Il vecchio e il bambino. Piccola meditazione sul monumento e sull’irriverenza
Paolo Vitali ci offre uno spunto sul lascito dell’installazione One di Maurizio Cattelan, alla rotonda dei Mille di Bergamo
Maurizio Cattelan, One (installazione), Bergamo, rotonda dei Mille, 7 giugno – 26 ottobre 2025
Ma dove è finito?
Chi?
Il bambino!
Quale bambino?
Quello che si era arrampicato sulla statua!
L’avranno fatto scendere. Era un gioco troppo pericoloso!
Dici? Mi sembrava che se la stesse cavando egregiamente lassù. Nessun cenno di paura, una certa disinvoltura. E che confidenza! Era così sicuro di sé, come se fosse sulle spalle del nonno.
Ecco, infatti. Solo sulle spalle del nonno si può stare così.
Da quando era salito mi sono rimesso a guardare quella statua con attenzione. Prima era talmente consueta e presente nella mia quotidianità che non la degnavo più della minima attenzione. Da quanto tempo era lì? Per quale motivo era ancora lì?
Quel nonno non era un nonno qualsiasi.
Infatti!
Dice fosse un padre della patria, uno di quelli che sono stati capaci di guardare lontano.
Dice anche che da qui erano partiti in tanti per seguirlo, quasi mille, per abbracciare il suo sogno. Dice che avevano la camicia rossa come divisa.
Rossa come la maglietta del bambino!
Certo, non poteva passare inosservato.
Ma neanche ci teneva a esserlo. Il suo gesto, quando era lassù in alto, sembrava di sfida, il suo sguardo un po’ beffardo, i suoi capelli spettinati come si addice a un discolo.
Non sembrava irriverente?
Forse per qualcuno sì. A me ha fatto tutt’altro effetto. Mi ha fatto ripensare all’uomo della statua come a qualcuno che ha saputo tenere insieme la fermezza del condottiero e l’affetto e l’umanità di un nonno. Però quest’ultima sfumatura del suo carattere l’ho capita solo quando il bambino gli è salito sulle spalle.
E ora?
Ora forse tornerà serioso e solo, dimenticato in un rondò di città dove la gente passa distratta e non si ferma.
Mi manca quel bambino!
Anche a me!
Mi manca quella complicità!
Anche a me!
Mi manca quell’irriverenza!
Anche a me!
Saremo capaci di ricordarcene anche in sua assenza?
Speriamo, anche se ne dubito.
Qualcuno ci ha visto solo il pericolo che il bambino ha corso salendo là in alto.
Qualcun’altro ci ha visto solo una mancanza di rispetto.
Peccato, abbiamo perso un’altra occasione di imparare a guardare con occhi nuovi.
Paolo Vitali
Architetto, docente del Politecnico di Milano, socio fondatore dell’associazione Archiforum di Bergamo


