Il dubbio
Referendum sulla giustizia, perché noi cittadini non votiamo anche per le questioni di guerra?
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Alberto Signorini che si interroga sull’uso dei referendum e sui temi esclusi dalla consultazione popolare
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Alberto Signorini che si interroga sull’uso dei referendum e sui temi esclusi dalla consultazione popolare.
“Cara redazione di Bergamonews vi scrivo per condividere con voi e i lettori un dubbio politico.
Leggo ormai d’un paio di giorni della questione del referendum sulla divisione dei poteri ruoli della magistratura (una modifica alla legge costituzionale) e come questo ce ne sono stati altri nel 2016 e nel 2020 inoltre ce n’è stato un altro non poco tempo fa a giugno sul tema del lavoro.
Non entro in merito all’importanza di questi temi a livello sia politico-costituzionale sia a livello sociale.
Ritengo comunque non siano questioni di “vitale” importanza e di interesse generale. Sono tematiche specifiche di ambiti specifici che possono essere benissimo risolte da chi lavora ed è pratico di questi argomenti: i politici stessi, che sono stati eletti anche per risolver problematiche di parte.
Non entro nemmeno in merito a come è stato utilizzato in questi anni il referendum, spesso più come strumento partitico che come mezzo per chiamare a raccolta i cittadini e renderli partecipi della vita civile del paese. Il referendum è stata un’ottima conquista del dopoguerra per scegliere tra monarchia e repubblica e quindi far decidere ai cittadini da chi volevano farsi governare, ne andava delle loro vite o almeno del loro stile di vita e della loro libertà.
E arrivo al dunque, in prima persona: se il referendum invita i cittadini a farsi protagonisti del destino proprio e del nostro paese perché non ci hanno chiamato in causa quando c’era da decidere se finanziare le spese militari, mandare armi in Ucraina, boicottare economicamente la Russia e sostenere con invio di soldati azioni di pace (?contraddizione) o in questi giorni decidere se inviare l’esercito in territori di guerra? Non sono questi temi che riguardano tutti : la tua la mia la nostra sicurezza la nostra libertà il furto dei nostri bambini ragazzi e giovani?
Ci saranno anche un accordo europeo, dei contratti stipulati con le altre nazioni dell’UE, ma un governo che deve lavorare per il bene comune dei suoi cittadini è capace di sospende gli accordi fatti e fermarsi a chiedere ai cittadini che cosa voglia fare della loro e della nostra vita in Italia… e non dite che non ci sarebbero stati i tempi per indire un referendum, all’epoca delle votazioni on line!!!
Forse un referendum così proposto allora nel 2022 avrebbe evitato tante manifestazioni di piazza anti-guerra anti-governo, per la pace e quant’altro…”
Alberto Signorini
Almè


