Zootecnia lombarda
Confai riflette sulla filiera del latte in Lombardia
23 ottobre 2025 | 09:30
J. Cotton (Unsplash)
Bolis (presidente): “Comparto in crescita, ma ancora sotto pressione sui costi”
“I numeri diffusi da Regione Lombardia e Ismea confermano che il nostro territorio rappresenta il cuore produttivo della zootecnia da latte italiana, ma occorre al tempo stesso interrogarsi su come garantire una piena sostenibilità economica del comparto nel medio periodo”: è quanto ha dichiarato Leonardo Bolis, presidente di Confai Lombardia e Confai Bergamo, commentando i dati più recenti relativi all’andamento della filiera lattiero-casearia, diffusi dall’amministrazione regionale e da Ismea.
Secondo le elaborazioni regionali, la Lombardia concentra quasi la metà della produzione nazionale di latte e ospita poco meno del 40% delle vacche da latte italiane. La produzione ha superato nel 2024 i 6 milioni di tonnellate, con una distribuzione territoriale che vede Brescia, Cremona e Mantova ai primi posti, seguite da Bergamo e Lodi. Le strutture medio-grandi, percentualmente in crescita, continuano a trainare la competitività, grazie a rese elevate e alla capacità di valorizzare le economie di scala.
“Si tratta di un comparto che mostra una notevole capacità di adattamento e un potenziale di crescita ancora significativo – aggiunge Bolis –, ma che deve fare i conti con un contesto di mercato complesso e con costi di produzione che rimangono alti. Le imprese agricole sono chiamate a innovare, a diversificare e a rafforzare i modelli organizzativi per mantenere equilibrio e redditività in una fase di grande trasformazione”.
A livello provinciale, il quadro delineato da Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo, evidenzia una realtà produttiva solida, ma esposta a forti tensioni economiche. “In Bergamasca si producono oltre 400.000 tonnellate di latte all’anno, pari a circa il 6,5% del totale lombardo – ha spiegato Cattaneo –. Tuttavia, l’attuale struttura dei costi continua a minacciare la sostenibilità dei bilanci aziendali, in particolare per le imprese di dimensioni medio-piccole, che faticano a mantenere margini adeguati, nonostante la qualità del prodotto resti elevata”.
Di fronte a questo scenario, Confai sottolinea la necessità di proseguire sulla strada dell’innovazione e della collaborazione tra imprese, così da consolidare la leadership produttiva lombarda e assicurare stabilità a un comparto strategico per l’intera economia agricola nazionale. In questa prospettiva, risulta essenziale l’apporto del comparto agromeccanico, da sempre in prima linea nel favorire approcci gestionali che potenzino l’efficienza complessiva del settore agroalimentare nelle diverse fasi della catena del valore.
“Si tratta di un comparto che mostra una notevole capacità di adattamento e un potenziale di crescita ancora significativo – aggiunge Bolis –, ma che deve fare i conti con un contesto di mercato complesso e con costi di produzione che rimangono alti. Le imprese agricole sono chiamate a innovare, a diversificare e a rafforzare i modelli organizzativi per mantenere equilibrio e redditività in una fase di grande trasformazione”.
A livello provinciale, il quadro delineato da Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo, evidenzia una realtà produttiva solida, ma esposta a forti tensioni economiche. “In Bergamasca si producono oltre 400.000 tonnellate di latte all’anno, pari a circa il 6,5% del totale lombardo – ha spiegato Cattaneo –. Tuttavia, l’attuale struttura dei costi continua a minacciare la sostenibilità dei bilanci aziendali, in particolare per le imprese di dimensioni medio-piccole, che faticano a mantenere margini adeguati, nonostante la qualità del prodotto resti elevata”.
Di fronte a questo scenario, Confai sottolinea la necessità di proseguire sulla strada dell’innovazione e della collaborazione tra imprese, così da consolidare la leadership produttiva lombarda e assicurare stabilità a un comparto strategico per l’intera economia agricola nazionale. In questa prospettiva, risulta essenziale l’apporto del comparto agromeccanico, da sempre in prima linea nel favorire approcci gestionali che potenzino l’efficienza complessiva del settore agroalimentare nelle diverse fasi della catena del valore.

