12 e 13 novembre
|ClioMakeUp, da New York a Bergamo per la fiera del beauty: “Ma sono sempre la ragazza della porta accanto”
Inaugurata la grande esposizione nata dall’unione tra il Beauty to Business Summit e il Polo Innovation Day
“Per me la bellezza è sempre stata una salvezza: quando andavo a scuola non mi sentivo una bella ragazza, anzi, mi sentivo brutta. Quando ho scoperto il make up mi sono innamorata, ha avuto su di me un effetto curativo”.
Queste le parole di Clio Zammatteo, meglio nota come ClioMakeUp, la make-up artist e influencer italiana famosa per aver fondato il suo brand di cosmetici partendo da video tutorial di trucco su you tube. Oggi (mercoledì 12 novembre) Clio è stata ospite d’onore e madrina della due giorni in Fiera dedicata al settore del beauty, nata dall’unione della seconda edizione del Beauty to Business Summit e dell’ottava edizione del Polo Innovation Day.
Innovare, collaborare e crescere sono le parole d’ordine di questa manifestazione organizzata da Promoberg e Polo della Cosmesi, durante la quale gli imprenditori del settore, i produttori, i protagonisti della beauty industry e naturalmente i clienti potranno incontrarsi per due giorni all’insegna della bellezza e della cura del corpo.
Sviluppo, ricerca e networking sono al centro del progetto, che racconta la vitalità e la forza del distretto della Cosmetic Valley italiana, cuore pulsante della filiera beauty nazionale che abbraccia il territorio tra Bergamo, Crema, Milano, Brianza e Lodi.
Rivolgendosi ai rappresentanti della filiera riuniti in Fiera, Clio ha detto: “Essere qui oggi è per me un’emozione grandissima. Questo evento celebra la forza e la visione di un settore che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy: la filiera Beauty, dove innovazione, passione e competenza costruiscono insieme il futuro”.
A margine dell’inaugurazione dell’evento e del taglio del nastro, l’imprenditrice ha risposto a qualche domanda.
Come è nato il brand?
Una delle spinte più importanti per passare da video tutorial di trucco su you tube a creare ClioMakeUp è stata la richiesta del pubblico, che a poco a poco iniziava a chiedermi “Perché non crei qualcosa di tuo?”. Le persone influenzano molto le nostre decisioni: noi come brand dobbiamo ascoltarle, ma anche guardarci dentro e creare prodotti che soddisfino sia il pubblico sia i nostri obiettivi. Voglio creare prodotti che io stessa comprerei.
Cosa significa per lei la parola bellezza?
Personalmente, per me la bellezza è sempre stata una salvezza: quando andavo a scuola non mi sentivo una bella ragazza, anzi, mi sentivo brutta e in un certo senso anche esclusa e penalizzata per questo. Quando ho scoperto il make up mi sono innamorata, ha avuto su di me un effetto curativo. Il fatto di poter sperimentare e valorizzare il mio viso con i trucchi mi ha salvata. Queste sensazioni possono essere comuni in molte persone e mi avvicinano a loro. “Sembri la ragazza della porta accanto – mi dicono – che può darmi i consigli giusti”.
Si sente responsabile nei confronti del suo pubblico?
Sempre. Mi rendo conto di quanto le persone credono in ciò che vedono e sentono, non sempre dovrebbe essere così. In quest’epoca, grazie ai social, anche il mondo del beauty e del make up vedono nascere trend, mode che diventano virali e vengono riprese da tutti. Molte sono belle e interessanti, altre invece sono questionabili, per esempio le recenti maschere di bellezza pensate per bambini e bambine di 3 anni. Ci vuole un approccio etico.
Cosa può dirci del make up e della cosmesi al maschile?
Anni fa era un vero tabù: sembrava che gli uomini non si potessero truccare e non fosse concepibile destinare prodotti di bellezza ad un pubblico maschile. Le cose per fortuna sono cambiate, ormai si parla di prodotti cosmetici genderless, ovvero privi di una connotazione di genere e pensati per tutti e tutte.
Quale importanza hanno le questioni ambientali ed ecologiche nel suo lavoro?
Per me l’attenzione alle tematiche ambientali ed ecologiche è molto importante, sia per quanto riguarda il prodotto in sè, sia l’imballaggio e il packaging. Noi stiamo lavorando con formule cruelty free e vegane, quindi senza sperimentazione animale né sostanze di derivazione animale, e riusciamo a creare prodotti di qualità anche così.
Il suo pubblico è attento a queste tematiche?
Vorrei che lo fosse, ma purtroppo non è sempre così. La maggior parte della gente purtroppo non chiede che il prodotto sia ecologico, né fa attenzione alle questioni ambientali, men che meno quando si tratta di seguire mode poco green e molto consumiste.
L’inaugurazione dell’evento
“Ospitare un evento dedicato al mondo della cosmetica alla Fiera di Bergamo e non è un caso – ha dichiarato Davide Lenarduzzi, amministratore delegato di Promoberg –. Nel territorio lombardo si concentra circa l’80% della produzione cosmetica nazionale: è la cosiddetta ‘Cosmetic Valley’, con veri e propri campioni che il mondo ci invidia, visitata ogni anno da migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo. Da qui è nata l’idea di creare un appuntamento che fosse uno strumento di lavoro concreto per le imprese che desiderano conoscere, investire e innovare in questo settore. Siamo orgogliosi che i migliori brand, insieme alle aziende conto terziste, produttrici di packaging, ingredienti e macchinari, si siano date appuntamento a Bergamo per la seconda edizione del Beauty to Business Summit”.
“L’innovazione per noi non è una parola di moda ma un’attitudine concreta – ha detto Matteo Moretti, presidente del Polo della Cosmesi –. Significa avere il coraggio di guardare avanti, sperimentare e mettersi in gioco per migliorare ciò che già funziona. È nel DNA del nostro settore – scientifica, industriale, creativa e, soprattutto, umana – e nasce dal dialogo tra imprese, istituzioni, università e territori. Il Polo della Cosmesi è nato con questo spirito: creare connessioni e promuovere una crescita collettiva che renda l’intero comparto sempre più competitivo e responsabile”.
Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenute anche Alessandra Gallone, consigliera del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini in un videomessaggio, ministro dell’Università e della Ricerca, Claudia Terzi, assessore regionale alle infrastrutture e opere pubbliche, Oriana Ruzzini, assessora all’ambiente e al verde del Comune di Bergamo, e Andrea Scevarolli, direttore scientifico del Beauty To Business Summit.
L’Innovation Day ha aperto ufficialmente la manifestazione con otto interventi di speaker tra esperti del settore, innovatori e manager aziendali, offrendo un momento di confronto sulle principali sfide e opportunità che guideranno il beauty verso il 2030.
La prima tavola rotonda, intitolata “Il futuro della bellezza: verso il 2030 tra biotecnologia, intelligenza artificiale e un approccio olistico”, moderata da Luisa Oliva, Phar. D. MSc R&D Technical Marketing International Consultant, ha approfondito come biotecnologia e intelligenza artificiale stiano trasformando formulazioni, packaging e processi di sviluppo dei prodotti cosmetici, rendendoli più performanti, sicuri e sostenibili, con un’attenzione crescente al benessere integrale delle persone e del pianeta. Alla discussione hanno partecipato Mattia Mialich, Head of Digital Marketing, eCommerce and XR Experiences di Mavive, Elena Dominique Midolo, CEO di ClioMakeUp, Daniela Aldrigo, Regulatory Affair presso l’Istituto Italiano Imballaggio, Cecilia Garofano, CEO e Founder di Teaology Skincare, e Umberto Borellini, cosmetologo, portando ciascuno esperienze e punti di vista differenti sul futuro del settore, dall’innovazione scientifica alla sostenibilità etica e sociale.
La seconda tavola rotonda, dal titolo “Creatività sotto pressione: innovare tra sostenibilità, sfide economiche e turbolenze politiche”, moderata da Eva Lagarde, CEO e Founder di re-sources.co, si è concentrata sulle pressioni normative e di mercato che oggi condizionano il settore cosmetico, come il nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio e la lista aggiornata delle sostanze chimiche vietate. La sessione ha visto la partecipazione di Simon Vieville, Vice President Procurement Coty, Giorgia Dallafior, Marketing and ESG Director KIKO Milano, Vittoria Ganassini, CSR Manager dell’Istituto Ganassini, Paolo Goi, Global Research, Innovation and Quality Director di Davines, e Sonia Pisanello, Business Development Manager di Selectiva, Gruppo Paglieri, che hanno condiviso casi concreti di innovazione e strategie per trasformare vincoli e sfide in opportunità creative, dimostrando come il settore stia tracciando la strada verso prodotti più ecologici, intelligenti e resilienti.
La prima giornata si è conclusa con la proclamazione dei vincitori degli Innovation Beauty Award: l’azienda Microfactory è stata premiata per il prodotto più innovativo, Lumson si è aggiudicata il riconoscimento per il prodotto più sostenibile, mentre a Cosmetec è stato riconosciuto il prodotto più creativo. Anche la seconda giornata della manifestazione avrà un programma ricco di talk, workshop e tavole rotonde dedicati a innovazione, qualità e sostenibilità. Il Padiglione B ospita 84 stand di imprese italiane e 2 di aziende estere (su un totale di 84 aziende presenti) su oltre 6.000 m² tra area espositiva, Beauty Arena e zone accessibili ai visitatori, offrendo a professionisti, buyer e aziende un’occasione unica per scoprire le tendenze e le innovazioni che guideranno il futuro del beauty.
Il programma dettagliato dell’esposizione si può trovare sul sito dedicato.






