Ruba tonno e olio per 140 euro al Carrefour di via Tiraboschi: 36enne in manette
Al giudice ha detto: “Volevo mangiare alcune scatolette e altre rivenderle”. L’uomo era sottoposto alla misura del divieto di dimora a Bergamo perché a settembre aveva sottratto una bicicletta
Bergamo. Ha tentato di rubare scatolette di tonno e una bottiglia d’olio per un valore totale di 140 euro, ma è stato bloccato dalla direttrice del supermercato e arrestato dai carabinieri.
M.L., marocchino di 36 anni, senza fissa dimora, disoccupato e con in tasca un diploma in meccatronica conseguito in Italia, è entrato in azione nel primo pomeriggio di sabato 24 ottobre. Spinto dai morsi della fame, è entrato nel Carrefour di via Tiraboschi e si è messo a girare tra gli scaffali. Il personale addetto alla sorveglianza lo ha tenuto d’occhio e lo ha visto mentre si nascondeva addosso numerose scatolette di tonno e una bottiglia di olio d’oliva.
L’uomo si è poi diretto verso l’uscita senza acquisti ma la direttrice del market lo ha fermato in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Sul posto è arrivata una pattuglia dei militari del Radiomobile di Bergamo, che lo ha accompagnato in caserma non prima di aver restituito alla cassiera quanto il marocchino aveva sottratto.
Lunedì mattina il 36enne è stato accompagnato in tribunale, dove ha spiegato che il tonno l’aveva rubato per mangiarlo e per rivenderlo, così da racimolare denaro a sufficienza per trovare un posto dove trascorrere la notte al caldo. Il giudice Laura Garufi gli ha fatto notare che sul suo conto pendeva il divieto di dimora a Bergamo, emesso nel mese di settembre da un altro giudice in quanto M.L. era stato preso mentre rubava una bicicletta. L’udienza per il processo con rito direttissimo per questo episodio è fissata la prossima settimana.
Ed è proprio questo il motivo, in base a quanto ha dichiarato l’arrestato, che sabato si trovava a Bergamo. Non avendo un telefono cellulare, non riusciva a contattare il suo difensore, l’avvocato Alice Zonca, per avere informazioni circa l’udienza, così ha pensato di venire in città e presentarsi di persona al suo studio.
Il marocchino ha patteggiato una pena di 8 mesi con multa da 400 euro. Gli atti sono stati inviati al giudice che ha emesso la misura cautelare: spetterà a lui decidere se aggravarla o meno.


