La democrazia nell’era dell’astensionismo: “Apatia e disinteresse per la politica. Si sceglie la novità, come con gli Iphone”
Nando Pagnoncelli e Paolo Natale ospiti del Circolo Matteotti di Bergamo: “Il ‘non voto’ supera tutti i partiti”. Le cifre, spaventose, del cosiddetto ‘astensionismo involontario’
Bergamo. Primi ministri come Iphone, il crescente senso di apatia verso la politica e il paradosso dell’astensionismo ‘involontario’ che induce milioni di cittadini a non votare perché impossibilitati a farlo. Sono solo alcuni dei temi emersi durante il secondo incontro promosso dal Circolo Matteotti di Bergamo, dal titolo “Il Primo Partito. Capire l’astensionismo elettorale e le sue cause”.
L’intento era esaminare il fenomeno del ‘non voto’ e tentare di spiegare i motivi per cui una grande fetta dell’elettorato non si reca, ormai da troppo tempo, alle urne. Per addentrarsi in una delle problematiche più complesse della nostra democrazia, nella serata di venerdì 31 ottobre nella Sala Galmozzi di via Tasso è intervenuta una delle voci più autorevoli in materia di indagini sulla politica italiana: quella di Nando Pagnoncelli, presidente e amministratore delegato di Ipsos Italia.
Secondo il sondaggista, il fenomeno dell’astensionismo è intimamente collegato alla volatilità elettorale, la tendenza sempre più diffusa di cambiare schieramento politico tra un’elezione e l’altra. Un atteggiamento “moderno”, spiega Pagnoncelli, se si considera che fino a poche generazioni fa la fedeltà di partito era quasi un dogma. “Negli ultimi dieci anni i partiti hanno subito perdite di voti inimmaginabili – spiega il sondaggista -. La politica oggi è solo un frammento dell’identità, non più un tratto prevalente: un cambiamento di paradigma che ha generato comportamenti contraddittori”.
Un po’ come quando si trova seduto alla sua cattedra all’università statale di Milano Paolo Natale, docente di Sociologia politica e secondo relatore dell’incontro, guida i presenti nella storia del cosiddetto fenomeno del ‘non voto’. “Si potrebbe dire che il tasso di partecipazione è in continua estinzione”, riflette, “Sono anni che la maggioranza degli italiani si autoesclude dalle urne”.
Se in altri Paesi europei il dato sull’affluenza è spesso mutevole, quasi dipendente dalla tipologia di tornata, in Italia il trend dell’astensione cresce in modo costante da ormai cinquant’anni. “Si potrebbe parlare di una ‘democrazia passiva’ – continua Natale -. La presa della politica sulle nuove generazioni è inesistente, non è più un elemento determinante della costruzione della persona”.
Nella sua relazione Pagnoncelli snocciola dati e numeri. Alle elezioni europee del 2024 si è recato alle urne solamente il 49,7% degli aventi diritto. I tassi più alti di astensione si registrano tra i cittadini in condizioni di fragilità economica (75,7%) e tra i disoccupati (71,9%). “Esiste una correlazione tra la situazione economica e la fiducia nelle istituzioni – ricorda il presidente di Ipsos -. Permane un astensionismo più elevato tra le donne e tra le persone meno scolarizzate”. I numeri sono preoccupanti anche tra i giovani: alle Politiche del 2022 il 42,7 % della Generazione Z (18-27 anni) ha scelto il ‘partito del non voto’.
Da sinistra: Nando Pagnoncelli, Paola Rossi e Paolo Natale
“Viviamo nella fase del rigetto – aggiunge Natale -. Le persone provano apatia e disinteresse verso la politica. Il voto è diventato emozionale: si sceglie la novità, un po’ come quando esce un nuovo iPhone. Negli ultimi anni assistiamo a un continuo processo di crollo e sostituzione”.
“Dal 2013 il fenomeno è dirompente – interviene Paola Rossi, consigliera comunale e membro del direttivo del Circolo, moderatrice dell’incontro -. Il non voto è diventata la scelta più diffusa tra gli aventi diritto, ad ogni tornata elettorale il partito degli astenuti raccoglie più consensi dello schieramento vincitore. Non recarsi alle urne è ormai la normalità”.
Un capitolo a parte è quello dell’astensionismo involontario, termine con cui si fa riferimento alla fetta di elettori che non può o si trova in difficoltà a recarsi alle urne. Tra gli astenuti alle europee del 2024, oltre 4 milioni erano anziani con problemi di salute o difficoltà motorie e quasi 5 milioni erano studenti o lavoratori fuori sede, lontani dai Comuni di residenza. “Non si può non pensare a modalità alternative come il voto elettronico”, l’appello di Pagnoncelli.
“Emerge un quadro contraddittorio: i cittadini oggi pretendono un risultato immediato e se non lo vedono cambiano partito – interviene l’europarlamentare Giorgio Gori dal pubblico -. La politica fatica ad attrarre gli elettori perchè da l’impressione di non decidere, di non riuscire a cambiare la realtà”.
Il prossimo appuntamento promosso dal Circolo sarà il prossimo 28 novembre: ospite, nella cornice del Gres Art 671, sarà Francesco Costa, direttore de Il Post, protagonista di un incontro sul ‘fenomeno’ Trump negli Stati Uniti d’America.


