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L’area dedicata trasloca al primo piano, con 14 macchine radiogene di ultima generazione che consentiranno un’immediata analisi di liquidi e dispositivi elettronici senza che il passeggero debba toglierli dal suo bagaglio

Orio al Serio. Dal primo, simbolico, colpo di benna sul cantiere dato dall’allora direttore generale Emilio Bellingardi, il 19 aprile 2024, sembra passata una vita: invece in meno di 20 mesi l’aeroporto di Orio al Serio ha cambiato completamente pelle nella sua estensione verso Est, sotto la spinta di un piano di investimenti che negli ultimi cinque anni, nonostante una pandemia nel mezzo, ha messo sul piatto 300 milioni di euro provenienti esclusivamente dalle casse di Sacbo.

Il cronoprogramma è stato rispettato alla perfezione e martedì 25 novembre verrà inaugurata la nuova area controlli, accessibile ai viaggiatori a partire dal giorno seguente, esattamente come annunciato lo scorso 28 maggio, quando i vertici della società di gestione avevano invece tagliato il tradizionale nastro tricolore relativo all’ampliamento della zona dedicata ai check-in.

Due interventi sostanziosi, che rendono lo scalo bergamasco più moderno, funzionale e proporzionato agli attuali volumi di traffico, col record storico di passeggeri trasportati fissato lo scorso anno a quota 17,3 milioni.

In primavera, come detto, era stato il turno dei check-in: trenta nuovi banchi di accettazione, di cui 22 in modalità “self drop” per una registrazione in autonomia del bagaglio da parte dei passeggeri, arrivando a un totale di 64 postazioni.

Ora, invece, siamo al conto alla rovescia per l’area dedicata ai controlli di sicurezza, l’intervento logisticamente più impattante su percorsi e abitudini dei passeggeri, che non si troverà più al piano terra, ma a quello superiore, estesa su una superficie di oltre cinquemila metri quadrati con accesso tramite scale, ordinarie e mobili, e ascensori dal punto più a Est dell’aerostazione.

“In aggiunta ricordiamo l’ampliamento della sala per i voli extra Schengen per ulteriori 840 metri quadrati con due gate in più – spiega il presidente di Sacbo Giovanni Sanga – È stato un cantiere che ha completato gli interventi realizzati sull’infrastruttura, per renderla sempre più moderna, adeguata ai nuovi tempi, con controlli di sicurezza sempre più imponenti e con un sistema di accoglienza del passeggero che deve rispettare alti standard di comfort e tempestività”.

Ma è a livello tecnologico che Orio al Serio farà un sensibile balzo in avanti, allineandosi ai principali scali italiani ed europei.

Dati alla mano, le postazioni per i controlli di sicurezza passeranno dalle attuali 11 a 14, tutte macchine radiogene di nuova generazione “Smiths Detection” e  “Cassioli” ad avanzamento automatizzato che sfruttano algoritmi di intelligenza artificiale. Sono dotate di 4 postazioni di svestizione e 6 di rivestizione contemporanee. Si prevede così di migliorare l’esperienza dei passeggeri e i tempi di processamento.

“I nuovi macchinari, di tipo tomografico, ci consentono di rilevare con più precisione e affidabilità i materiali a rischio trasportati dai passeggeri nei bagagli a mano – spiega Ettore Pizzaballa, responsabile dei sistemi informativi di Sacbo – Avremo un livello di accuratezza tale da poter trasportare fino a due litri di liquidi per contenitore. Paradossalmente un viaggiatore potrebbe inserire nel suo trolley anche un’intera cassa di acqua. La tecnologia ci consente da un lato di migliorare le condizioni di lavoro degli addetti, che possono agire in modo più agile e preciso, e dall’altro aumenta il livello di user experience, perché non ci sarà più bisogno di aprire i propri bagagli per mostrare liquidi e dispositivi elettronici (rimane invece l’obbligo di rimuovere oggetti metallici ndr). Il risultato? Controlli più veloci e passeggeri più soddisfatti. Per mantenere un adeguato livello di qualità, comunque, ogni tot passaggi ci potrebbero comunque essere dei controlli a campione”.

Gli utenti del “Caravaggio” impareranno a familiarizzare anche con un nuova linea di pre filtraggio composta da 9 gate di lettura automatica delle carte d’imbarco, di cui due dedicati al fast track e dotati di lettore contactless per velocizzare ulteriormente il passaggio: “Il viaggiatore – illustra Pizzaballa – potrà gestire questa fase anche all’ultimo momento, decidendo di acquistare in loco il fast track: gli basterà scansionare il suo titolo di viaggio e procedere al pagamento tap and go tramite smartphone o carta di credito”.

Un gate sarà dedicato ai passeggeri con ridotta mobilità e alla cosiddetta “family lane” che consente alle famiglie con bambini fino ai due anni di accedere più velocemente ai controlli di sicurezza: per supporto e monitoraggio sarà sempre presente un facilitatore che tramite un’apposita web app avrà la facoltà di sbloccare il gate per consentirne il passaggio.

La lettura delle carte di imbarco consentirà di avere un tracking preciso di tutti i passeggeri.

“Sono tutti piccoli benefici orientati a migliorare la user experience – ribadisce Pizzaballa – L’attività di filtro e controllo è stata pensata per assicurare sempre la corretta gestione del flusso passeggeri in base allo schedulato del giorno, riducendo i tempi in ogni step”.

L’esempio più calzante è quello di un passeggero Ryanair, vettore che sullo scalo orobico detiene circa il 90% del market share, ma la volontà è quella di arrivare nei prossimi mesi ad allineare il servizio anche per Wizz Air e Norwegian: il viaggiatore arriverà col suo bagaglio all’area check in, dove servendosi dei chioschi self drop sarà completamente autonomo in termini di riconoscimento del titolo di viaggio, tramite l’app della compagnia. Il sistema a quel punto risponderà con la stampa di un’etichetta da applicare sulla valigia, che andrà poi scansionata per consentire l’immissione automatica all’interno del sistema di smistamento.

Lasciato il proprio bagaglio si porterà al primo piano, come detto tramite scale mobili e ascensori, passerà ai pre filtri sempre col suo titolo di viaggio digitalizzato e si preparerà ai controlli di sicurezza, dove l’intelligenza artificiale lo indirizzerà verso il macchinario meno “affollato”.

Una logica di taglio dei tempi che sta funzionando alla perfezione anche per le destinazioni extra Eu, dove agli arrivi dal 20 ottobre è attivo l’Entry Exit System: test condotti nella prima settimana di novembre su circa 1.200 passeggeri hanno dato risposte più che positive, con la procedura di registrazione al sistema che ha richiesto in media 2 minuti per lettura del documento, scansione del volto, acquisizione delle impronte digitali e compilazione del questionario di viaggio.

“Per arrivare a completa digitalizzazione di tutto il percorso dall’arrivo in aeroporto all’imbarco ci manca solo un ultimo step, vale a dire il self boarding che permette di andare a bordo dell’aereo solo con il riconoscimento biometrico – conclude Pizzaballa – Noi saremmo già pronti a partire, ma il garante della privacy si è preso del tempo per capire se gli aeroporti possono gestire direttamente o meno quel tipo di dato riferito al passeggero. Se dovesse arrivare il via libera, il passeggero che da casa avrà fatto il web check-in non avrà più bisogno di interagire con nessuno, se non coi chioschi che richiedono il titolo di viaggio”.

Per un 2025 che si avvia a conclusione con un’infrastruttura rivoluzionata nell’organizzazione, alle porte c’è un 2026 altrettanto ricco di sfide e innovazioni.

Il primo pensiero, ovviamente, è quello relativo al treno: “Noi abbiamo completato i nostri lavori – ricorda Sanga – I passeggeri che arriveranno col treno saliranno sulle scale mobili per arrivare alla Mobility Plaza, ricca di servizi, e potranno dirigersi verso l’interno dell’aerostazione a secondo dei percorsi che devono realizzare. Un’opera estremamente importante, speriamo si possano completare entro la fine del 2026 in modo che tutto sia operativo dal 2027. Sarà un cambiamento imponente: studi preparatori ci dicono che circa il 30% dei passeggeri in arrivo all’aeroporto di Orio al Serio potranno arrivare con questo mezzo. Questo significa minore impatto ambientale, andando incontro alle esigenze di un’infrastruttura che deve essere anche più sostenibile”.

Dalla mobilità all’ospitalità, perché la stagione invernale 2026 (che nel gergo aeroportuale si estende da novembre al marzo dell’anno successivo ndr) attende anche il debutto del nuovo centro servizi aeroportuali: diecimila metri quadrati di superficie in affaccio sul parcheggio P3, dove troveranno spazio l’hotel Hilton Garden Inn da 4 stelle e 180 camera, bar, ristoranti, fitness center, sale meeting e uffici legati alle operazioni dello scalo.

Si avanza, infine, anche sul piano di realizzazione del gemello digitale dell’aeroporto: grazie a un finanziamento del Mimit, Sacbo ha iniziato un percorso innovativo che grazie all’Intelligenza Artificiale e a un supercomputer che porterà tutte le operazioni di scalo in un ambiente virtuale.

“Siamo ormai prossimi alla conclusione del secondo anno di questa iniziativa e abbiamo superato brillantemente la visita ispettiva di medio termine – racconta Pizzaballa – Andremo a cambiare i paradigmi di lavoro di tutti gli addetti all’Airport Operation Control Center, che avranno a disposizione in poco tempo ogni dettaglio utile riguardo ogni singolo movimento che accade sul piazzale, che si tratti di un volo o di uno specifico settore. Gli attuali sistemi di raccolta dati saranno fatti confluire all’interno del gemello digitale e con algoritmi di Intelligenza Artificiale e Computer Vision vengono integrati con ciò che si rileva sottobordo, nell’ottica di un miglioramento degli elementi di safety e, di fondo, della qualità di lavoro di chi sta sul piazzale da un lato e di chi supervisiona dall’altro. Con la tecnologia siamo in grado di individuare subito gli elementi critici e lavorare sui Kpi: l’High Performance Computing gestirà ogni processo in real time, lavorando su parametri oggetti e magari predittivi che porteranno a decisioni più veloci, consapevoli, sicure ed efficienti”.