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Contrari il pubblico ministero Gianpiero Golluccio e gli avvocati di parte civile, che assistono i genitori della 19enne uccisa con 67 colpi di forbici a casa sua. La Corte d’Assise si riserva sulla decisione

Costa Volpino. La difesa di Jashandeep Badhan, il 19enne accusato dell’omicidio di Sara Centelleghe, ha chiesto che l’imputato venga sottoposto a una perizia psichiatrica. Necessaria, a dire dell’avvocato Roberto Grittini, “per fugare ogni dubbio rispetto ai coni d’ombra che ancora sussistono rispetto alla sua capacità di intendere e volere”.

Contrario il pubblico ministero Gianpiero Golluccio e gli avvocati di parte civile, che assistono i genitori della 19enne. Per loro nessun dubbio: “Non ci sono elementi specifici e concreti che possano far pensare alla necessità di sottoporre l’imputato a una perizia”, ha sottolineato il sostituto procuratore. “Badhan ha fornito una ricostruzione lucida e dettagliata dei fatti, coerente, tanto che grazie alle sue dichiarazioni siamo riusciti a ricostruire quanto accaduto quella notte – ha proseguito Golluccio -. È vero che, subito dopo l’arresto, si è verificata una cosiddetta flessione clinica che ha reso necessario il ricovero per tre settimane in Psichiatria, ma l’imputato aveva appena commesso un omicidio con 67 colpi di forbice e lo aveva confessato, quindi la sua condizione era compatibile con questa flessione”.

Al momento delle dimissioni, come ha evidenziato l’avvocato Enrico Pollini, che assiste la madre di Sara, “dalla relazione clinica non emergono psicosi e non sono state prescritte terapie. Badhan viene descritto come lucido, collaborativo, orientato, disponibile al colloquio”.

mamma sara centellegheMarilisa Gambarini, madre di Sara Centelleghe

Si associa l’avvocato Roberto Pizio, che assiste il papà della vittima: “I medici che hanno visitato l’imputato escludono sia disturbi della personalità sia un disturbo psichiatrico maggiore. La perizia è inutile”.

papà sara centellegheVittorio Centelleghe, padre di Sara

La Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì con a latere Roberto Palermo, si è riservata rispetto alla richiesta dell’avvocato Grittini. Comunicherà nella prossima udienza, prevista per il 26 novembre, la sua decisione. In quella data verrà sentito il comandante del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Bergamo Danilo Di Fonzo, che ha condotto le indagini, e il medico legale Matteo Marchesi, che si è occupato dell’autopsia sul corpo della povera Sara, e lo stesso imputato.

Sara Centelleghe venne uccisa il 26 ottobre 2024 in casa sua a Costa Volpino, dove l’indiano si era introdotto in cerca di hashish mentre la giovane dormiva. Svegliatasi di soprassalto, la ragazza si era trovata davanti Badhan, che l’aveva colpita con pugni in faccia e con 67 colpi di forbici al volto, al collo e alla testa.

In aula, oltre a papà Vittorio e alla mamma Marilisa, anche una zia e una cugina, due compagne di classe di Sara e ad altre studentesse della scuola superiore che la ragazza frequentava: “È giusto così. Lo dobbiamo a Sara”.