Dal 17 al 28 novembre
|“Dove non arriva la voce”: la mostra degli studenti contro la violenza di genere
In occasione del 25 novembre al Tribunale di Bergamo verranno esposte cinque affiches realizzate dagli studenti del CFP Andrea Fantoni
In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, gli allievi del Cfp scuola d’arte Fantoni, con il comitato pari opportunità presso il consiglio dell’ordine degli avvocati di Bergamo, hanno realizzato cinque affiches per la mostra “Dove non arriva la voce“, esposta dal 17 al 28 novembre alla sede di via Borfuro del tribunale di Bergamo.
Nell’occasione hanno portato il loro saluto il presidente del tribunale Vito Di Vita, le autorità comunali, realtà associative, Federica Tucci presidente del Cpo , Miriam Campana consigliera di parità e del Coa di Bergamo, il comitato pari opportunità presso l’ordine degli avvocati della nostra città.
“La Scuola d’Arte Fantoni – spiega Giulio Terzi, docente di educazione civica e avvocato membro del comitato per le pari opportunità dell’ordine degli avvocati – ha particolare sensibilità per i temi sociali e per l’insegnamento dell’educazione civica. Questo lavoro si inserisce in una collaborazione iniziata tre anni fa: risultato che credo vada valorizzato. Il comitato si è attivato perché le installazioni siano due: la prima a cura della Ebano Onlus e la seconda proprio a cura degli studenti guidati collega Mirko Rossi, docente di grafica e progettazione, che ringrazio per il supporto sempre fornito”.

La mostra
Cosa sentono le nuove generazioni quando parliamo di violenza? Il genere è ancora vincolato al ruolo? Dalla volontà di dare risposte a queste domande è nato il lavoro degli studenti della 5^P, grafica per la comunicazione visiva e pubblicitaria, e 5^S, servizi culturali e dello spettacolo, del Cfp scuola d’arte Andrea Fantoni, coordinati da Agnese Tartari. Il risultato è stato un insieme di progetti sui contrasti e sulle possibilità, sul presente e sul futuro, capaci di mettere in luce la visione delle nuove generazioni.
In tre diverse zone di passaggio del Tribunale saranno esposti cinque visual realizzati da ex studenti della Scuola che hanno superato l’esame di maturità nei mesi scorsi. Quanto esposto è il risultato di un progetto volto a realizzare una campagna di sensibilizzazione capace di rivolgersi ai compagni e alle compagne di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Il primo lavoro esposto, realizzato da Daniel Gualandris, si è concentrato sull’obiettivo di far riflettere i ragazzi sul loro ruolo futuro, sulla possibilità sviluppare valori migliori utili a prevenire situazioni di violenza; intende inoltre farli ragionare sul privilegio di poter far parte, con consapevolezza, al possibile processo di miglioramento sociale. Sara Turtora, si è soffermata sulle relazioni sentimentali dei giovanissimi e, in particolare, sulla fragilità delle ragazze che non realizzano come alcuni comportamenti abbiano l’effetto di sminuirle e di come non sappiano percepire i campanelli di allarme. Elisa Mazzoleni ha messo in risalto l’elemento della rosa come simbolo della donna, della sua bellezza contrapposta ad una benda sugli occhi che simboleggia la chiusura alla vita, la distruzione psicologica della figura femminile quando è vittima di controllo. Aurora Pederzini si è concentrata sulle “ferite invisibili”, mostrando come le cicatrici emotive e psicologiche finiscono spesso per generare disagi profondi. Angelica Pagani ha puntato tutto sulla profondità del suo sguardo e sulla realtà dell’immagine. Ne ha tratto una scelta impattante motivata dalla necessità di gridare: non c’è tempo da perdere.

