“Sei bergamaschi morti ogni mese, l’educazione stradale si insegni già alle elementari”
Ivanni Carminati (Associazione familiari vittime della strada): “Al volante troppi eccessi e disinvoltura, spesso ci vanno di mezzo persone senza colpa. Nuovo Codice? La curva degli incidenti è tornata a salire”
Filago. Sono morti 1.157 bergamaschi da quando è stata fondata l’Associazione dei familiari vittime della strada. “Come se un intero nostro paese fosse cancellato dalla geografia” ricorda il presidente Ivanni Carminati. Era il gennaio 2007. “Quest’anno siamo già a 57, contro i 44 di tutto il 2024”.
Sei vittime al mese, una strage. Ma sono numeri al ribasso, che non tengono conto delle vittime che risiedono fuori provincia e che hanno perso la vita sulle nostre strade. Così le vittime sono quasi 70, il dato peggiore degli ultimi dieci anni.
Domenica 16 novembre si celebra la ventesimaGiornata mondiale delle vittime della strada. I numeri sul fronte della sicurezza sono preoccupanti.
Preoccupanti è riduttivo. La situazione è davvero grave, testimoniata dalle cifre che vediamo aumentare invece che decrescere.
Eppure, dal 14 dicembre, è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada.
Molte abitudini, però, restano vecchie. Del nuovo Codice si è parlato in pompa magna, ma a poche settimane dall’entrata in vigore la curva degli incidenti ha ricominciato a risalire, con tendenza generalizzata. Va bene inasprire le pene, ma è fondamentale la prevenzione.
Qual è il contributo dell’associazione in questo senso?
Teniamo degli incontri nelle scuole e nei paesi, 20-30 all’anno. Cerchiamo di coinvolgere e responsabilizzare, formare e informare. Obiettivi basilari: guidare con prudenza, rispettando le regole. Ovvietà per qualcuno, ma vediamo le conseguenze di troppe leggerezze, disinvolture ed eccessi al volante. È avvilente vedere il permanere di sacche di indifferenza, con recidività di infrazioni. L’impermeabilità ai messaggi resta una patologia diffusa.
Nessuno può dire di non conoscere i rischi, eppure c’è una sottovalutazione continua.
Velocità eccessiva, anche in città, dove i limiti oscillano tra i 30-50 km/h e si vedono automobilisti e motociclisti che superano irresponsabilmente i 70 e anche 100 km. Poi vengono le distrazioni da telefonino, l’eccesso di alcol e l’assunzione di stupefacenti. A volte ci vanno di mezzo persone senza colpa, come si è visto domenica mattina nel frontale a Stezzano (tre morti dopo un sorpasso vietato, ndr).
Parlava di prevenzione, dove bisogna insistere?
Partire con un’educazione stradale già dalle elementari sarebbe un bel passo. Poi ci vogliono controlli costanti, sistematici, non occasionali. Gli organici delle forze di polizia sono ridotti, ma si può e si deve puntare sull’apporto della tecnologia come deterrente: non per fare cassa, ma per rendere le strade più sicure per tutti. Contiamo otto morti al giorno sulle strade italiane. Un cimitero con tremila croci ogni anno.
Quante persone fanno parte della vostra associazione?
Più o meno 200. Il primo passo è prendere contatto con i familiari delle vittime; il secondo è stargli vicino, il più possibile. Ogni morte è una tragedia che accompagna per tutta la vita, molti neppure immaginano il “dopo” di un incidente se non è direttamente colpito. Lo vediamo ogni anno, quando nei paesi esponiamo le fotografie delle persone morte negli incidenti. Sono tantissime. La gente resta impressionata.
Perche la Giornata Mondiale non è soltanto un’iniziativa simbolica?
Perché si possono incontrare e conoscere persone che hanno vissuto lo stesso dramma. Condividere la propria sofferenza aiuta a convivere con il dolore; aiuta a superare, anche solo parzialmente, un momento delicatissimo della vita.
Domenica 16 novembre l’associazione sarà a Osio Sopra. Alle 10 ci sarà una messa al Santuario Madonna della Scopa celebrata dal parroco Don Matteo Perini in ricordo di tutte le vittime della strada. Seguirà alle 12 un pranzo conviviale al Bes Hotel Villa Zoia di Boltiere. In occasione dell’evento l’associazione allestirà un punto informativo per ricordare tutte le vittime bergamasche.






