Tocca la nipotina nelle parti intime e molesta la nuora con foto osé: 67enne condannato a 7 anni e 2 mesi
Accusa e difesa avevano chiesto entrambe l’assoluzione perché non c’erano sufficienti prove concrete rispetto agli abusi sulla bambina
Sette anni di reclusione per aver toccato la nipotina di soli 5 anni nelle parti intime, più due mesi di arresto per le molestie alla nuora. È la pesante condanna che la Corte d’Assise del tribunale di Bergamo ha inflitto a un pensionato di 67 anni, nonostante sia l’accusa che la difesa avevano chiesto l’assoluzione per gli abusi sulla bambina.
Non perché questi non fossero avvenuti, almeno secondo il pubblico ministero Laura Cocucci, ma perché “a dibattimento le prove che si sono formate sono lacunose e contraddittorie e in diritto vale la formula “in dubbio pro reo”, ovvero la colpevolezza dell’imputato deve essere oltre ogni ragionevole dubbio. Non è questo il caso”, ha dichiarato il sostituto procuratore.
Al centro della discussione l’incidente probatorio al quale è stata sottoposta la bambina. Nell’agosto del 2022, di ritorno da una vacanza di un mese al mare con i nonni, la piccola durante il bagnetto aveva detto alla mamma di non lavarla con il sapone nelle parti intime. Non sopportava il bruciore, dato che il nonno, aveva raccontato, l’aveva toccata e le aveva fatto male. A quel punto la madre, una donna africana di 39 anni, all’epoca separata dal compagno italiano e residente con i due figli in un appartamento nella casa di famiglia di lui, dove vivevano anche i nonni, aveva chiamato il pediatra e poi aveva portato la figlioletta al pronto soccorso. Sottoposta a una visita ginecologica, alla bimba era stata diagnosticata un’abrasione di 3 millimetri. La donna e i suoi piccoli erano stati così trasferiti in una comunità.
Dopo aver sporto denuncia, nel mese di novembre la bimba era stata ascoltata in audizione protetta ma in modo inadeguato, come hanno sottolineato più volte il pubblico ministero e l’avvocato Andrea Pezzotta, difensore dell’imputato. L’incidente probatorio era infatti durato circa un’ora e 40 minuti, un tempo infinito per una bambina così piccola, come aveva rilevato anche la psicoterapeuta nominata dal giudice delle udienze preliminari per determinare la capacità testimoniale della vittima.
Le domande che le vennero poste in quella sede, tra l’altro in presenza della madre, sono state ritenute in gran parte suggestive, tanto che l’avvocato Pezzotta ha definito l’audizione come “un compendio di cosa non si deve fare interrogando una bambina di 5 anni”.
Partendo da un presupposto comune, il pm ha chiesto l’assoluzione con la vecchia formula dell’insufficienza di prove: “Ad alcune domande aperte la bambina ha risposto ed ha raccontato che il nonno l’aveva toccata di notte, nel camper. Inoltre la piccola aveva effettivamente un’abrasione nelle parti intime e l’imputato non ha fornito nessuna spiegazione rispetto all’accusa mossa dalla nipotina”. La difesa ha invece chiesto l’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”. “Solitamente questo tipo di reati commessi da persone con una sessualità disturbata presuppongono una reiterazione, mentre in questo caso si parla di un unico episodio isolato, commesso in una lunga vacanza e nonostante i nonni si occupassero costantemente dei due nipoti anche a casa. Inoltre, non è stata trovata traccia di materiale pedopornografico sui dispositivi dell’imputato. E poi, se effettivamente l’abuso si fosse verificato, per quale motivo la mamma dopo aver ricevuto la confidenza della figlioletta ha continuato ad affidare la bambina ai nonni almeno per una settimana?”.
Per quanto riguarda le molestie alla nuora, tempestata di messaggi con richieste esplicite di rapporti sessuali da parte dell’imputato, arrivato perfino a mandarle fotografie delle sue parti intime, la pm ha chiesto una condanna a 6 mesi di arresto, la difesa l’assoluzione per la particolare tenuità del fatto e, in subordine, il minimo della pena con il riconoscimento delle attenuanti generiche.
La Corte d’Assise ha ritenuto il 67enne colpevole su tutta la linea, condannandolo a 7 anni e 3 mesi e al versamento di una provvisionale di 57mila euro da versare alla bambina e ai suoi genitori. Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni.


