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Treviglio, il Polo di ricerca per la Pianura entra nel vivo: università, enti e imprese uniti per progettare il futuro del territorio

Avviata la fase operativa del progetto promosso dall’Università di Bergamo: la pianura tra Treviglio, Romano e Caravaggio diventa laboratorio di sviluppo sostenibile e pianificazione condivisa

Treviglio. È entrato nella fase operativa il Polo di ricerca dell’Università di Bergamo per la Pianura, progetto che mira a trasformare il territorio compreso tra Treviglio, Romano e Caravaggio in un laboratorio di studio e pianificazione condivisa tra enti locali, imprese e mondo accademico.

L’incontro, ospitato giovedì mattina nell’auditorium della Bcc Carate e Treviglio, ha visto alternarsi amministratori, rappresentanti dell’università e del mondo industriale, in un confronto dedicato a “L’incontro con i territori della pianura” e alla definizione delle prime azioni operative del Polo.

Il percorso, avviato con due giornate di ascolto a Treviglio e Romano di Lombardia, ha evidenziato quella che è la complessità di un contesto che è stato definito “piano, ma non piatto”.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Treviglio Juri Imeri il quale, nel suo intervento, ha ricordato come “l’asse Brebemi abbia accentuato l’identità di questo territorio come distretto economico e ne abbia alimentato la crescita”. Secondo i dati, “in termini di studenti, residenti, occupazione e investimenti, la pianura è l’area che sta crescendo di più non solo all’interno della provincia, ma anche a livello regionale”.

Un’opportunità che, ha aggiunto, “va governata: la logica dietro questo polo è quella di avvalersi delle competenze dell’università, in stretta sinergia con gli attori del territorio, per indirizzare le scelte oltre i confini comunali e costruire una visione condivisa”. Il Comune di Treviglio, ha concluso Imeri, “vuole fare la sua parte: l’attività di progettazione dell’area della Mezza Luna è già un primo passo in questa direzione”.

Il rappresentante di Confindustria Bergamo, Olivo Foglieni, ha sottolineato la valenza strategica dell’iniziativa: “Siamo nel cuore del Nord Italia, e direi anche nel cuore dell’Europa. Bergamo è stata riconosciuta come la città più attraente per qualità della vita, e questo ci deve rendere orgogliosi ma anche consapevoli che l’attrattività del territorio può diventare una risposta concreta allo spopolamento e alla mancanza di nuove nascite”.

Foglieni ha ricordato come “la pianura rappresenti il 55% della popolazione e il 52% del valore aggiunto della provincia”. Un territorio, dunque, “che deve scrollarsi di dosso il vecchio paradigma della “Bassa” e far emergere un’intelligenza umana, più che artificiale, capace di fare sistema tra enti, comuni, istituzioni e privati. In Europa – ha aggiunto – non esiste ancora una politica industriale ed energetica strategica: tocca a noi italiani tirar fuori il coniglio dal cilindro. Ci mancano le terre rare, ma abbiamo una genetica imprenditoriale unica. Per questo – conclude – Confindustria è pronta ad accompagnare questo percorso affinché diventi un modello nazionale”.

Per Giovanni Grazioli, vicepresidente vicario della Bcc Carate-Treviglio, l’iniziativa “è frutto di un’idea nata qualche anno fa, da un tavolo di lavoro tra università e Comune”. L’obiettivo, ha spiegato, “era riportare l’Università di Bergamo su questo territorio, con un contributo concreto allo sviluppo sostenibile della pianura”.

Sul versante accademico, Mario Paris ha invitato a visualizzare “la pianura come uno spazio complesso: ci piace definirla piana ma non piatta, un sistema stratificato su cui costruire prospettive nuove”.

Un approccio che l’università intende consolidare anche attraverso le attività di ricerca svolte da marzo a ottobre 2025: un’analisi socio-territoriale della Pianura Bergamasca per identificare vulnerabilità legate alla logistica, condotta in collaborazione con atenei internazionali come Chicago, Lussemburgo e Parigi, e lo studio della “città dei 15 minuti” adattata ai lavoratori della logistica. Il Polo di Treviglio, in questa visione, sarà pertanto un “living lab” dove sperimentare modelli di logistica territoriale sostenibile.

Alexandra Lagorio, intervenendo sul tema della logistica, ha osservato che “è un settore cruciale ma ancora poco compreso: serve uno sforzo di divulgazione per farlo conoscere meglio anche ai cittadini”.

Dalle interviste alle aziende del “tavolo sistema della logistica” è emerso come questo comparto venga percepito come un ecosistema territoriale in evoluzione, con un forte impatto sul lavoro, sulla domanda di servizi e, anche, sull’abitare. Le imprese segnalano sempre più difficoltà nel reperire competenze digitali e tecnico-metodologiche: da qui l’esigenza di costruire una filiera integrata dell’educazione.

Lagorio ha poi evidenziato la necessità “di una visione multiscalare, dal livello locale a quello internazionale, e di una maggiore collaborazione tra attori pubblici e privati. Le aziende riconoscono l’importanza della cooperazione, ma oggi è ancora troppo limitata. La sfida – ha aggiunto – è definire un modello territoriale sostenibile, non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale e sociale”.

Tra gli amministratori locali, il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, ha sottolineato come “ci stiamo inserendo su un treno già in movimento”. Le istituzioni, ha spiegato, “stanno inseguendo dal punto di vista organizzativo una dinamica di sviluppo molto rapida”. Sul tema della logistica, ha aggiunto, “forse qualche collega ha dato un peso eccessivo alla sostenibilità economica tralasciando quella ambientale. Il rischio è di creare quartieri dormitorio nei comuni vicini ai grandi poli logistici. Per questo è importante lavorare insieme, restituendo un ruolo di coordinamento alla Provincia, che può offrire una visione d’insieme meno parziale”.

Tra le “sfide e opportunità” individuate nel percorso di ricerca c’è proprio quella di coniugare paesaggio operativo e piattaforma agricola, facendo lavorare i diversi elementi come un unico sistema e valorizzando le polarità territoriali – Treviglio, Romano, Caravaggio – in relazione con la pianificazione regionale e provinciale.

Laura Comandulli, direttrice del Parco del Serio,  ha ricordato il ruolo dei parchi come “cerniera rispetto alle trasformazioni territoriali” e la necessità di “attuare interventi di governo della biodiversità con una visione innovativa, partendo dalla conoscenza diretta del territorio”.

L’incontro è proseguito con il collegamento da remoto del consigliere regionale Giovanni Malanchini, che ha ricordato il percorso in atto in Regione Lombardia per il riconoscimento delle comunità di pianura. “A luglio – ha spiegato – ho depositato una risoluzione che invita la giunta a inserire nella legge che oggi riguarda le comunità montane anche le cosiddette “terre vaste”, per riconoscere giuridicamente le associazioni di comuni di pianura e attribuire loro gli stessi strumenti e poteri”.

Un percorso che, secondo Malanchini, “porterà all’approvazione della risoluzione in Commissione Autonomia a gennaio e alla definizione, nel corso del 2026, della fisionomia delle nuove comunità di pianura. Sarà un passaggio complesso, ma fondamentale per rendere più efficiente la gestione dei servizi e delle opere condivise tra i comuni del territorio”.

“Il nostro compito come università – precisa il rettore Sergio Cavalieri – è quello di orientare e accompagnare i processi di progettazione e prevenzione dei fenomeni territoriali. Il Polo per la Pianura nasce per creare un metodo partecipato, che permetta decisioni più consapevoli e condivise. L’università – prosegue – non vuole essere un consulente esterno, ma un attore che lavora insieme al territorio, valorizzando le competenze locali e costruendo una rete stabile di collaborazione