Treviglio, accoglienza da “star” per don Zaccaria Bonalumi: “Nei prossimi mesi visiterò tutti i malati”
L’ingresso solenne del nuovo parroco è stato accompagnato da cortei, banda, applausi e una lunga fila di fedeli per le foto
Treviglio. L’accoglienza è stata quella degna di una star. Cortei, la banda cittadina, applausi e persino una lunga coda di “fan” per le foto, come si conviene a una celebrità, hanno accompagnato l’ingresso ufficiale di monsignorZaccaria Mauro Bonalumi, che succede a don Norberto Donghi. Sono stati in centinaia i fedeli e non solo che domenica pomeriggio hanno preso parte alla cerimonia che ha avuto luogo tra il Santuario della Madonna delle Lacrime e la Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta. Presenti anche molti cittadini di Peschiera Borromeo, dove don Zaccaria ha esercitato il suo precedente ministero.
Prima della celebrazione in Basilica, il corteo partito dal santuario ha fatto tappa davanti al municipio, dove il sindaco di TreviglioJuri Imeri, assieme al collega di Castel Rozzone Luigi Rozzoni, ha dato il benvenuto al nuovo parroco. Con loro anche Andrea Coden, sindaco di Peschiera Borromeo, a testimoniare il legame con la comunità da cui proviene “don Zak”.

“Siamo felici di accoglierti in questa città – ha detto Imeri -. In queste prime settimane abbiamo già avuto modo di conoscerti e di apprezzare la tua volontà di essere presente in tutte le parrocchie, gli oratori e i luoghi di Treviglio. Il tuo approccio discreto e attento ha rivelato fin da subito il desiderio autentico di far parte della nostra realtà, di viverla e di coltivarne le relazioni”.
Il sindaco ha poi ricordato la collaborazione tra amministrazione e comunità pastorale “fondata sul rispetto reciproco e su una comune attenzione ai giovani, alle famiglie e alle persone più fragili”.
“Il corteo diretto alla Basilica – ha aggiunto Imeri – è passato da tre luoghi simbolici della città: il santuario, segno di speranza e devozione, il municipio, casa di tutti i trevigliesi, e infine la stessa Basilica, cuore spirituale di Treviglio”.
Durante la celebrazione, monsignor Zaccaria ha voluto anzitutto ringraziare il suo predecessore: “Ringrazio don Norberto Donghi – ha detto – perché noi tutti godiamo dei frutti del suo lavoro e del suo ministero”. Dopodiché ha espresso gratitudine alle comunità che lo hanno accompagnato nel suo percorso, ai confratelli sacerdoti e alle autorità civili e religiose presenti.
Nel corso delle celebrazioni il nuovo prevosto ha voluto condividere con i presenti una riflessione personale: “Il primo ringraziamento lo voglio fare a tutti quelli che mi hanno messo un po’ d’ansia con questa storia del “monsignore”, perché mi hanno fatto riflettere. Mi hanno fatto pensare che, se davvero nella Chiesa esiste una carriera, e dico se, allora è una carriera che non porta verso l’alto, ma verso la croce, cioè più vicino a Gesù”.
“Nella Chiesa non si sale per comandare – dice – ma per servire. Come dice anche l’arcivescovo: ‘Io sono venuto per servire, non per essere servito’. I segni che porto, il bastone, il cappello, le vesti, non sono simboli di potere. Il loro valore è ricordarci che è Cristo a guidarci, che è Lui il nostro pastore e la nostra vita. Queste vesti le indosso io, ma rappresentano tutti noi, il cammino comune della nostra comunità. Nei mesi a venire – annuncia – voglio visitare tutti i malati della nostra comunità pastorale, perché noi presbiteri siamo qui per dare la vita, anche a costo di trascurare qualcos’altro”.
Nel corso della funzione, a don Zaccaria sono stati consegnati alcuni doni simbolici: un quadro raffigurante la Madonna delle Lacrime e un paio di scarpe, segno del cammino di fede che lo attende all’interno della comunità trevigliese.


