Morto a 17 anni sotto gli occhi dell’amico: “Ho visto Nicholas sterzare per evitare la cancellata, ma non ce l’ha fatta”
Dolore a Bolgare per la scomparsa del 17enne Nicholas Ruggeri, morto venerdì sera a Palazzolo dopo un incidente in moto. I ricordi commossi della zia e dell’allenatore di triathlon: “Portava allegria in ogni allenamento. Dovevo festeggiare il mio compleanno, invece mi ritrovo a piangere uno dei miei ragazzi”
Bolgare. Le classiche raccomandazioni affettuose che si fanno ai ragazzi: “Stai attento”, “vai piano”, “torna presto”. Sono le ultime parole che Michela Cortinovis ha rivolto al nipoteNicholas Ruggeri, 17 anni, mentre in sella alla sua moto Tm Racing lasciava la villetta di famiglia in via Ungaretti a Bolgare. “Per me era come un figlio. Era unico, speciale, un bravo ragazzo”, racconta commossa la zia.
Venerdì sera il giovane si è schiantato contro la sbarra metallica del parcheggio di una macelleria a Palazzolo sull’Oglio, dove si era diretto insieme a un amico per salutare il capitano della squadra di triathlon all’uscita dalla scuola serale. L’amico che era in moto dietro di lui è stato l’unico ad assistere alla scena: “Ero distante sì e no trenta metri. All’incrocio il semaforo è diventato giallo. Ho visto che all’ultimo Nicholas ha cercato di sterzare, ma…”. L’amico abbassa il capo e distoglie lo sguardo, il racconto si interrompe. La strada non era dritta come Nicholas forse immaginava, disegnava una curva. Il giovane non riesce ad evitare l’impatto con la cancellata in metallo. Viene sbalzato dalla moto, il casco rotola sull’asfalto. L’amico spinge la manopola dell’acceleratore, raggiunge il 17enne bisognoso d’aiuto. Sono attimi drammatici.
“Erano le 22.15, li avevo appena salutati – aggiunge con occhi lucidi il capitano della squadra che erano andati a trovare -. Cinque minuti dopo ricevo la telefonata: ‘Vieni qui, Nicholas ha fatto un incidente’.” Si precipita sul posto: “Un carabiniere fuori servizio e due signori di passaggio hanno chiamato l’ambulanza. Hanno provato a rianimarlo per mezz’ora, ma purtroppo non è servito”.
La dinamica dell’incidente è al vaglio della Polizia Stradale di Iseo, ma sul fatto che il ragazzo abbia fatto tutto da solo non ci sono dubbi. Lo confermano anche le telecamere della zona. Sul luogo della tragedia sono accorsi anche i familiari: il papà Samuele, la mamma Moira Cortinovis e gli zii, stravolti dal dolore. Nicholas Ruggeri, studente di grafica alla Fondazione Ikaros, era appassionato di triathlon. “La Federazione Italiana è in lutto”, si legge in una nota pubblicata sabato mattina sul sito.
Antonio Serratore è allenatore e presidente della società Feniks Team di Grumello Del Monte. “Ho scovato Nicholas al centro sportivo di Telgate, ho intravisto subito le sue qualità – spiega emozionato il mister -. È stato uno dei miei primissimi allievi, ma ormai lo consideravo un amico. Ci salutavamo sempre con il gesto del ‘cinque’, più una spallata”. Lo ricorda come un ragazzo talentuoso, che sapeva fare squadra: “Agli allenamenti portava sempre allegria. Alle gare, prima dell’interruzione dovuta alla pandemia, arrivava sempre nei primi tre posti. Oggi – conclude amareggiato – dovrei festeggiare 34 anni, invece mi ritrovo a piangere uno dei miei ragazzi”.
Nicholas Ruggeri lascia nel dolore anche la sorellina Alice, di 14 anni, con cui condivideva la passione per il triathlon. La salma è composta nella casa di via Ungaretti, dove sabato pomeriggio arrivano alla spicciolata amici e conoscenti. Chi con un mazzo di fiori, chi semplicemente con un abbraccio da rivolgere ai parenti più stretti. Martedì, alle 10, i funerali nella parrocchiale di Bolgare.



