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Arriva, il 90% aderisce allo sciopero. I sindacati all’azienda: “Ora troviamo un accordo”

Alta la partecipazione allo sciopero contro Arriva Italia indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri per protestare contro l’azienda di trasporto

Massiccia l’adesione allo sciopero da parte degli autisti di Arriva Italia allo sciopero di 4 ore, dalle 17 alle 21 di martedì 22 ottobre. Sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri per protestare contro l’azienda di trasporto.

“Dal presidio allestito fuori dalla stazione di Bergamo vicino alla sede del gruppo Arriva Italia abbiamo e dai nostri riscontri rileviamo che circa il 90% degli autisti abbia partecipato allo sciopero – dichiara Pasquale Salvatore, segretario generale della Fit Cisl Bergamo -. Come organizzazioni sindacali siamo soddisfatti della grossa partecipazione allo sciopero perché in qualche modo questo significa che abbiamo ben rappresentato le criticità legate alla situazione ed i sentimenti dei lavoratori. Parallelamente continuiamo a rimarcare il concetto che noi sindacalistila mattina non ci svegliamo con la voglia di fare sciopero. A quest’azione siamo arrivati dopo moltissimi incontri, dopo strenui tentativi di trovare un accordo che finora evidentemente non è arrivato. Siamo speranzosi ed invitiamo l’azienda di aprire un tavolo costruttivo rispetto alle problematiche evidenziate che riguardano però più l’aspetto normativo, quindi la qualità del lavoro dei dipendenti, nonché la qualità del servizio e i valori economici della contrattazione di secondo livello. Detto questo ovviamente speriamo, come detto prima, di non dover arrivare allo sciopero di 24 ore. Crediamo che sia possibile trovare un accordo, chiediamo all’azienda di assumersi le responsabilità anche rispetto al servizio erogato all’utenza e quindi nei confronti dei lavoratori e delle proprie rappresentanze. Valuteremo nei prossimi giorni se essere costretti ad indire lo sciopero di 24 ore, probabilmente nel mese di novembre o se ci sarà una riapertura del tavolo che penso sia auspicabile”.

“L’adesione altissima dimostra la compattezza dei lavoratori di fronte a un’azienda che continua a rifiutare ogni confronto – aggiunge Paolo Turani, segretario generale Filt Cgil Bergamo –. Non è più accettabile mantenere ferme le indennità dal 2017 e ricorrere al subappalto invece di investire su personale e qualità del servizio”.