Il dicastero, in base a quanto raccolto da Ispra basandosi su una relazione di Arpa, non ha rilevato elementi sufficienti a giustificare un intervento statale, come invece sostenevano nel loro esposto alcuni membri della rete “Aria Pulita Tomenone”
Non ci sono “elementi riconducibili ad una sussistenza di impatti sulle risorse naturali tutelate dalla normativa sul danno ambientale (acque, specie e habitat protetti, terreno) determinati dalle emissioni odorigene dell’impianto” ma “la relazione prodotta dall’Arpa, incentrata sul complesso quadro autorizzativo e funzionamento dell’impianto della Montello Spa e sulle molteplici attività svolte dall’Arpa in relazione al tema degli odori, evidenzia la rilevante attenzione posta sulla problematica sollevata dagli istanti”.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si esprime per la prima volta sul caso delle molestie olfattive che l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha ricondotto alla Montello, replicando all’esposto/denuncia con richiesta di intervento statale presentato da alcuni componenti della rete “Aria Pulita Tomenone” nel merito di un “superamento dei valori soglia prescritti in materia di inquinamento atmosferico”.
In particolare, le valutazioni sono state affidate all’Ispra , che si è basata su documentazione fornita da Arpa: “Pur non essendo possibile individuare profili di danno e/o minaccia di danno ambientale – spiegano – appare evidente la presenza di una importante criticità ambientale che interessa un’area molto vasta del territorio. Emerge, infatti, come l’impianto di trattamento rifiuti della Montello Spa sia caratterizzato da un funzionamento molto complesso, anche in relazione ai quantitativi dei rifiuti trattati e alle caratteristiche orografiche della zona in cui è situato, nell’ambito del quale l’Arpa Lombardia ha emanato molteplici prescrizioni per la mitigazione degli impatti odorigeni, come la più recente che ha portato nel 2025 alla realizzazione di un sistema a doppio portone nella zona di scarico del rifiuto organico, di cui nel futuro potrà essere valutata l’efficacia rispetto al contenimento della problematica delle molestie olfattive”.
Un documento che il Ministero lo scorso 19 novembre ha inviato ai ricorrenti e per conoscenza ai comuni di Montello, Costa di Mezzate, Bagnatica, Brusaporto, Albano Sant’Alessandro, San Paolo d’Argon, alla Provincia di Bergamo, a Regione Lombardia, alla Prefettura di Bergamo, ad Arpa Lombardia e a Ispra, affinché, ognuno per le proprie competenze, possa adottare ulteriori ed eventuali provvedimenti.
Negli anni sono state introdotte alcune misure correttive, evidentemente non sufficienti a risolvere un problema che i cittadini della zona continuano a lamentare.
La Provincia di Bergamo, ricorda Arpa nella sua relazione per l’Ispra, ha infatti già imposto “modifiche impiantistiche atte a mitigare la componente odorigena”, con l’azienda che “ha realizzato e sta realizzando quanto prescritto”: copertura delle vasche, seppur con teloni e non strutture fisse, realizzazione della copertura dei serbatoi di stoccaggio temporaneo del fango prodotto dall’impianto di depurazione chimico-fisico, a cui si aggiunge la modifica dei sistemi di abbattimento a servizio dei due biotunnel di maturazione aerobica del materiale disidratato proveniente dal trattamento della FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), con completo rifacimento del biofiltro, e il già citato sistema a doppio portone antistante le buche di scarico del rifiuto organico.