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Emanuele Fiano contestato dai ProPal e Giovani Democratici. Il Pd: “Inaccettabile”
Lo striscione dei Giovani Democratici Bergamo

Il deputato dem in città per una serata promossa dall’associazione Italia-Israele. Lazzaris (Gd Bergamo): “La sinistra non può dialogare con sionisti moderati”

La visita a Bergamo del deputato dem Emanuele Fiano si è trasformata in un caso politico, forse inatteso, interno al centrosinistra cittadino. Lunedì sera l’onorevole si trovava in città come ospite all’incontro “La pace è possibile?” promosso dall’associazione Italia-Israele alla biblioteca Caversazzi.

Il gruppo dei Giovani Democratici bergamaschi si è unito alla protesta dei ProPal contro Italia-Israele, ma si è ritrovato al centro delle critiche da parte del suo stesso partito di riferimento, il Pd, creando un’incrogruenza quanto meno singolare.

Quando gli 85 prenotati per l’evento erano già seduti in sala, la polizia ha confinato i manifestanti ProPal e una decina dei giovani del Pd sul Sentierone. “La nostra posizione è netta – spiega Lorenzo Lazzaris, segretario provinciale Gd Bergamo, con il sostegno del consigliere comunale Marco Previtali -. Riteniamo che parte della comunicazione di Sinistra per Israele non sia trasparente. È indispensabile dialogare con la componente della società israeliana che oggi si oppone al genocidio e siamo favorevoli al dialogo per la pace, ma respingiamo ogni forma di ipocrisia. La sinistra non può dialogare con sionisti moderati”.

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I ProPal li hanno tuttavia accusati di voler “lavare la coscienza a un partito imperialista”. L’azione dei giovani democratici è stata però ‘rinnegata’ dai massimi esponenti del Pd bergamasco. La sindaca Elena Carnevali, che ha ricevuto Fiano a Palafrizzoni, ha espresso la sua “piena solidarietà nei confronti di una persona che conosco da molti anni, sempre apprezzandone la serietà, il rigore e l’impegno per la convivenza democratica”.

Emanuele Fiano Elena CarnevaliEmanuele Fiano ricevuto a Palazzo Frizzoni

“È legittimo dissentire dalle posizioni politiche – sostiene Carnevali -. Non è accettabile trasformare il dissenso in attacco personale, tanto più verso una figura che ha sempre contrastato la violenza, coltivato il dialogo e promosso il riconoscimento dei diritti sia del popolo israeliano sia del popolo palestinese”.

In una nota Giorgio Gori, Jacopo Scandella, Davide Casati e il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi hanno reso noto la loro “netta contrarietà. Si può dissentire dalle sue posizioni – recita la nota condivisa -, ma non è accettabile che la sua battaglia per ‘Due popoli e due Stati’, incentrata sui diritti del popolo israeliano e di quello palestinese, possa essere messa all’indice”.

“Non sono accettabili attacchi personali nei confronti di esponenti del nostro partito né strumentalizzazioni dei fatti – osserva Gabriele Giudici, segretario provinciale del partito -. I Giovani Democratici non hanno impedito a nessuno di parlare, né hanno messo in discussione la legittimità delle posizioni espresse durante l’evento. La loro presenza autonoma in piazza è stata una scelta politica motivata dal desiderio di ribadire i loro principi”.