Logo

Temi del giorno:

Salme nelle chiese: “Modifica entro fine anno”. Ma la Federcofit attacca: “Schiaffo in faccia al comparto”
Da sinistra: Davide Casati (Pd), Davide Veronese (Federcofit), Jonathan Lobati (FI)

Raggiunta un’intesa tra le forze politiche per lavorare ad un accordo condiviso. Ritirati due emendamenti di Pd e Forza Italia

Milano. Nelle stanze milanesi del potere pare che la discussione tra le forze politiche sia proseguita ad oltranza. La questione divieto di esposizione delle salme dei defunti nelle chiese, un caso emerso dalla Bergamasca, potrebbe però essere risolta entro la fine dell’anno.

Procediamo con ordine. Durante la seduta della Commissione Sanità di giovedì 6 novembre, i rappresentanti dei partiti al Pirellone hanno presentato due emendamenti al progetto di legge cosiddetto ordinamentale per proporre un aggiornamento della normativa.

Il documento del Partito democratico, a prima firma del consigliere Davide Casati e sottoscritto anche dal consigliere dem bergamasco Jacopo Scandella, propone di introdurre la possibilità di utilizzare i luoghi di culto come spazi idonei all’esposizione della salme. “L’impostazione attuale – si legge nel documento – risulta limitativa rispetto alle mutate sensibilità sociali e religiose e rischia di svuotare di significato un momento di alto valore umano e comunitario”.

Il secondo emendamento, proposto da Forza Italia con firmatario anche il consigliere bergamasco Jonathan Lobati, mira ad aggiornare la norma in virtù delle istanze di molti cittadini e ipotizza di poter fare visita ai propri cari nelle strutture sanitarie. “Molti defunti – si legge – vivono da soli prima della morte, in case anguste o al centro di diatribe familiari. Tutti motivi per cui sarebbe opportuno consentire l’osservazione dei defunti negli ospedali pubblici o privati accreditati”.

Entrambi gli emendamenti sono stati ritirati dopo l’intesa raggiunta tra le parti durante la seduta. “Una decisione – spiega Casati – presa a fronte della richiesta di Anelli (vicepresidente della Commissione, ndr) e visto l’avvio dell’interlocuzione con la giunta regionale per arrivare a un ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche che tenga conto delle istanze dei Comuni e della federazione del comparto funerario. Ora si deve concretizzare, al massimo entro la fine dell’anno, una modifica che porti a consentire l’utilizzo dei luoghi di culto”.

Nella stessa giornata, giovedì, è arrivato anche un nuovo affondo della Federcofit, la federazione del comparto funerario italiano. “Se gli emendamenti fossero stati approvati, si permetterebbe ai familiari di omaggiare i propri cari defunti in locali non adeguati – spiega il presidente nazionale, Davide Veronese -. In più, si consentirebbe ad operatori disonesti e senza scrupoli di tornare all’interno delle camere mortuarie e di avere l’occasione per accaparrarsi indebitamente servizi funebri approfittando della situazione di fragilità delle famiglie dolenti”.

Federcofit ha inviato una lettera ai consiglieri ricordando come, nella loro visione, la normativa regionale ha fatto da modello a quasi tutte le leggi attualmente in vigore in merito a servizi funebri, riuscendo ad armonizzare esigenze sanitarie, imprenditoriali e delle famiglie.

 

Valle Brembana: Federcofit interviene sulle salme nelle chiese

 

Contro i possibili emendamenti che modificherebbero la normativa lombarda sui servizi funebri, Federcofit si dice pronta a dare battaglia. “Riteniamo che sia uno schiaffo in faccia alle famiglie che hanno subito un lutto – conclude Veronese. -. E riteniamo che sia anche uno schiaffo in faccia al comparto delle imprese funebri lombarde che, in maniera seria, ha voluto investire centinaia di milioni di euro nella realizzazione di case funerarie. Siamo pronti ad azioni di protesta eclatanti davanti al Pirellone e anche ad organizzare una class action con gli operatori più avveduti per tutelare i legittimi interessi degli imprenditori”.