadrati al piano terra, con 64 postazioni check-in delle quali 30 in modalità self drop, oltre a spazi raddoppiati dedicati al sistema BHS per lo smistamento dei bagagli. L’ampliamento infrastrutturale ha previsto 840 nuovi metri quadrati per l’area partenze extra-Schengen, con due nuovi gate d’imbarco inaugurati a fine ottobre.
Tecnologicamente avanzato, con un sistema di rilevamento delle presenze basato sull’intelligenza artificiale che permette di monitorare in tempo reale, e quindi di regolare di conseguenza il flusso di passeggeri, il nuovo terminal presenta dopo i controlli di sicurezza anche un ricco duty-free gestito da Avolta.
“Inizia così un nuovo capitolo per l’aeroporto ma anche per tutto il territorio bergamasco – ha sottolineato il sindaco di Orio al Serio, Alessandro Colletta – Questo è un aeroporto fortemente radicato con la sua comunità, ma capace al tempo stesso di guardare lontano. Nuovi spazi che confermano l’impegno sulla sfida della compatibilità ambientale, tema sul quale il dialogo con Sacbo è sempre stato intenso e a volte conflittuale, ma sempre in ottica costruttiva per raggiungere tutti gli stessi obiettivi”.
Più spazi, più velocità, più comfort, più lontano: era questa la promessa fatta nel marzo 2024, all’avvio delle operazioni di ampliamento, e che oggi è arrivata a compimento, senza però mettere la parola fine sulla volontà di crescere, innovare, migliorare ancora.
Il salto di qualità, lo ha ben sottolineato il presidente di Assaeroporti Borgomeo, Bergamo lo ha fatto quando ha smesso di considerarsi una sorpresa e un piccolo tra i giganti, capace di ergersi al terzo posto degli scali italiani per numero di passeggeri trasportati.
“Il grazie va a Sacbo e alla sua visione gestionale – ha evidenziato – Guardiamo alla bellezza di questa realizzazione: l’aeroporto di Bergamo è forte non solo perché è utilizzato da tante persone, ma perché ha capito che il futuro del trasporto aereo passa dal dare al passeggero sensazioni piacevoli mentre viaggia, dentro un luogo che sia attrattivo e che lo faccia sentire a casa”.
E al padrone di casa, Giovanni Sanga, è stato affidato il compito di riassumere in pochi minuti la filosofia che ha accompagnato l’aeroporto in questo percorso di crescita continua e virtuosa.
“Qui è dove comincia il viaggio, siamo una città nella città, sempre in movimento, che crea connessioni – ha esordito – Un viaggio che parte dalla multimodalità, la combinazione di più mezzi al servizio del cittadino secondo le sue esigenze, specificità, attitudini e sensibilità: a breve, nel giro di un anno, completeremo la realizzazione del treno, che porterà a una nuova programmazione dei collegamenti”.
Per il presidente di Sacbo i motivi di orgoglio sono molteplici: “Ci siamo configurati come un vero e proprio incubatore tecnologico e di innovazione, con Enac che ci ha supportati in ogni fase e ci ha permesso di sostenere in termini di qualità ed efficienza la crescente domanda di passeggeri. Continuiamo in quella direzione, raddoppiando i voli su Dubai a partire dal mese prossimo. Enac ci ha chiesto un nuovo masterplan con orizzonte al 2043, anno nel quale scadrà la nostra concessione. Dovremo prevedere investimenti in ogni ambito, presentandoci al territorio come una porta sul mondo ma anche come centro di servizi che incroci la dimensione economica e sociale della comunità di riferimento. Con un occhio alla sostenibilità e all’obiettivo di dimezzare le emissioni entro il 2030, annullandole al 2050. Siamo sulla buona strada: per noi è un valore e vogliamo essere protagonisti”.
Il territorio da sempre risponde presente e funge da stimolo: hanno rivendicato il proprio ruolo la sindaca di Bergamo, ElenaCarnevali, l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia, Claudia Terzi, e Umberto Valois, vicepresidente della Provincia di Bergamo. Attori protagonisti, a vario livello, del cambiamento.
È un sistema che funziona, quello di Bergamo, e che accompagna la crescita dell’infrastruttura con uno sguardo ampio su ciò che succede a livello regionale, nazionale e internazionale.
“Nessuno, 25 anni fa, avrebbe mai pensato che questo aeroporto potesse farsi largo tra quelli milanesi e Venezia – ha chiuso il presidente Enac, Di Palma – Invece ha raggiunto obiettivi inimmaginabili ed è diventato un modello di aeroportualità integrata con altri moduli di mobilità. L’aver garantito concessioni quarantennali senza drenare risorse a livello centrale ha dato i suoi frutti. E ora guardiamo al 2050 con l’obiettivo di essere più sostenibili: ci arriveremo con i caraburanti sostenibili per l’aviazione e con la compensazione, nella misura rispettivamente del 90 e del 10%. Le strade dell’idrogeno e dell’elettrico sono state accantonate per il nostro settore”.










