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Agricoltura, segnali positivi da export e lattiero-caseario: nel mondo prodotti bergamaschi per 800 milioni in sei mesi

Sono 4.785 le imprese del settore attive in provincia: nelle esportazioni solo Milano contribuisce maggiormente al risultato regionale

Al netto di un contesto che rimane differenziato a seconda dei settori considerati, il primo semestre 2025 per l’agricoltura lombarda è stato caratterizzato da una fase positiva, trascinato in particolare dall’andamento dei comparti lattiero-caseario, suinicolo e orticolo.

È quanto emerge dall’indagine promossa Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, che ha rilevato una crescita del fatturato su base annua per il 37% degli imprenditori intervistati, a fronte di un 23% che segnala invece indicatori in diminuzione e a un 40% che non riferisce particolari variazioni anno su anno rispetto alla propria attività.

A livello complessivo, l’indice di redditività ha raggiunto l’apice degli ultimi anni, nonostante i costi in crescita (in particolare quelli riferiti agli animali da allevamento), controbilanciati da un buon andamento delle quotazioni soprattutto in ambito zootecnico. A spingere la crescita è l’export agroalimentare, che pur in un contesto di stagnazione delle esportazioni regionali e nazionali, nel primo semestre ha conosciuto un incremento in valore dell’8,8%.

In netto miglioramento l’andamento su base tendenziale degli affari del settore lattiero-caseario, dove pesano le elevate quotazioni dei formaggi (soprattutto grana, la cui produzione su base regionale è in crescita del 4,3%), trainati dalla domanda estera e da un aumento delle rese produttive.

In calo, invece, il dato sulle consegne di latte in Lombardia, andamento comune a tutte le principali province produttrici: a Bergamo, nel dettaglio, la flessione è stata del 2,7% e si è attestata a 201.768 tonnellate da gennaio a maggio.

Positiva anche la redditività del settore suinicolo, mentre la situazione è più altalenante nel comparto delle carni bovine per il persistere di problemi legati a costo e reperibilità dei capi da ristallo. Ambiti sui quali continuano a rimanere alte le preoccupazioni per problematiche attuali e potenziali: Peste Suina Africana per i suini, Blue Tongue e afta epizootica per bovini e ovicaprini e aviaria per il settore avicolo.

Per quanto riguarda le coltivazioni, l’andamento meteoclimatico ha consentito, secondo le prime stime, un miglioramento delle rese dei cereali rispetto al 2024, ma le valutazioni degli agricoltori sulla redditività, subiscono l’effetto dell’andamento dei prezzi, così come nel vitivinicolo incide quello del calo della domanda.

Tornando al capitolo export, l’agroalimentare lombardo ha raggiunto i 5,8 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2025, con un un trend di crescita in continuo aumento. In questo quadro, dopo Milano il contributo maggiore al risultato regionale lo dà Bergamo, che pesa per oltre 800 milioni di euro: un dato in crescita del 9,2% rispetto al primo semestre 2024, dando buon seguito al +4,2% registrato tra il 2023 e il 2024.

Guardando ai soli prodotti dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca le esportazioni sono risultate in aumento del +6,8% rispetto al primo semestre 2024, una variazione in linea rispetto alla media nazionale (+10,1%). Per l’Industria alimentare e delle bevande, invece, la crescita è stata del +9,0%, una variazione superiore alla media italiana. In particolare, si evidenzia l’ottimo risultato dei prodotti delle industrie lattiero-casearie che hanno registrato una variazione del +13,0% in valore rispetto al primo semestre 2024, con le relative esportazioni che sono risultate pari a quasi 1,08 miliardi di euro.

Fotografia a parte merita il comparto vinicolo. 

In attesa dell’avvio della vendemmia 2025 e delle prime stime produttive su uve da vino e vini a livello nazionale e regionale, i dati contenuti nel report Cantina Italia diffuso dall’ICQRF mostrano che al 30 giugno 2025 nelle cantine della Lombardia si sono registrati circa 1,6 milioni di ettolitri di vino in giacenza, in calo del 7,8% rispetto alla medesima data del 2024. Le giacenze di vini DOP, che rappresentano circa i tre quarti del totale dei vini DOP-IGP, registrano una contrazione rispetto al 30 giugno 2024 del -5,3%. Il segno “meno” si riscontra in tutte le principali province produttrici della regione, con un -2,4% a Brescia, che si conferma come prima provincia lombarda per scorte di vini DOP con una quota del 61%, un -12,3% a Pavia (dove si registra il 23% delle scorte regionali) e un -1,2% a Sondrio.

Bergamo, che aveva chiuso il 2024 con una giacenza di vini DOP pari a 33.796 ettolitri, nei primi sei mesi del 2025 ha segnato un recupero del +1,2%, arrivando a 34.192 ettolitri, 29.552 dei quali di vino rosso, 4.635 di bianco e 6 di rosato.

Più marcata la riduzione delle giacenze regionali di vini IGP (-15,2%): Bergamo contiene le perdite, facendo segnare un -6,7% e passando da 25.519 ettolitri a 23.810 (18.966 di rosso, 4.278 di bianco e 567 di rosato).

In chiusura un’analisi sulla demografia d’impresa: le aziende registrate nel settore agricoltura in Lombardia sono diminuite anche nel primo semestre 2025, arrivando a 41.035. Il calo è in linea con il trend degli ultimi trimestri, nei quali si è assistito a una diminuzione strutturale a fronte però di una maggiore dimensione media aziendale. Bergamo non fa eccezione: il primo trimestre era stato chiuso con 4.768 imprese (-1%), il secondo ha segnato un piccolo recupero (4.785), ma rimanendo comunque in territorio negativo (-0,5%).

agricoltura primo semestre 2025

“L’agricoltura lombarda, in un sistema agro-alimentare di rilievo, sta dimostrando ancora una volta di essere un presidio economico e sociale irrinunciabile – dichiara Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia – non solo perché genera valore e occupazione, ma perché tiene insieme identità e sicurezza alimentare in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, instabilità commerciali e transizioni climatiche sempre più rapide. Per questo, il nostro dovere istituzionale è continuare a difendere il lavoro degli agricoltori con scelte concrete, capaci di dare certezze a chi investe e innova ogni giorno nei campi e nelle stalle lombarde”.

“Questi risultati confermano la solidità del settore agricolo lombardo – aggiunge Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – grazie soprattutto al gradimento crescente che i nostri prodotti di eccellenza incontrano in tutto il mondo: in un momento di difficoltà della domanda mondiale, le esportazioni agroalimentari lombarde tengono ancora con incrementi anche significativi per i prodotti lattiero-caseari e le carni lavorate e conservate. Dobbiamo proseguire sulla strada della valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare”.