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L’intelligenza artificiale leva fondamentale per il lavoro del futuro: per sostenerla arrivano i supercomputer

Presentata la piattaforma europea dedicata al supercalcolo: l’importanza della raccolta e organizzazione di dati in quantità sufficiente ma soprattutto di alta qualità

Le sfide e le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale sono state al centro dell’incontro ospitato martedì 21 ottobre alla sede di Confindustria Bergamo.

Esperti del settore e imprenditori si sono riuniti non solo per riflettere sul crescente ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, ma anche per illustrare il progetto di Cineca “AI Factory It4lia”, che si propone come accompagnatore per gli imprenditori verso questa transizione. Professionisti e aziende uniti da un obiettivo: rendere l’Intelligenza Artificiale una leva fondamentale per il lavoro.

Giuseppe Linati, responsabile area innovazione di Confindustria Bergamo, ha affermato che l’incontro è stato l’evento zero di “IA Factory It4lia”, il progetto di Cineca che vuole aiutare le imprese a servirsi al meglio dell’Intelligenza artificiale. L’importante iniziativa è stata sostenuta da Confindustria e, prosegue Linati, “ci classifica anche a livello Europeo”. Eric Pascolo, direzione High Performance Computer di Cineca, ha illustrato il progetto spiegando che si pone come obiettivo quello di dare alle industrie un nuovo e potente strumento. HPC, High Performance Computer, è una super macchina ad alte prestazioni ottimizzata per l’intelligenza artificiale, che permette di lavorare più velocemente e con una quantità maggiore di contenuti.

Questa potente innovazione da sola non basta: tutto parte dalla raccolta dati. Come ha suggerito il titolo dell’incontro, “Dal Dato all’Intelligenza Artificiale: opportunità per le imprese con AI Factory It4lia“, i dati sono uno strumento fondamentale. Dalla capacità delle aziende di raccoglierli, organizzarli e valorizzarli, infatti, dipende l’efficacia della stessa Intelligenza Artificiale. Dal report presentato da Linati, è emerso, infatti, che per un uso funzionale dell’IA è fondamentale prendere consapevolezza dei dati a disposizione e del loro valore. La presenza di dati in grandi quantità e soprattutto di qualità è un prerequisito fondamentale per un’impresa che desideri servirsi dell’IA per il proprio lavoro.

Tesi confermata da Vincenzo Manzoni, Data Science Director di Tenaris: “La materia prima di tutti i sistemi di Intelligenza artificiale è la raccolta di dati di qualità”. Per questo è necessaria una buona data governance, ovvero una gestione funzionale e mirata dei dati che funga da base per qualsiasi operazione dell’Intelligenza Artificiale.

Manzoni, inoltre, ha esposto gli effetti che può avere l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e, per quanto riguarda la produzione, si parla di enormi risparmi dovuti all’ottimizzazione del lavoro. Inoltre, per un’azienda come Tenaris che possiede diversi stabilimenti nel mondo, il vantaggio è quello di poter investire su un sistema di Intelligenza Artificiale da poter poi potenzialmente applicare in contesti diversi ed aumentare così il profitto. Davanti a queste prospettive incoraggianti, Manzoni invita ad un paziente ottimismo: “Ci definiamo pragmatici ottimisti. Il futuro sarà sempre più pervaso da queste tecnologie, ma ci vorrà del tempo perché i sistemi si aggiustino e si possa vedere un valore”.

A raccontare la propria testimonianza riguardo all’utilizzo dell’AI sul lavoro è intervenuto anche Stefano Scainelli, amministratore delegato dell’azienda Scame Parre Spa, produttrice di componenti e sistemi per impianti elettrici. “Con l’Intelligenza Artificiale siamo di fronte ad un’accelerazione. Il nostro approccio è pragmatico, bisogna partire dai problemi da risolvere” ha dichiarato, illustrando i principali settori nei quali l’innovazione è stata introdotta: dall’area marketing e vendite fino alla produzione di video tutorial per prodotti difficili da montare.

L’intelligenza artificiale è una leva strategica per la competitività delle imprese

Valentina Carlini, Senior Adviser Digitale e filiere di Confindustria, presentando il report sull’AI commissionato dal presidente Emanuele Orsini, ha rassicurato sulla presenza di risorse: in passato sono già arrivati molti incentivi e, a seguito della bozza della legge di bilancio, pare che ci sarà continuità e le imprese potranno continuare a investire. Carlini avverte tuttavia sulla posizione dell’Italia rispetto all’Europa: i dati Istat rivelano che la percentuale di imprese che utilizzino almeno una tecnologia di Intelligenza Artificiale in Italia si assesta al 8,2%, mentre la media Europea arriva al 13,5%. Un gap da colmare, quindi, ma con “gradualità e pragmatismo”, ha asserito Carlini, senza farsi prendere dalla fretta e dall’idea che “l’Intelligenza Artificiale sia un treno sul quale bisogna saltare al volo perché passa velocissimo. Bisogna partire dai bisogni, da piccoli progetti”.

E le sue parole trovano conferma in quanto ha affermato Valerio Pesenti, del Consorzio Intellimech , che ha esposto alcuni degli ostacoli maggiori nei nuovi progetti dell’AI: infatti si riscontra soprattutto una mancanza di consapevolezza su dove applicarla, oltre che una carenza di competenze specifiche per utilizzarla.