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Svolta digitale del Museo delle storie: un portale per rendere accessibile il patrimonio della città

Un progetto che non solo tutela la memoria storica, ma diventa anche occasione di formazione, crescita e inclusione, capace di creare nuove opportunità per le generazioni future

“Condivisione” è il termine che meglio descrive il nascente portale dell’Archivio del Museo delle storie di Bergamo, uno strumento digitale innovativo pensato per consentire a tutti l’accesso ai beni e alle ricchezze storiche della città. Qui trovano casa comune fotografie e documenti storici, garantendo la piena fruizione, valorizzazione e conservazione del patrimonio.

“Il nuovo portale è un passo importante nella fruizione delle collezioni e dell’archivio, che ora diventano davvero accessibili a tutti da una semplice postazione on line. Uno strumento agile e intelligente: non solo consente di cercare e individuare i materiali necessari per procedere nei propri studi, ma diventa anche una piattaforma in cui ‘perdersi’, fare nuove scoperte, creare connessioni inedite, scoprire storie, immagini, luoghi– ha affermato l’assessore alla cultura Sergio Gandi -. Gli specialisti sono favoriti nelle loro ricerche grazie a una piattaforma di ricerca potenzialmente inesauribile, perché in progress continuo, cittadini e semplici appassionati possono immergersi nella storia di Bergamo e del suo territorio, viaggiando nel tempo e nello spazio”.

Un progetto partecipato, condiviso e di lavoro reciproco tra istituzioni ed enti territoriali, nato da un’idea del Museo delle storie di Bergamo, ma “Frutto di anni di lavoro, di un’importante pluriennale partnership con Siad Fondazione Sestini, di relazioni costruite con i cittadini donatori, con le istituzioni e con chi ha contribuito alla catalogazione e alla digitalizzazione” come spiegato da Marco Ghisalberti, consigliere delegato di Fondazione Bergamo nella Storia.

“La Camera di commercio – ha dichiarato il presidente Giovanni Zambonelli – ha sostenuto convintamente il progetto di creazione del nuovo portale, è un’iniziativa pienamente in linea con la missione e gli obiettivi strategici della Camera in materia di promozione dell’attrattività del territorio. Crediamo fermamente che il supporto alle eccellenze storiche e culturali, come il prezioso patrimonio custodito dal Museo delle storie, sia un fattore di competitività, sviluppo, e di miglioramento dell’immagine di Bergamo a livello nazionale e internazionale. Rendere accessibile questo patrimonio attraverso mezzi tecnologicamente innovativi non solo valorizza la posizione del museo, ma contribuisce in modo significativo all’attrattività complessiva del nostro territorio”.

Il portale è  il risultato di un lungo percorso di raccolta, conservazione e valorizzazione. Un progetto in continua evoluzione ma che ha dietro di se una lunga storia. Fin dal 1916 il Comune di Bergamo aveva promosso la costituzione di un Museo del Risorgimento, nucleo originario di ciò che oggi è la rete del Museo delle storie, attraverso le donazioni della cittadinanza. “Da allora – come ha sottolineato Roberta Frigeni direttrice del museo – non sono cresciute solo le sedi museali, oggi sette, ma anche il patrimonio archivistico, composto da un’eterogeneità di materiali, frutto di donazioni e depositi. Dagli anni 2000 gli archivi fotografici hanno assunto un ruolo predominante attraverso il progetto del Museo della fotografia Sestini e il suo archivio online, sostenuti da Siad Fondazione Sestini. Oggi, grazie alla Camera di commercio di Bergamo, quel patrimonio si è ampliato e diversificato, includendo, oltre alle fotografie, anche documenti, oggetti e mappe che raccontano oltre un secolo di storia”.

Il patrimonio del museo si articola in quattro grandi sezioni: fotografie, documenti, collezioni e cartografia. Ciascuna testimonia, con linguaggi e supporti diversi, la complessità della storia bergamasca e la ricchezza delle donazioni ricevute nel corso di oltre un secolo. Con 18 fondi e più di un milione di immagini, l’Archivio fotografico Sestini rappresenta uno dei nuclei più preziosi del Museo. Le immagini spaziano dalle prime sperimentazioni ottocentesche fino alla fotografia degli anni 80 del 900, offrendo uno sguardo unico sulle trasformazioni urbane, economiche e sociali. Tra i fondi più rilevanti si segnala l’Archivio Pepi Merisio, acquisito nel 2018, che documenta l’Italia dal dopoguerra agli anni Ottanta con scatti divenuti vere e proprie icone del nostro immaginario collettivo.

Generico ottobre 2025

La sezione documentaria custodisce archivi pubblici e privati che attraversano più di un secolo di storia. Dai carteggi e dagli epistolari del Risorgimento alle carte delle guerre coloniali e mondiali, i fondi documentali restituiscono una narrazione ampia e articolata, intrecciando la grande storia nazionale con le vicende locali. Vi si trovano diari, manifesti, volantini e materiali a stampa che raccontano i mutamenti politici, sociali e culturali di Bergamo e del suo territorio.

La sezione collezioni raccoglie cimeli e oggetti eterogenei donati nel corso del Novecento dalla cittadinanza. Tessili, armi, medaglie, stampe, opere d’arte e manufatti quotidiani compongono un mosaico di materiali che raccontano la vita delle comunità bergamasche. Mentre il fondo cartografico, presto online, metterà a disposizione carte geografiche e mappe pervenute al museo grazie alla generosità dei benefattori: si tratta talvolta di singole mappe geografiche, legate principalmente ai fronti delle guerre coloniali e mondiali, altre volte di consistenti collezioni di carte geografiche storiche, per garantirne la conservazione e la valorizzazione.

“Sostenere la memoria storica di Bergamo attraverso strumenti accessibili e innovativi è da sempre una missione centrale per Siad Fondazione Sestini. Il nuovo portale dell’Archivio del Museo delle storie rappresenta un’evoluzione naturale del nostro impegno a sostegno del Museo della Fotografia Sestini e del suo archivio online – ha affermato Cristina Sestini, presidente di Siad Fondazione Sestini-. Oggi, questo patrimonio si apre ancora di più alla città e al mondo, includendo documenti, oggetti e mappe che raccontano la vita della nostra comunità, intrecciando storie individuali e collettive . Quando con mio padre Roberto Sestini abbiamo immaginato il Museo della Fotografia, sapevamo che stavamo aprendo una finestra sulla memoria visiva di Bergamo. Oggi, quella finestra diventa una casa aperta, dove ogni elemento racconta una storia che ci riguarda”.

Le sezioni principali del nuovo portale, realizzato da Craq design studio, comprendono: il progetto, con la storia dell’iniziativa e i partner istituzionali; l’archivio, che presenta il patrimonio nella sua complessità e consente ricerche trasversali con filtri incrociati; i servizi, per scaricare gratuitamente i materiali, per richiedere la concessione di utilizzo delle immagini a pagamento o per consultare l’archivio anche in sede; gli approfondimenti, con pubblicazioni, conferenze e riviste del Museo e, infine, in evidenza, con aggiornamenti su donazioni, depositi, prestiti e restauri del patrimonio del museo.
Attraverso il sito, questi materiali diventano facilmente consultabili, offrendo un’occasione unica di conoscenza non solo agli studiosi ma a tutta la comunità, con l’intenzione che l’archivio non sia solo una banca dati ma un luogo digitale da esplorare. Come evidenziato da Giulia Todeschini “Dietro ogni documento, ogni immagine, ogni oggetto ci sono storie, volti, vissuti. Il nostro lavoro è stato quello di dare ordine e voce a tutto questo, creando un portale che aiuti a orientarsi ma anche a perdersi piacevolmente nella ricchezza dell’Archivio. Il sistema di ricerca è pensato per essere accessibile, ma anche per stimolare nuove connessioni e percorsi di lettura”. Proprio per questo, sono stati inseriti dei filtri di ricerca e sezioni tematiche di approfondimento che consentono l’orientamento in un patrimonio vasto, nonché di conoscere e scoprire storie inedite. Il portale restituisce in modo integrato tutte le schede catalogate con il software Xdams, fornito da Regesta, da anni in uso al museo per la catalogazione del patrimonio.

La digitalizzazione dell’archivio ha anche un forte valore sociale. Dal 2017, con la nascita del progetto Spazio Zerouno, promosso da cooperativa sociale L’Impronta insieme a M.i.d.a. informatica e Associazione formazione professionale patronato San Vincenzo, il patrimonio dell’Archivio fotografico Sestini è diventato oggetto di un’attività formativa rivolta a giovani under 30 in condizioni di fragilità sociale, con l’obiettivo di trasformare il lavoro di digitalizzazione dei ragazzi in un’occasione di crescita e inclusione.
In sette anni di attività il progetto ha prodotto risultati significativi: 51 giovani tra i 17 e i 30 anni coinvolti in percorsi di formazione-lavoro. Di questi, 31 hanno portato a termine con successo il percorso, 14 hanno trovato un’occupazione grazie alle competenze acquisite, 3 sono stati assunti direttamente da M.i.d.a. Informatica.