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Occasioni create e concesse: cosa dicono i numeri dell’Atalanta

Inter e Napoli le uniche che creano più situazioni di pericolo, solo il Milan ne concede meno. E c’è un gap di quasi 5 punti rispetto a quelli attesi dalle statistiche

Nel campionato immaginario che si disputa nel mondo delle statistiche – quelle che non fanno vedere tutto, ma dicono tanto – l’Atalanta avrebbe cinque punti in più, ci sarebbero decisamente meno preoccupazioni nella tifoseria e la classifica racconterebbe altro. Poi però c’è la realtà, quella che vede l’Atalanta inchiodata per 7 volte sul pareggio: non tutti uguali, anzi, ma abbastanza per aver iniziato a spazientire un po’ tutti quelli che attendono una vittoria che manca da ormai un mese.

In primis IvanJuric, che più di tutti vorrebbe vedere superato questo blocco e invece si trova costretto a esprimere rammarico per qui risultati che non arrivano, a cui fanno da contraltare delle prestazioni che acuiscono i rimpianti per i mancati successi. Ultima della serie – anche cronologica – la partita contro il Milan, finita 1-1 e in linea con i match contro Lazio e Slavia nella valutazione finale lato nerazzurro: si poteva vincere e invece è arrivato un altro pareggio.

I numeri, dicevamo all’inizio. Analizzando le prime 9 giornate di Serie A, l’evidenza è chiara: l’Atalanta realizza molto meno di quel che produce. La forbice tra i gol segnati e i gol attesi (dati Understat) è di 2 gol e mezzo, ovvero 13 reti all’attivo finora ma con 15,5 expected goals (xG) generati. In tutto il campionato ne hanno prodotti di più soltanto Inter e Napoli: in questa classifica l’Atalanta sarebbe al terzo posto.

Parlando invece di occasioni concesse agli avversari, a fare meglio è soltanto il Milan, 7,6 totali contro le 8,1 nerazzurre: l’efficienza difensiva rossonera è stata comprovata proprio dagli stessi bergamaschi nella partita di martedì sera.

I dati si condensano bene in quella che è la graduatoria dei ‘punti attesi’, ovvero la classifica immaginaria secondo la quale i risultati sarebbero determinati dai gol attesi creati e concessi in ogni singolo match. In questo caso, l’Atalanta sarebbe al terzo posto, dietro soltanto a Inter e Milan, con uno scarto di addirittura 4,5 punti in più rispetto ai 13 che ha effettivamente nel ‘mondo reale’. Le due capolista, Roma e Napoli, secondo gli stessi indicatori dovrebbero avere oltre 5 punti in meno dei 21.

Numeri che ribadiscono una volta di più come il grande problema che sta segnando questo avvio di stagione della Dea sia riconducibile alla mancanza di quei tanto agognati gol. Soprattutto alla luce del fatto che negli ultimi 16 metri l’Atalanta ci arriva con enorme frequenza: soltanto l’Inter ha completato più passaggi nel primo quarto di campo degli avversari.

Mancanza di lucidità? Forse. Di fiducia? Lecito. Di gamba? Probabilmente sì. Non è sicuramente tutto riconducibile ad un unico fattore. Di certo aver ‘sbloccato’ Lookman in questo senso può aiutare parecchio, come del resto riuscire a mettere Scamacca in maggior forma e provare a ridare autostima a un Krstovic che in campo in questa fase appare parecchio in difficoltà.

Insomma, guardando all’orizzonte, alle due trasferte di Udinese e Marsiglia e poi in casa con il Sassuolo, tre squadre che cercano di alzare i ritmi e non sono attendiste per natura come il Milan, la possibilità di trasformare i pareggi in vittorie e dare una prima svolta alla stagione esiste eccome. Per l’Atalanta è il momento di iniziare a cogliere le occasioni: soprattutto dentro l’area avversaria.