L’ex Reggiani ha un unico proprietario, è il Gruppo Manzi: “Grandi potenzialità, ascolteremo la città”
Conclusa l’asta fallimentare della porzione sud verso via Corridoni: la holding controllava già il resto del comparto. Valesini: “Attendiamo una proposta di trasformazione”
Bergamo. Novità significative per l’ex Reggiani. Dopo la chiusura a settembre dell’asta fallimentare della porzione sud dell’area, verso via Corridoni e comprendente l’edificio progettato dall’architetto Alziro Bergonzo: è stata aggiudicata a una società partecipata dal Gruppo Manzi, già proprietario delle aree a nord verso via Giulio Cesare e via Legrenzi nonché della terza porzione dell’ex complesso industriale.
“Una notizia positiva perché ci consentirà di dialogare con un unico soggetto – dichiara Francesco Valesini, assessore alla Rigenerazione urbana -. Così sarà più semplice l’interlocuzione, volta non solo a una migliore gestione del suo attuale stato di abbandono in termine di presidio e sicurezza, ma anche ai fini della sua futura sistemazione”.
Il passato recente dell’ex Reggiani è un interminabile susseguirsi di incendi dolosi e incursioni abusive. L’acquisizione, secondo Palafrizzoni, rappresenta un passaggio cruciale: per la prima volta l’intera area è di un unico proprietario, “condizione che rende più concreta e realistica la prospettiva di una trasformazione definitiva del comparto, da anni in stato di abbandono e degrado”. Una condizione culminata tragicamente con la morte della 14enne Vika lo scorso giugno.
“Pensiamo ci siano interessanti potenzialità – spiega Franco Manzi, titolare dell’omonima società -. Prematuro ipotizzare possibili destinazioni d’uso: ora inizieranno le opere di messa in sicurezza di un’area che soffre da più di vent’anni. Non abbiamo ancora le idee chiare, stiamo lavorando”.
L’asta, promossa dal Tribunale di Milano, è seguita al concordato fallimentare della società Duca Visconti di Modrone, partecipata dal fondo Advanced Global Solutions, che aveva acquisito la proprietà nel 2022. L’indagine per frode fiscale a carico del fondo aveva fatto tramontare l’ipotesi di un possibile trasferimento della facoltà di Ingegneria di UniBg da Dalmine sull’area.
Con i suoi circa 100 mila metri quadrati l’ex Reggiani è la seconda area dismessa della città per estensione dopo lo scalo ferroviario. Da oltre un anno è interessata dai cantieri della nuova linea Teb T2. La presenza della linea tramviaria servirà direttamente anche quest’area, una volta completati i necessari interventi di bonifica, aprendo a possibili scenari di rigenerazione urbana.
“L’area sarà collegata all’aeroporto e alla stazione, potrebbe venir fuori qualcosa di molto positivo – aggiuge Manzi -. È un bel pezzo di Bergamo: ora servono concretezza e ascolto delle necessità della città”. “Non rimane – conclude Valesini – che attendere il deposito di una proposta di trasformazione che possa finalmente riconsegnare alla città una parte così importante del suo territorio”.



