Inceneritore Montello: “Secondo Ats dati incompleti, impossibile valutare gli impatti sulla salute”
Pollini (M5s Lombardia): “A domanda sull’effetto accumulo con altri impianti, Ats ha risposto che Regione Lombardia non effettua il monitoraggio epidemiologico dei suoi inceneritori”. Casati (Pd): “Impossibile ignorare il sovraccarico di impianti in provincia, autorizzarne nuovi è insostenibile”
“Ats ha sottolineato che i dati sanitari (valutazione tossicologica e previsioni epidemiologiche, ndr) forniti dalla Montello Spa, in merito alla realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento, sono incompleti e non aggiornati. È di conseguenza impossibile per Ats offrire una valutazione complessiva in merito ai rischi per la salute collettiva – spiega Paola Pollini, Consigliera regionale M5s Lombardia, a margine dell’audizione che si è tenuta mercoledì 29 ottobre -“.
A domanda sull’effetto accumulo con altri impianti, uno dei rappresentanti delle associazioni presenti ha evidenziato che “Regione Lombardia, a differenza di Emilia-Romagna e Piemonte, non effettua il monitoraggio epidemiologico dei suoi inceneritori, quindi Ats non ha i dati per fare previsioni in merito all’effetto accumulo. Una lacuna grave, che andrebbe a nostro avviso riempita attraverso un aggiornamento del Piano regionale rifiuti”.
Il Consiglio regionale ha già votato gli impegni della mozione che chiedeva uno stop del progetto. “Come Movimento Cinque Stelle abbiamo ribadito ciò che abbiamo sempre sostenuto, ovvero riteniamo incompatibile con la normativa regionale, che impedisce di costruire impianti per il trattamento rifiuti in prossimità di aree agricole di pregio e a produzioni d’eccellenza. Occorre tutelare l’ambiente e soprattutto i cittadini dagli effetti cumulativi degli impianti di incenerimento, che in Lombardia già soddisfano l’interno fabbisogno regionale. Costruirne altri, al solo scopo di alimentare un modello di business che importa rifiuti dal resto del Paese, per bruciarli in Lombardia per il guadagno di pochi e a discapito della salute di molti significa replicare un modello dannoso che non ha più senso di esistere”, conclude Pollini.
“Anche dall’audizione di oggi è emersa chiara una questione: la provincia di Bergamo è già sovraccarica di impianti di incenerimento e non è pertanto opportuno autorizzarne di nuovi – aggiunge Davide Casati, Consigliere regionale del Pd -. L’iter avviato a Montello per l’apertura di due nuove linee è la conseguenza diretta della mancanza di regia regionale: in assenza di limiti e regole chiare che prendano in considerazione la raggiunta e superata autonomia nello smaltimento rifiuti, l’iniziativa imprenditoriale persegue le sue legittime priorità. Alla politica spetta il compito però di fare in modo che siano compatibili con lo sviluppo sostenibile e le reali necessità dei territori”.



