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Quel messaggio letto ai funerali: “Io accoltellata nel sonno dall’ex, mi sono rivista in Pamela”

La testimonianza di Eva Semenzi: “Avevo 24 anni. Anche io, come lei, pensavo che era finita, che stavo per morire. Non bisogna più tollerare nulla, nemmeno uno schiaffo”

Strozza. Dice di aver conosciuto Pamela Genini a Milano, per caso, durante una passeggiata con i rispettivi cagnolini. Sono stati proprio gli animali, racconta, ad attirare l’una l’attenzione dell’altra. Qualche chiacchiera e quasi subito Eva Semenzi, 48 anni, scopre di condividere con Pamela le origini valdimagnine (“mio padre è di Strozza come il suo”). Di quella giovane donna incontrata per strada conserva un nitido ricordo. Un ricordo che l’ha spinta venerdì mattina, 24 ottobre, a partecipare ai suoi funerali.

La donna mostra un vecchio articolo di giornale. Il titolo è eloquente: “Accoltella la moglie nel sonno”. “Ecco – spiega – la vittima dell’articolo sono io”. Era il 2001. All’epoca, racconta, viveva ancora a Sant’Omobono Terme, prima di trasferirsi a Milano per lavoro, ma anche per voltare definitivamente pagina insieme ad un’amica dell’associazione Aiuto Donna.

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Semenzi rivive l’aggressione dell’ex marito, i mesi di prognosi, il coma, le difficoltà che la condizionano anche oggi. “Vivo con tante cicatrici, anche se quelle più grosse non si vedono: le porto dentro di me e le porterò per tutta la vita”.

Con la storia di Pamela, coglie inevitabilmente dei parallelismi. Ma se lei oggi è ancora viva, spiega, è anche per una differenza cruciale: “A forza di chiedere aiuto hanno buttato giù la porta e sono riusciti a salvarmi”. A Pamela, forse, sarebbero bastati pochi minuti in più, ma quando la polizia è arrivata la situazione era già compromessa. “Avevo 24 anni. Anche io, come lei, pensavo che era finita, che stavo per morire”.

Semenzi non ha più rivisto Pamela da quel fugace incontro per strada. “L’ho riconosciuta in tv quando ho sentito ciò che le era successo”. Al cimitero ha letto un messaggio in sua memoria: “Hanno spento il tuo sorriso, ma non spegneranno mai la tua luce. Da lassù dona forza e coraggio a tutte quelle donne che subiscono violenze”. “Dobbiamo denunciare – aggiunge – non dobbiamo avere paura. Non dobbiamo più tollerare neanche uno schiaffo”. Oggi, a distanza di anni, si è rifatta una vita. “Convivo con un altro uomo – confida -. Si è guadagnato la mia fiducia, ma nulla è più come prima”.