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Spirano, cala il sipario sul biometano. E sulle aree agricole “spuntano” nuovi vincoli

Dopo un lungo braccio di ferro la società proponente del progetto ha deciso di rinunciare al ricorso presentato al Tar

Spirano. E’ ufficiale: l’impianto di biometano non s’ha da fare. Dopo un lungo braccio di ferro la società Ch4 Spirano Società Agricola Srl ha fatto un passo indietro rinunciando, in queste ore, al ricorso presentato al Tar di Brescia avverso al diniego del Comune per la realizzazione di un biodigestore in prossimità deall’oasi naturale del Bosco dei Fontanili del Conzacolo.

Si chiude dunque un iter lungo e tortuoso che ha visto sul piede di guerra cittadini e associazioni ambientaliste contrarie al progetto. Il prossimo 5 novembre, data in cui è stata fissata l’udienza, il Tribunale Amministrativo dichiarerà l’estinzione del procedimento rendendo quindi definitivo il provvedimento comunale.

“La rinuncia da parte della società – ha dichiarato il sindaco Yuri Grasselli – conferma la correttezza del nostro operato, già riconosciuta dal Tar e dal Consiglio di Stato. Un risultato per cui siamo molto contenti a cui siamo arrivati grazie al lavoro di molte persone: dall’Ufficio Tecnico agli avvocati, in particolare Carlo Foglieni e Paola Brambilla”.

E proprio per scongiurare il ripetersi di vicende simili il Piano di Governo del Territorio – già adottato e in attesa dell’approvazione prevista nel mese di gennaio – è stato “blindato”.

“Si tratta perlopiù di vincoli – prosegue Grasselli – che riguarderanno, sostanzialmente, tutti i terreni agricoli distribuiti a partire dalla Francesca andando verso sud, mentre a nord, vista la vocazione industriale della zona, non ci sarebbero problemi. Questo perché, così come queste aree possono sorgere vicino a zone di pregio come i fontanili, possono anche essere adiacenti ad abitazioni”.

“Pertanto – aggiunge il primo cittadino – chi dovrà fare richiesta anche solo per una stalla dovrà passare dal consiglio comunale. In questo modo avremo anche titolo di decisione per le attività agricole. La procedura – conclude – è quella semplificata: in trenta giorni il permesso può essere rilasciato. In questo modo avremo il polso della situazione”.