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Svelato il futuro dell’ex colorificio Migliavacca: 4 palazzine e un parco da 2.500 mq
Una prima bozza di piano urbanistico

Il progetto per dare un futuro ad un’area abbandonata da quasi vent’anni: in uno degli edifici 12 appartamenti in housing sociale. Le compensazioni: il collegamento tra via Baioni e la Greenway e un parcheggio per il Sacro Cuore

Bergamo. Da via Baioni, tra il traffico e i palazzi, si fatica forse a percepire il potenziale nascosto di un’ex area produttiva estesa circa 9 mila metri quadrati. Il sito che ospita i vecchi fabbricati dello storico colorificio Migliavacca, dismesso da ormai quasi vent’anni, si può finalmente preparare a un nuovo futuro.

Il dibattito sul destino del comparto si era acceso già una decina di anni fa. Nel 2008 il colorificio aveva lasciato definitivamente la sede cittadina per trasferirsi nell’impianto di via dell’Industria, non lontano dall’A4. Ricostruire il passato recente dell’area non è un’operazione semplice ma, dopo diversi passaggi di proprietà, la stabilità è arrivata con l’entrata in scena della Giallo Acquario srl, società novarese attiva nel settore edilizio e attuale proprietaria dell’ex stabilimento, che ha depositato la richiesta di approvazione del piano attuativo di un progetto che si promette di ridare vita al comparto.

Redatto dallo studio cittadino Bassani Architettura – lo stesso dell’intervento alla nuova Sace – il piano prevede l’abbattimento completo di tutti i fabbricati del colorificio. “C’era stupore nel vedere le difficoltà di un’area di questa qualità nel trovare la giusta direzione – spiega Francesco Valesini, assessore alla Rigenerazione Urbana -. Non ci sono vincoli monumentali, ma i rapporti con la Soprintendenza sono stati continui per via del cono paesaggistico”.

Al posto delle strutture un tempo destinate alla produzione di vernici sorgeranno quattro edifici residenziali su quattro piani. I primi tre, di edilizia privata, ospiteranno a corte una quarantina di appartamenti intorno a una piazza interna. La quarta palazzina, affacciata su via Nazario Sauro, sarà in parte destinata a housing sociale con due livelli di edilizia convenzionata in vendita e un piano in locazione (12 abitazioni).

L’ultimo piano del quarto edificio rimarrà di edilizia libera e sarà monetizzato da PalaFrizzoni, con una quota che andrà a finanziare il Fondo Abitare. Al piano terra è previsto uno spazio pubblico di 140 metri quadrati, la cui destinazione d’uso è ancora in definizione. “Stiamo ragionando – chiarisce l’assessore -. Parleremo con il quartiere, potrebbe diventare uno studio d’arte. Ha grandi potenzialità perchè sarà direttamente collegato al giardino pubblico”.

Il progetto, infatti, include anche un parco di 2.500 metri quadrati che sarà ceduto al Comune. “Vorremmo creare un giardino della cultura con installazioni e opere d’arte – spiega l’architetto Alessandro Bassani -. L’idea si coniuga con il percorso culturale che l’amministrazione sta realizzando nel quartiere, che comprende la nuova Gamec e l’Accademia Carrara”.

“Per il Comune – aggiunge Valesini – è un progetto importante non solo come restituzione di un luogo abbandonato, ma anche per il ritorno in termini di opere pubbliche”. La stima di Palazzo Frizzoni è di 1 milione di euro di opere da realizzare a scomputo e 600 mila euro di oneri da versare nelle casse comunali.

Decisiva è stata la disponibilità della famiglia Gamba, titolare del centro SportPiù in via Baioni, che ha già firmato un accordo preliminare per cedere la fascia di terreno che permetterà di realizzare un prolungamento della Greenway con una bretella ciclopedonale. “È il tassello mancante per collegare il percorso con via Baioni e da lì, costeggiando il Morla, raggiungere lo stadio”, sottolinea Valesini.

Con i proprietari dello SportPiù si è trovata un’intesa anche per uno scambio di aree che permetterà al Comune, che ne diventerà proprietario per compensazione urbanistica, di ampliare il parcheggio vicino al centro fitness fino a circa 90 posti auto. “Stalli strategici per la vicinanza al futuro Villaggio di Comunità nel Sacro Cuore – osserva l’assessore -. Gli spazi pubblici, il polo dell’infanzia con nido e materna e la Casa della Salute, sono in consegna entro la fine dell’anno. Prima il limite era la congestione dei parcheggi, ora finalmente troviamo una risposta”.

L’ex sito produttivo è stato consegnato all’operatore già bonificato. La vicinanza del Morla non sembra destare particolari preoccupazioni: la superficie interessata ha un dislivello superiore al metro rispetto al livello della strada e non è stata colpita durante l’alluvione di ottobre 2024. “Al piano terra saranno comunque previste tutte le vasche di laminazione richieste per legge”, sentenzia Bassani.

Nei prossimi mesi si entrerà nel vivo dell’iter autorizzativo. Entro la fine dell’anno il progetto sarà condiviso con la Rete di Quartiere; dopo il passaggio in commissione Territorio e Paesaggio arriverà la convocazione della Conferenza dei Servizi. Ruspe e macchinari potrebbero iniziare con le demolizioni già a fine estate 2026. Il cantiere, comunica l’operatore, dovrebbe durare per 18/24 mesi: calendario alla mano, entro il 2028 l’area verrà restituita alla città.

“Crediamo molto nelle potenzialità di Bergamo – dichiara Daniel Pezzini, socio e amministratore delegato di Giallo Acquario srl -. Come società ci siamo specializzati negli interventi di rigenerazione urbana senza consumo di suolo. Le unità abitative saranno dotate dei massimi livelli energetici, sismici e acustici. Confidiamo nel riscontro del mercato”.