Indeva trasloca a Sorisole, ruspe in azione all’ex Gres: “Cercavamo spazi e più sostenibilità, riqualificata tutta l’area”
L’amministratore delegato Stefano Scaglia spiega la ratio dell’intervento: “Non volevamo allontanarci troppo da Val Brembilla, abbiamo trovato la soluzione ideale per vicinanza, dimensioni e collegamenti. Il parcheggio aziendale a servizio della futura T2, realizzati a nostre spese un sottopasso ciclopedonale e una rotonda”
Da un lato lo sguardo verso il mondo, dall’altro le radici ben piantate a Bergamo: concluso l’accordo per la joint-venture strategica in terra indiana con la Ergomatic Automation India Ltd (ora Indeva Ergomatic India Pvt. Ltd.), la Scaglia Indeva di Val Brembilla nel prossimo futuro vivrà una svolta epocale che la porterà al trasferimento a Sorisole.
L’area individuata da tempo è quella dell’ex Gres, per la più classica delle operazioni “win-win” che consentirà all’azienda di avere spazi più moderni e idonei alle necessità produttive attuali e al territorio di recuperare un sito industriale dismesso, creando oltretutto nuovi collegamenti logistici.
Le prime ruspe in via Marconi si sono viste ad aprile e oggi i lavori sono nella fase di scavo propedeutica alla realizzazione delle fondamenta: al netto di imponderabili intoppi, il cantiere sarà consegnato entro la primavera del 2027, quando potranno iniziare le operazioni di sistemazione degli impianti e di trasloco.
“La crescita aziendale ci ha imposto la ricerca di nuovi spazi – sottolinea l’amministratore delegato Stefano Scaglia – Tenendo in considerazione anche lo sviluppo delle altre aziende del gruppo, altrettanto bisognose di espandersi, abbiamo deciso di rilocare Indeva, perché ospitata all’interno dell’edificio più datato, risalente al 1930. Il faro che ha guidato la scelta della nuova sede è stato quello di allontanarsi il meno possibile da dove ci troviamo oggi, perché rimaniamo molto legati alla Val Brembana. Incrociando vicinanza geografica, dimensioni, possibilità edificatoria e anche facile accesso a linee di comunicazione, la soluzione Sorisole è apparsa quella ideale”.
Lo è stata anche per l’amministrazione comunale, che nel febbraio 2020 diede il via libera all’insediamento ponendo l’accento sull’importanza delle ricadute che l’operazione avrebbe avuto sul territorio. Non solo il recupero di un’area ormai in disuso, ma anche una serie di benefici tangibili a livello viabilistico.
“Con la costruzione della nuova sede contribuiamo in maniera significativa all’urbanizzazione della zona – conferma Scaglia – Concederemo un ampio spazio di parcheggio al servizio della futura fermata di Sorisole della linea T2 della Teb, abbiamo realizzato il sottopassaggio della provinciale per il collegamento ciclopedonale e finanzieremo completamente a nostre spese la realizzazione di una rotonda all’ingresso del paese, tra via Marconi e via Martiri della Libertà, e il restyling della nuova fermata del bus. Crediamo di aver dato, e daremo ancora, un importante contributo alla crescita e alla migliore organizzazione di tutta l’area, per un accesso al pubblico e per favorire la mobilità dolce. L’insediamento è stato curato nei minimi dettagli sotto ogni aspetto”.
Ad essere riqualificata sarà un’area di 16.100 metri quadrati, seguendo criteri costruttivi ispirati dalla sostenibilità e dal risparmio energetico.
“Materiali e isolamento sono stati pensati per questi obiettivi – spiega ancora Scaglia – Tutta l’impiantistica non prevede l’utilizzo di gas, privilegiando l’installazione di pompe di calore e un impianto a pannelli solari da 850kw di potenza che alimenterà il sito”.
Un rendering dall'alto dell'area riqualificataUna volta terminato l’intervento, l’impianto di via Marconi sarà la nuova casa dei 180 dipendenti di Indeva.
Un organico sempre in evoluzione, per stare al passo con le sfide imposte dall’attualità: “Siamo sempre alla ricerca di alcune figure, in particolare di stampo tecnico, nell’ottica di un processo di crescita continuo. La ricerca è sempre attiva, ma non è facile trovare le persone giuste, per competenze, attitudine e caratteristiche rispondenti alle esigenze del giorno d’oggi. La rapida evoluzione dei mercati richiede un’altrettanto veloce capacità di adattamento, di flessibilità e di mettere in discussione metodi, processi e mentalità”.
La vocazione internazionale dell’azienda, che collabora con i più noti marchi dell’automotive (tra i clienti figurano Bentley, McLaren, Renault, Ford, Toyota, RedBull Racing, Audi, RollsRoyce, Lamborghini, Aston Martin..) e colossi quali Airbus e CocaCola, impone una profonda conoscenza di quegli stessi mercati che nei mesi scorsi hanno vissuto le pesanti oscillazioni causate in particolare dalla nuova politica doganale degli Stati Uniti e dalla conseguente introduzione di dazi differenziati per settori o Paesi di provenienza.
Per la Scaglia Indeva, specializzata nella progettazione e produzione di manipolatori industriali, nonché leader a livello mondiale nella fornitura di soluzioni all’avanguardia per la movimentazione manuale dei carichi e l’intralogistica, l’impatto è ancora attualissimo: “Oggi per noi il mercato statunitense pesa circa il 10% del fatturato, che come Indeva nel 2024 si è attestato sui 45 milioni. C’è una lunga lista di prodotti che richiedono una dichiarazione dettagliata sul loro contenuto in acciaio, rame e alluminio e su questa quota la tassazione è al 50%, che si aggiunge al dazio base del 15. In più l’esportatore ha l’onere burocratico di dichiarare la provenienza di questo materiale. In questi adempimenti per noi rientrano una serie di prodotti, parti di macchinari e ricambistica varia. In aggiunta, il dipartimento del commercio Usa sta portando avanti un’indagine sui macchinari per capire se e quali dovrebbero rientrare nella casistica appena descritta, soggetta a scorporo dei materiali. Chiaro che più sarà estesa e più sarà complicato per i produttori: non solo per noi, ma anche per tutto il sistema Italia il cui export è trascinato dal successo che i nostri macchinari hanno oltre confine”.






