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Rossi: “Persone, ambiente e cura i pilastri del Forum mondiale dell’economia sociale”

Il GSEF si impegna per un mondo più equo con condizioni di lavoro e di vita dignitose, mirando a ridurre le disuguaglianze e a soddisfare i bisogni fondamentali e costituendo un quadro di riferimento per l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030

Cinquemila partecipanti provenienti da più di 70 Paesi e da tutti i continenti, riuniti con l’obiettivo di mettere a fattor comune le visioni e le pratiche che possano fare dell’economia sociale solidale lo standard che regolerà l’economia di domani. È iniziato a Bordeaux il Gsef2025, forum mondiale dell’economia solidale con gli obiettivi dichiarati di promuovere forme di economia che abbiano al centro il primato delle persone e dei progetti collettivi, la sostenibilità, la prossimità, la cura.

Il GSEF si impegna per un mondo più equo con condizioni di lavoro e di vita dignitose, mirando a ridurre le disuguaglianze e a soddisfare i bisogni fondamentali e costituendo un quadro di riferimento per l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030. Si basa sulla convinzione che i cambiamenti sistemici inizino a livello locale, attingendo a un partenariato tra la società civile e il settore privato o pubblico. L’obiettivo finale è che il modello dell’economia solidale cresca fino a diventare lo standard economico del futuro, incorporando la gestione collettiva dei beni condivisi.

Dopo i precedenti eventi tenutisi a Seoul, Montreal, Bilbao, Città del Messico e Dakar grande evento internazionale biennale riunisce tutti gli attori e rappresentanti eletti e leader di tutto il mondo, insieme a esperti internazionali, agenzie di sviluppo, reti e stakeholder del settore che si impegnano a promuovere questa economia incentrata sulle persone e sul rispetto dell’ambiente. Una dichiarazione finale definisce gli impegni politici e una tabella di marcia per i prossimi due anni.

Ampio spazio sarà dato al livello territoriale ed alle politiche locali, e tra queste ci sarà anche un po’ di bergamasca: il Comune di Bonate Sopra con il Sindaco Matteo Rossi, è stato invitato a confrontarsi sul tema “Cooperazione locale e dinamiche collettive a sostegno dell’economia sociale e solidale” insieme a Charles Gagné Fournier, del regionale di economia sociale di Laval i. Quebec, Latitia Licke di PTCE di Grasse in Francia, Stella Maris Gonzalez di ITESO, Università Jesuita di Guadalajara di Città del Messico e Valérie Tetu, del Servizio innovazione della comunità di Agglomerato del Pays da Crasse in Francia.

Con Rossi è presente anche il consigliere provinciale delegato all’Europa e allo sviluppo, Erik Molteni, proprio dalla Provincia, infatti, in collaborazione con il Biodistretto guidato Claudio Bonfanti, partirono una serie di convegni che portarono alla stesura e alla presentazione presso la Regione di un’iniziativa di legge popolare a favore dell’economia solidale sostenuta da più di novemila firme. Proposta ripresentata proprio in questi giorni dal gruppo consigliare del Partito Democratico.
A Bordeaux ad ogni rappresentante e’ stato chiesto di portare una parola simbolo e di presentare le proprie buone pratiche territoriali.

“La parola che porterò sarà alleanza – dichiara Rossi – in particolare quella tra enti locali e movimenti per la promozione di un territorio della cura, che si sviluppa attraverso l’attenzione alle persone e all’ambiente”.

Ci siamo confrontati sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella transizione socio-ecologica – rilancia Molteni -. Questo significa lavorare al contributo delle imprese e delle organizzazioni sociali per la realizzazione di un’economia più giusta, sostenibile e inclusiva. E al tempo stesso misurarci con le sfide di un domani che è già oggi: l’impatto sociale dell’economia solidale, il ruolo dell’energia verde e dell’ambiente, le nuove forme di impresa e finanza, il lavoro dignitoso, l’inclusione sociale, la gestione dei beni comuni e i servizi pubblici gestiti in forma cooperativa. Senza dimenticare il ruolo dell’economia sociale nell’educazione, nei diritti civili e nella lotta contro la povertà. In tutto questo, un ruolo centrale lo devono avere le questioni legate alle lotte contro le disparità: identitarie, di genere, etniche e sociali. Da qui la consapevolezza, da tradurre in azioni concrete, per cui l’economia sociale può guidare il cambiamento, rafforzare i territori e migliorare la vita delle persone.

“Ciò che ho imparato – continua Rossi – è proprio l’importanza delle alleanze e della intersettorialità, e quando sono diventato Sindaco ho cercato di essere un buon alleato dell’economia solidale, non considerandola una settore specifico, a parte, della nostra attività amministrativa, ma portando la visione dell’ess in tutte le direzioni. Questo approccio ha prodotto sei progetti che presento qui a Bordeaux come buone pratiche comunicazione dedicata attraverso la distribuzione in paese di un mensile sui temi della sostenibilità; cooperazione tra le realtà economiche solidali e l’associazionismo comunale a partire dall’organizzazione della fiera dei produttori tessili sostenibili nei locali dell’Oratorio delle Ghiaie; Co-progettazione come strumento per l’affidamento dei servizi sociali e scolastici a livello comunale; nuove regole nello statuto comunale dove abbiamo inserito principi che parlano di pace, rifiuto della guerra, conversione ecologica, diritti umani, partecipazione, e abbiamo definito gli strumenti che i cittadini possono usare per partecipare alla vita comunale come i referendum, le petizioni e la possibilità di prendere parola in consiglio comunale; buone pratiche innovative come l’apertura di un centro per il riuso e il riciclo degli oggetti; energia condivisa con la creazione di una comunità energetica rinnovabile. Non è solo una somma di attività, è un progetto politico: costruire una Comune solidale in rete con le realtà di movimento. L’esperienza qui in Francia ci offre tanti stimoli ed esempi per proseguire in questa direzione”.