Logo

Temi del giorno:

Tecnologie di frontiera, BergamoScienza, Europa

Ci sarà sempre da negoziare ma l’interesse dell’Italia coincide perfettamente con quello dell’Europa: costituire una sovranità digitale, una sovranità nelle tecnologie di decarbonizzazione e in genere un primato nel futuro delle nostre imprese senza esitazione alcuna

Alla vigilia dell’Assemblea di Confindustria Bergamo che, già dal titolo si intuisce, si interrogherà sul “domani”, molti imprenditori si interrogano sul da farsi.

In molte aziende si vive un clima di attesa, in un contesto non negativo, ma certo non entusiasmante per i fattori di incertezza e ambiguità creati da quella che viene definita da molti il più importante cambiamento nella geopolitica dopo la Seconda guerra mondiale.

Nei numeri USA non si percepisce ancora un cambiamento negativo in termini di inflazione e di Pil come ci si attendeva. In Europa le previsioni parlano di una faticosa tenuta della bassa crescita ma i danni delle politiche commerciali sono per il momento solo parzialmente presenti anche se molto probabili.

Rimane, secondo il Financial Times, il divario nel secondo trimestre 2025 tra l’economia UE e quella USA, indicato in una crescita 8 volte minore. Poche raccomandazioni di Draghi nel famoso rapporto sulla competitività sono state accolte, sempre il giornale inglese parla dell’11,2% su 383. Gli investimenti languono, la burocrazia si riduce con lentezza da tartaruga. Confindustria segnala nel report di ottobre lo “scivolone estivo della produzione in Germania “e ahimè anche dell’Italia, mentre il prezzo del gas è stabile (sempre il doppio rispetto al 2019), il petrolio rientrato ai valori più bassi. Il valore del dollaro è basso, cosicché ostacola ulteriormente le esportazioni e si aggiunge alla questione dei dazi e delle barriere tecniche al commercio internazionale.

Le aziende italiane, quelle non sopraffatte da questa situazione, comunque stanno dimostrando una vitalità e uno spirito d’ adattamento buono e resistono.
Qualche tempo fa McKinsey ha dedicato un approfondimento dedicato esclusivamente al settore manifatturiero. Emerge dallo studio la difficoltà della implementazione di un percorso di trasformazione digitale da parte delle aziende italiane, a prescindere dalla dimensione, ma l’uso efficace dei dati, analisi avanzate e interfacce uomo macchina hanno ancora spazi notevoli di miglioramento.

Gli altri tre temi più importanti, oltre a quelli noti relativi al costo dell’energia, riguardano la fragilità della supply chain come conseguenza delle rigidità introdotte nel commercio internazionale, i ritardi nell’implementare anche l’innovazione che porti alla decarbonizzazione, la carenza di talenti e comunque nell’attrarre e trattenere i dipendenti più giovani. Il tutto ben riassunto dal grafico che segue.

Generico ottobre 2025

Innovazione, interessi, investimenti e adozione per Technologies trend (fonte : McKinsey, luglio 2025) 

Con grande soddisfazione possiamo affermare che Bergamo, con il festival di BergamoScienza , ha trattato tutte queste tecnologie di frontiera, o meglio, la loro base scientifica nell’edizione appena conclusa. Da qui la sollecitazione alle imprese e agli imprenditori di guardare con entusiasmo all’intelligenza artificiale. alla sostenibilità, al futuro della mobilità e della robotica, alle tecnologie quantistiche insieme ai giovani che sono in formazione ora, ma che rappresentano il nostro futuro.
Questo richiede però un grande sforzo negli investimenti di sistema che possiamo fare solo con una dimensione europea. E allora facciamo fatica a comprendere l’affermazione della nostra Presidente del Consiglio quando si esprime contro l’eliminazione dell’unanimità del voto nella UE, perché “su molti altri temi le posizioni della maggioranza potrebbero essere distanti dalle nostre e dai nostri interessi nazionali, che è mia priorità difendere”.

Certo ci sarà sempre da negoziare ma l’interesse dell’Italia coincide perfettamente con quello dell’Europa: costituire una sovranità digitale, una sovranità nelle tecnologie di decarbonizzazione e in genere un primato nel futuro delle nostre imprese senza esitazione alcuna. Allo “spirito animale” degli imprenditori (Keynes) bisogna dare da bere, lasciando fuori o indietro i cavalli di Troia della Russia (Orban) e delle altre potenze economiche mondiali. Forza Europa, meno regole e più decisionismo politico, meno frammentazioni e più federalismo.


Andrea Moltrasio

* Andrea Moltrasio, Industriale, già presidente di Confindustria Bergamo e del Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca