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Tecnologie e Salute 5.0, a Roma il punto della situazione con il Ministro della Salute

I risultati della ricerca di Fondazione ANTHEM (UniBG, Bicocca, Polimi e UniCatania), sostenuta dal Piano nazionale Complementare al PNRR, con lo sguardo rivolto oltre il 2026

Tecnologie e Salute 5.0: al centro dell’appuntamento la sanità del futuro. O meglio, del presente. Perché prevenzione delle patologie e cura delle persone sono già oggi strettamente legati allo sviluppo di device, sensori, gestione dei big data, massima innovazione nell’imaging (le TAC e le radiografie del terzo millennio): la sfida è quella che tecnologia e innovazione – con un massiccio ricorso all’Intelligenza Artificiale – possano portare ad un sistema sanitario più efficace, efficiente, e anche sostenibile.

Su tutto questo ci si è confrontati martedì 11 novembre alla Sapienza di Roma, che ha ospitato l’evento “Salute 5.0 e Ricerca. Le Iniziative del Piano Nazionale Complementare al servizio del Futuro Digitale della Sanità”, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci e di Alessandra Gallone, delegata del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Protagoniste le quattro Iniziative di ricerca sostenute dal PnC, lo strumento nazionale che in piena pandemia si affiancò al PNRR e che al termine 2026 giungerà a scadenza. Accanto alle Fondazioni Dare, D34Health e Fit4MedRob, Fondazione Anthem – AdvaNced Technologies for Human-centrEd Medicine (un finanziamento di 120 milioni di euro per 28 progetti di ricerca) è la più conosciuta nella bergamasca, non solo perché il suo network (oltre 300 ricercatori e 30 partner tra cui 11 università, 10 IRCCS/Ospedali/ATS e 8 imprese e associazioni, con 5 partnership interazionali attivate) è coordinato da Università degli studi Bergamo, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano e Università di Catania, ma anche perché quella promossa da Anthem è spesso una ricerca che coinvolge il territorio, come dimostrato dagli studi epidemiologici sullo scompenso cardiaco che coinvolgono comuni, distretti sanitari, e centinaia di pazienti in città, in Val Brembana e Imagna.

Giunti a tre quarti del percorso delineato dal PnC diversi sono i risultati concreti della ricerca interdisciplinare sviluppata da Anthem – che attraversa la medicina e l’ingegneria, la fisica, l’informatica e l’economia: dai 3 algoritmi in open access per diagnosi oncologica e delle malattie croniche ai 5 organ-on-chip (che studiano il funzionamento di tessuti umani su supporti artificiali) dai 3 sensori transdermici e indossabili ai 6 brevetti registrati e alle oltre 330 pubblicazioni scientifiche, con l’obiettivo comune di sviluppare tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale, in particolare per prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie croniche e delle malattie che ancora oggi non dispongono di una cura. Di fronte sfide importanti, tra tutte la realizzazione a Caserta di un centro, unico nel suo genere in Europa, BNCT – Boron Neutron Capture Therapy, tecnologia di frontiera per il trattamento dei tumori resistenti alle terapie convenzionali con il promettente, ma ancora non sufficientemente governato, utilizzo del boro. Oltre all’impegno di portare sempre più formazione al personale medico, che deve avere sempre più competenze in ambito tecnologico.

Tecnologie e Salute 5.0, a Roma il punto della situazione con il Ministro della Salute

“Anthem promuove una ricerca scientifica applicata, capace di arrivare rapidamente ai cittadini e di rafforzare la competitività della ricerca italiana nel campo della salute – spiega Stefano Paleari, presidente di Fondazione Anthem – L’impatto sul sistema Paese è concreto e misurabile, e il gruppo di ricercatrici e ricercatori coinvolti è in continua un momento di incontro e visione condivisa tra università, istituzioni, mondo della ricerca e della sanità per delineare le nuove traiettorie della salute digitale e sostenibile”.

“Le iniziative PnC, tra cui Anthem, hanno consentito di sviluppare “masse critiche” significative di ricercatori e infrastrutture, attorno a percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale, di interesse strategico per il paese – ha sottolineato Guido Cavaletti, direttore scientifico di Fondazione Anthem, guardando alle prospettive per i prossimi anni – La ricerca è ora in una fase di piena espansione progettuale e necessita di una stabilizzazione del budget investito per assicurare l’impatto atteso”.

“Le nuove tecnologie rappresentano una leva fondamentale per la prevenzione e aprono prospettive inedite per migliorare la salute delle persone – ha commentato Orazio Schillaci, Ministro della Salute – Solo investendo sulla prevenzione potremo ridurre il numero dei malati in futuro, destinando meno risorse all’assistenza e più alla ricerca. In questo modo potremo preservare il nostro Servizio Sanitario Nazionale come modello di riferimento, dove universalità, uguaglianza e gratuità delle cure devono restare principi irrinunciabili. Per questo l’innovazione deve sempre essere al servizio dell’equità: la salute degli italiani non può dipendere né dal reddito né dal luogo di residenza”.

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