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Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, sgombra diversi dubbi e spiega meravigliosamente la storia dell’evoluzione dell’uomo, il tema del volume “Dove comincia l’uomo” scritto con Telmo Pievani che è giunto alla quarta ristampa e che sta appassionando e conquistando molti lettori

“Veniamo tutti dall’Africa. Veniamo tutti da un gruppo di persone, nostri antichissimi antenati, che stava in Africa e poi questo si è sviluppato come un albero. Non è successo come quelle figure che vediamo a scuola dove c’è prima una scimmia che cammina con quattro zampe, poi si alza un po’ in piedi, accanto si vede un uomo che assomiglia molto a una scimmia fino a che arriviamo ad un uomo tutto vestito col cappello, con la borsa che va in ufficio. No, non è questa l’evoluzione. L’uomo è un albero con tanti rametti e noi sapiens siamo uno di questi rami, forse neanche il più importante”.

Giuseppe Remuzzi, direttore dell‘Istituto Mario Negri, sgombra diversi dubbi e spiega meravigliosamente la storia dell’evoluzione dell’uomo, il tema del volume Dove comincia l’uomo” scritto con Telmo Pievani che è giunto alla quarta ristampa e che sta appassionando e conquistando molti lettori.

Professor Remuzzi quindi c’erano altri tipi di uomo?

Esattamente, c’erano altri tipi di uomo che poi sono scomparsi. Noi siamo usciti dall’Africa in tante occasioni, anche milioni di anni fa. Però l’ultima uscita più importante dall’Africa è tra i 50 e i 70 mila anni fa. Quindi noi siamo figli di migranti. È un’umanità fatta di migranti. La migrazione dipendeva dal fatto di cercare delle migliori condizioni per poter vivere, per poter alimentarsi, per avere accesso all’acqua e quindi l’uomo si è sempre spostato. Si spostava per andare a cercare delle condizioni di vita migliori di quelle che presumibilmente stava lasciando. Quando siamo usciti dall’Africa c’erano almeno cinque specie diverse di uomini sulla terra. Le più conosciute sono Neanderthal e Denisova e poi ce n’erano altre e soprattutto due specie in Oriente vicino alle Filippine, in certe isole del Pacifico. Noi tutti questi tipi di uomo li abbiamo incontrati e abbiamo vissuto insieme per 7 mila anni, poi 40 mila anni fa tutti gli altri sono scomparsi e siamo rimasti soltanto noi.

Che cosa è successo in questi sette mila anni?

Abbiamo convissuto con altre specie e ci siamo ibridati. Noi siamo figli di ibridi, di persone che derivano da Neanderthal e Sapiens, come lo chiamiamo noi, oppure Neanderthal e Denisova, Denisova e Sapiens, Denisova soprattutto nell’Asia orientale, Neanderthal in modo particolare nell’Europa e nell’Asia occidentale e noi li incontravamo, facevamo figli con loro. Questi figli ibridi erano fertili e quindi è molto impressionante secondo me aver scoperto che la nostra specie deriva da una ibridazione.

Siamo alla quarta ristampa in pochi mesi di questo volume.

È un libro che si attiene soltanto alla scienza, quindi in questo volume non c’è niente che non sia documentato scientificamente da studi, da ricerche di tante persone che hanno lavorato a questi temi che sono estremamente affascinanti, perché andando a guardare indietro si capisce anche dove potremmo andare o dove dovremmo andare o dove sarebbe bello che andassimo se tenessimo conto delle esperienze precedenti.

Ascolta qui tutta l’intervista video. 

Giuseppe Remuzzi