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Spinta su innovazione e nuove filiere strategiche: ma la crescita deve passare dalle competenze
La presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati (Foto Confindustria Bergamo)

L’assise 2025 di Confindustria Bergamo traccia la strada per ritagliarsi uno spazio in un mondo sempre più veloce e polarizzato: formazione, ricerca e impresa il mix vincente per giocarsi le proprie carte competitive, ma non c’è futuro se non in rete

Bergamo agisce, non sta con le mani in mano: fa parte della sua cultura, della sua tradizione manifatturiera, di quella operosità di casa nostra che è diventata proverbiale.

In un mondo che cambia sempre più velocemente, e che altrettanto velocemente genera una letale incertezza per il benessere delle imprese, Confindustria Bergamo si è voluta porre come polo decisionale a livello locale per compensare mancanze che i suoi imprenditori da tempo lamentavano ai piani superiori, regionale, nazionale e soprattutto continentale.

I progetti messi in campo sono stati rivendicati a voce alta dalla presidente Giovanna Ricuperati, alla sua ultima assemblea pubblica prima del cambio della guardia atteso per la primavera inoltrata del 2026: iniziative strategiche a supporto dei tre pilastri del suo mandato, vale a dire le persone, l’innovazione e la governance.

Dagli Its all’estero al sostegno alle politiche abitative, dalla costruzione di un ecosistema votato alla ricerca che genera e moltiplica le opportunità di crescita fino al servizio M&Atching che fa incontrare aziende intenzionate a vendere con chi invece manifesta la volontà di comprare, col fine ultimo di garantirne la continuità e di crescere.

In una Chorus Life Arena caratterizzata anche scenograficamente da una leggera “nebbiolina”, che ben ha rappresentato il titolo dell’incontro “Chissà, chissà domani. Orizzonti e sfide per l’impresa Futura”, dal palco sono arrivati quei segnali di positività che la platea si aspettava.

E allora dalle nuvole sono spuntate le stelle polari dalle quali farsi guidare nel medio-lungo termine per inseguire il driver della crescita: la progettazione per filiere rimane la strategia privilegiata e in questo momento il mercato spinge verso una riconversione delle aziende della subfornitura, in particolare in ambito automotive, verso il settore dell’aerospazio e della difesa che nei prossimi anni assorbirà gran parte degli investimenti europei e tedeschi. Poi toccherà al nucleare, nella speranza di contribuire a risolvere il problema dei costi dell’energia che oggi è un pesante handicap nel lavoro delle imprese.

Ma la parola chiave è competenza. Ricorre più volte nel corso della giornata, pronunciata da voci differenti.

Per Ricuperati “saranno le competenze, le qualità umane, il potenziale dei nostri giovani a fare la differenza nell’affrontare le grandi trasformazioni in atto, soprattutto nelle nostre Pmi. La conoscenza e le competenze sono e saranno il motore dell’innovazione”.

L’ad di Microsoft Italia, Vincenzo Esposito, va più nello specifico: “Le competenze digitali, innanzitutto. In una fase di grande cambiamento come questo la formazione in azienda è fondamentale. Dal canto nostro per fare cultura sul tema dell’intelligenza artificiale abbiamo lanciato il programma Microsoft Elevate, con l’obiettivo di raggiungere più persone possibili. Siamo al punto che l’IA non dà più solo risposte, ma è entrata in una fase ‘agentica’, delle decisioni e delle gestioni di processo. Tutti ne hanno bisogno, ma è vero che le più grande hanno più risorse da dedicarci. Vero anche che le più piccole sarebbero invece quelle con la maggiore necessità. Un consiglio? Le barriere sono molto basse e le potenzialità molto grandi: il vero crimine oggi è non provarci. Oggi per chi inizia è importante non disseminare i casi d’uso ma focalizzarsi su 2-3 aspetti che possono fare la differenza per l’azienda e capire se l’Intelligenza Artificiale può o non può aiutarla in quell’area specifica”.

Il tema sarà dirimente: “Con l’intelligenza artificiale questa volta non ci sono alibi – ha ammonito Ricuperati – Sarà la linea di confine tra chi saprà crescere e chi resterà indietro”.

Nel tirare le orecchie all’Europa (“ha perso il ritmo, non sta ascoltando chi crea valore e tradisce il patto con il proprio futuro”) e all’Italia (“abbiamo costi dell’energia tra i più alti al mondo. Servono meno burocrazia, infrastrutture evolute, tempi certi per le decisioni) la numero uno degli industriali bergamaschi ha trovato la sponda del presidente nazionale, Emanuele Orsini: “Oggi Bruxelles non ci dà la necessaria certezza, perché in un mondo nel quale il presidente Usa cambia le economie mondiali con un tweet noi prendiamo solo botte nell’attesa che si mettano d’accordo i nostri 27 portavoce. E sull’automotive sono state prese scelte regolatorie che stanno buttando per aria il primo prodotto industriale europeo. In Italia c’è bisogno di rimettere al centro gli investimenti, perché ci può anche far piacere il rientro sotto al 3% del debito ma in questo momento ci toglie 7-8 miliardi: serviva più coraggio perché dobbiamo avere una prospettiva e fare in modo che i settori che funzionano continuino a volare e che decollino quelli maturi per farlo”.

assemblea confindustria bergamo 2025 giovanna ricuperatiGiovanna Ricuperati

In un quadro che rimane complicato sul piano geopolitico e commerciale, con Usa e Cina a fare il bello e il cattivo tempo, il nostro sistema industriale si stringe attorno ai propri punti di forza, che ruotano attorno agli asset della formazione, della ricerca e dell’impresa, che si intersecano nel luogo simbolo per eccellenza che è il Kilometro Rosso.

Un parco tecnologico chiamato ad evolvere ulteriormente: “Stiamo ragionando con l’Università di Bergamo – ha spiegato Ricuperati – Potrebbero trovarvi sede nuovi laboratori dei dipartimenti di Ingegneria, per alimentare ulteriori opportunità di progettualità congiunta tra mondo universitario e produttivo in una relazione simbiotica, che possa avvicinare ancora di più gli studenti ai luoghi della ricerca e delle imprese. Ma non si tratta solo di immaginare un luogo fisico. Si tratta di costruire una governance dell’innovazione, capace di unire la visione degli attori del territorio e concentrare le energie”.

Mettersi in rete e fare squadra, mettendo a fattor comune conoscenze, competenze, risorse, capitale umano.

È fondamentale recuperare dialogo e collaborazione, che sono venuti a mancare nel processo di rinnovo della governance della Camera di Commercio. Una ferita ancora aperta negli ambienti confindustriali, con qualche sassolino ancora da levare, con eleganza, dalla scarpa: “Una perdita che tuttavia ha lasciato integra la nostra volontà di progettare, di tracciare il futuro del territorio con uno sguardo d’insieme – ha chiosato con orgoglio Ricuperati -, consapevoli che se facciamo bene per noi, lo facciamo per tutto l’ecosistema”.