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Consumo di suolo, Bergamo terza in Lombardia: 33mila ettari persi nel 2024

Oltre la metà del suolo consumato in Lombardia nel 2024 si concentra su Milano, Brescia e Bergamo, con le aree agricole sempre più compromesse nelle zone più urbanizzate

È di 33.055 ettari il suolo consumato nel 2024 nella provincia di Bergamo, che si colloca terza in Lombardia dopo Milano (50.344,96 Ha, +161,14 rispetto al 2023) e Brescia (50.293,17 Ha, +160,74 rispetto al 2023). L’incremento rispetto all’anno precedente è stato di 123,69 ettari, confermando una tendenza in negativo che si riflette sull’intera regione.

Le province della direttrice logistica che sono Brescia, Bergamo e Milano, assorbono oltre la metà del suolo consumato in Lombardia, pari al 52% del totale regionale. Rilevante è, anche, il consumo nelle province attraversate dai principali assi nord-sud di trasporto merci, come Mantova (Autobrennero) e Pavia (Milano-Genova). Meglio la situazione a Lodi, Lecco e Como, mentre Sondrio paga il suo tributo ai cantieri legati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Tra i comuni bergamaschi, Bergamo figura tra i tre enti con il maggiore consumo di suolo nel 2024, insieme a Lonato del Garda (Bs) e Noviglio (Mi), dove è in costruzione un grande data center. Il fenomeno conferma, quindi, la tendenza a polarizzarsi: in soli venti comuni lombardi, pari all’1,3% dei comuni della regione, si concentra il 28% del consumo di suolo regionale.

“La morsa del consumo di suolo ai danni del territorio lombardo non mostra segni di allentamento – spiega Damiano Di Simine – responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -. Certo è che la legge regionale che avrebbe dovuto fermarlo, a undici anni dalla sua approvazione, continua a fornire risultati deludenti, mentre l’insediamento di logistiche e data center non riesce a tradursi in opportunità per rivitalizzare le aree dismesse, preferendo piuttosto e fin troppo spesso la via più semplice, ovvero cementificare le aree agricole. È necessario – conclude – un salto di qualità nel governo del territorio, che attivi le filiere del recupero e della bonifica dei sedimi industriali abbandonati”.