Colleoni 550, una mostra celebra il leggendario condottiero che segnò la storia di Bergamo
In occasione del 550° anniversario della morte del condottiero Bartolomeo Colleoni (1395–1475), il Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni in collaborazione con Accademia Carrara presenta la mostra Colleoni 550. L’immagine del condottiero
Condottiero, umanista e mecenate, un personaggio dai tratti leggendari la cui eredità è indissolubilmente legata alla città di Bergamo. Ed è proprio l’eredità di Bartolomeo Colleoni ad essere celebrata dalla mostra Colleoni 550, che da venerdì 14 novembre apre al pubblico dell’Accademia Carrara grazie all’iniziativa del Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni.
A cura di Nicolò Colleoni e con la collaborazione di Maria Luisa Pacelli, direttrice dell’Accademia, il percorso espositivo si pone come una riflessione sulla vera immagine del grande generale di ventura, evidenziando come già immediatamente a ridosso della sua morte nel 1475 si fosse consolidata un’immagine fortemente celebrativa.
La mostra, che rimarrà nelle sale dell’Accademia fino al 9 novembre 2026 è strutturata in quattro cicli, pensati per mettere a confronto ritratti, miniature, sculture e medaglie. Si tratta di oggetti che hanno contribuito a tramandare l’immagine di Colleoni nei secoli, molti dei quali appartengono a collezioni o istituzioni private. -Si tratta di un’occasione rara per vedere testimonianze artistiche normalmente precluse alla vista- ha dichiarato Sergio Grandi, assessore alla cultura del Comune di Bergamo.
Tra queste compare il ritratto di Bartolomeo Colleoni realizzato nel 1566 da Giovan Battista Moroni, celebre pittore bergamasco. Il quadro è considerato il ritratto “ufficiale” del condottiero, e appartiene alla collezione della Fondazione Colleoni. Si tratta di un prestito straordinario concesso ad Accademia Carrara. In mostra anche una fusione di bronzo patinato di fine Settecento, copia riprodotta della statua equestre realizzata da Andrea del Verrocchio a Venezia, e il codice Cornazzano, una biografia encomiastica commissionata da Colleoni stesso e da lui donata al comune di Bergamo per consegnare ai posteri un glorioso ritratto di sé.
Il percorso espositivo si pone come una riflessione sulla vera imago di Bartolomeo Colleoni, evidenziando come già immediatamente a ridosso della sua morte nel 1475 si fosse consolidata un’immagine fortemente celebrativa.
Il volto che si è voluto tramandare, infatti, è quello di un uomo non più giovane, ma ancora nel pieno della propria energia virile, verosimilmente attorno ai 70 anni, cronologicamente non lontano da quel fatidico 19 febbraio 1466, giorno nel quale il condottiero, alla ricerca dell’immortalità, formalizzò nel Palazzo del Podestà e alla presenza del Consiglio Maggiore di Bergamo la donatio inter vivos che diede avvio alla Magnifica Pietà Colleoni.
Colleoni 550 si estende idealmente anche fuori dalle sale della Carrara, attraverso un percorso che unisce Museo e territorio, coinvolgendo i luoghi simbolo del condottiero – la Cappella Colleoni in Città Alta, il Castello di Malpaga e gli altri luoghi colleoneschi della provincia, ma anche l’Archivio di Stato di Bergamo, che ospiterà una mostra sui testamenti del condottiero. Un itinerario diffuso per riscoprire il legame profondo tra arte, storia e memoria collettiva.
“La mostra in Accademia Carrara fa parte di un più ampio progetto di valorizzazione e conoscenza di Bartolomeo Colleoni, una delle figure più rappresentative del Rinascimento lombardo e della storia bergamasca – afferma Sergio Gandi, assessore alla Cultura Comune di Bergamo -. L’Amministrazione comunale partecipa infatti alle celebrazioni del 550° anniversario della morte di Bartolomeo Colleoni, grazie alla collaborazione delle istituzioni culturali cittadine che conservano le memorie del capitano, Biblioteca Civica Angelo Mai e Accademia Carrara. Da un’idea del Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni è nata questa preziosa mostra, che ruota intorno al ritratto di Colleoni realizzato dal Moroni e di proprietà della stessa Fondazione Colleoni. L’esposizione diventa occasione per approfondire l’origine e lo sviluppo della rappresentazione iconografica del condottiero, ricorrendo a una serie di opere esposte a rotazione (documenti membranacei, miniature, medaglie, fusioni, libri a stampa). Un’occasione rara per vedere testimonianze artistiche normalmente precluse alla vista, come il celebre codice manoscritto del Cornazzano conservato presso la Biblioteca Mai. L’esposizione è la prima di una rassegna che il Luogo Pio dedica al condottiero, con l’obiettivo di rendere omaggio al Colleoni e approfondirne la figura e l’eredità”.
Partecipare alle celebrazioni di una figura così importante per la città di Bergamo e non solo come quella di Bartolomeo Colleoni, è per Accademia Carrara un’importante occasione per continuare a tessere relazioni culturali di valore con il territorio, contribuendo a valorizzarne la storia e i protagonisti – spiega Maria Luisa Pacelli, direttrice Accademia Carrara -. Ospitare in museo il
ritratto del condottiero magistralmente eseguito da Giovan Battista Moroni permette non solo di proporre un percorso espositivo ad hoc sul celebre stratega militare e mecenate con preziose testimonianze artistiche, ma anche di porre il dipinto in relazione con le opere qui custodite del pittore bergamasco, aprendo un ulteriore dialogo significativo con la nostra collezione”.
“Il 3 novembre 1475 moriva nel Castello di Malpaga all’età di circa ottant’anni il capitano Bartolomeo Colleoni, illustre uomo d’armi, di cultura e carità – conclude Nicolò Colleoni, Segretario Generale Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni -. Il Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni – ente benefico da lui fondato il 19 febbraio 1466 – intende celebrare la 550ª ricorrenza promuovendo una serie di iniziative culturali con l’obiettivo di diffondere più ampiamente la conoscenza della sua figura e della sua opera. Tra queste iniziative si colloca la significativa mostra Colleoni 550. L’immagine del Condottiero, generosamente ospitata da Accademia Carrara per tutta la durata delle celebrazioni colleonesche, che consentirà di ammirare preziose opere d’arte di proprietà pubblica e privata, alcune esposte al pubblico per la prima volta”.






