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Alzarsi all’alba, 15 storie per riscoprire il valore della fatica nell’era della comodità

Venerdì 7 novembre al Gres Art, Fiera dei Librai ha ospitato Mario Calabresi, che ha presentato il suo ultimo libro “Alzarsi all’alba”

È la fatica la protagonista dell’ultimo libro di Mario Calabresi, che venerdì 7 novembre è stato invitato al Gres Art di Bergamo da Daniele Rocchetti, direttore della Fiera dei Librai. Alzarsi all’alba è un libro di storie, 15 in tutto, che raccontano vite di straordinaria ordinarietà, che fanno emergere l’impegno, lo sforzo e la stanchezza di persone comuni che, per necessità o per scelta, fanno tanta fatica.

“Chi se lo compra un libro sulla fatica?” si è domandato pensieroso Calabresi, spiegando la sua sensazione che, nel nostro tempo, di fatica si parli sempre meno, che la parola stessa stia scomparendo, come se fosse qualcosa da evitare a tutti i costi. La fatica è stata sostituita dalla comodità: dalle piattaforme che permettono di guardare film dal divano invece che andare al cinema, ai giornali online grazie ai quali non serve più andare in edicola, fino ai sistemi che consegnano a domicilio qualsiasi cosa e consentono di non dover più mettere il naso fuori casa.

Eppure, in quella che Calabresi ha definito “Era della comodità”, lo scrittore ha affermato di vedere e conoscere tanta gente che si alza presto, che si usura, che si stanca, persone che di fatica ne fanno, e molta. Chi lo fa per scelta, per passione, oppure chi non l’ha scelto ma lo fa comunque, per amore o per necessità. “Non si può più riconoscere il valore della fatica” ha osservato Calabresi, spiegando di aver quindi scelto di scrivere Alzarsi all’alba proprio per raccontare le storie di queste persone e per celebrare lo spirito con cui affrontano le loro fatiche, stanchezze e frustrazioni.

Fu durante un viaggio in Sicilia che nella mente di Calabresi prese forma l’idea di questo libro, quando intervistò Veronica Yoko Plebani, l’atleta paraolimpica che contrasse la meningite e, nonostante le difficoltà di una malattia dalle conseguenze indelebili, trovò l’energia e la motivazione per andare avanti, per accettare il corso degli eventi e decidere cosa fare della sua vita. Parlando con lei, assistendo alla tremenda fatica dei suoi allenamenti e all’inscalfibile tenacia con cui li affrontava, Calabresi iniziò ad accarezzare l’idea di raccogliere queste storie, di esplorare e narrare vite di quotidiana fatica.

Per esempio, un’immagine indelebile nella sua mente: un ragazzo in coma, nel letto di un ospedale, con accanto i genitori, che facevano a turni per non lasciare il suo fianco, che gli parlavano come se lui potesse sentirli, lo aggiornavano sulle novità dei suoi amici, gli raccontavano della vita che proseguiva, gli leggevano il giornale, gli annunciavano quanti goal aveva segnato la Roma. La fatica devastante e dolorosa di questi genitori, eppure così spontanea, irrinunciabile.

E ancora, un giovane allenatore che insegna ai bambini la bellezza di essere tenaci, un marito che da 26 anni si prende cura della moglie malata, un papà che corre le ultramaratone perché solo così ritrova la figlia che ha perduto, una donna che a 89 anni ogni mattina porta i fiori al marito e pulisce i bagni del cimitero perché tutti li trovino accoglienti e poi corre a infornare le focacce nel suo ristorante, un maestro di pianoforte che è salito nelle vigne del padre per non sprecare una vita di sacrifici, una restauratrice che coltiva la pazienza per salvare la bellezza.

Alla domanda di Calabresi: “Ma chi te lo fa fare?”, l’atleta Veronica ha risposto con le parole che le ripete sempre il nonno: “La fatica la devi adorare”. Storia dopo storia, Alzarsi all’alba ci suggerisce di fermarci un attimo, di prenderci un momento per riflettere sul valore della fatica e sugli insegnamenti che possiamo trarne, ci invita ad accettarla, ad apprezzarla se possibile, a considerarla parte di una vita piena.