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Commercio, turismo, servizi: Bergamo fiduciosa nonostante il rallentamento imprenditoriale

Il 13 novembre 2025 Confcommercio Bergamo ha presentato i dati Format Research sull’andamento del terziario nel terzo trimestre 2025

“La capacità di resistere e la fiducia nella propria attività, sono le caratteristiche che distinguono l’imprenditore bergamasco”, queste le parole di Pierluigi Ascani, presidente di Format Research. L’istituto di ricerca ha svolto l’analisi, presentata da Confcommercio Bergamo, che fa il punto sul settore terziario bergamasco nel terzo trimestre 2025. Nonostante le difficoltà e il contesto economico complesso, tra inflazione e guerre, gli imprenditori bergamaschi non si fermano e si mostrano più ottimisti rispetto alla media nazionale.

Il tessuto imprenditoriale del terziario bergamasco, infatti, conferma il suo ruolo centrale nell’economia provinciale: rappresenta infatti il 61,9% delle imprese extra-agricole del territorio con quasi 43.000 attività tra commercio, turismo e servizi. Emerge tuttavia anche il quadro di un settore imprenditoriale in fase di selezione. Il terzo trimestre 2025 evidenzia un rallentamento delle nuove iniziative imprenditoriali, con 370 iscrizioni contro le 387 del 2024, a fronte di un aumento delle cessazioni, ovvero le imprese che hanno chiuso, 420 contro 388. Il saldo negativo si attesta a -50, segnalando una fase di maggiore selezione del tessuto imprenditoriale.

Per quanto riguarda ricavi e occupazione, invece, la situazione è in miglioramento: l’indicatore relativo ai ricavi registra un incremento da 44 a 46 punti, con prospettive di ulteriore crescita fino a quota 49 in vista del Natale e dei primi mesi del 2026. Anche l’occupazione mostra segnali incoraggianti: a settembre 2025 si attesta a 50 punti, con previsioni di crescita a 52 per il prossimo semestre.

A Bergamo, comunque, a poche settimane dal Natale e a un mese da Santa Lucia, si respira un clima di fiducia. Le imprese del terziario si muovono in un contesto ancora complesso, ma c’è grande aspettativa per le festività, nel mese clou per lo shopping. L’indicatore del clima di fiducia nell’economia italiana si mantiene sostanzialmente stabile a Bergamo, 32 contro 33, mentre a livello nazionale subisce una flessione più marcata, 36 contro 40. Le previsioni per la primavera indicano un ulteriore miglioramento a 34 punti. Ancora più positivo l’andamento della fiducia nella propria attività economica: l’indicatore bergamasco sale da 43 a 45 punti, contro una lieve diminuzione nazionale, 43 contro 44. La previsione per marzo 2026 conferma il trend positivo con un ulteriore rialzo a 47 punti.

L’analisi decennale del settore, inoltre, rivela dinamiche differenziate: il turismo mostra un significativo miglioramento, avvicinandosi all’equilibrio tra aperture e chiusure e confermando una ripresa strutturale. Il commercio registra invece un peggioramento di lungo periodo, riflesso della trasformazione dei modelli di consumo. I servizi, dopo anni di espansione, mostrano una lieve flessione, che segnala una nuova fase di normalizzazione.

“Il commercio e il turismo seguono un ciclo diverso da quello dell’ industria – ha dichiarato Giovanni Zambonelli, presidente di Confcommercio Bergamo -. Quando c’è una crisi l’industria riparte prima, il commercio e i servizi dopo. Nonostante ciò, la situazione viene retta dal sistema commercio e questo mi fa ben sperare per il futuro. La fiducia è un sentimento positivo”.

A complicare la situazione commerciale, naturalmente, è anche l’instabile situazione geopolitica. “La questione israelo-palestinese compromette il quadro – ha spiegato Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio Bergamo -. A guerre e dazi, però, sono elementi con cui stiamo convivendo e a cui ci stiamo abituando dal punto di vista commerciale”.

Pierluigi Ascani, inoltre, ha sottolineato che la riduzione dei consumi in Italia è una tendenza strutturale che dura da vent’anni. Questo è dovuto a fattori come la bassa natalità e un cambiamento nei modelli di consumo. “Il calo demografico influisce molto sulla diminuzione dei consumi. Stiamo vivendo in un contesto in rapido e profondo cambiamento rispetto al passato. Nelle imprese di Bergamo vedo la capacità di raccogliere la sfida e sapersi ristrutturare. Quando si ha fiducia nell’andamento della propria attività economica, gli investimenti aumentano e la volontà di assumere migliora. Questi sono i segnali della capacità di resilienza del settore”.